Roma, 7 ottobre 2025 – Botta e risposta al vetriolo tra la premier Giorgia Meloni e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sul tema del conflitto in Medio Oriente e, in particolare, sul ruolo dell’Italia rispetto al blocco navale israeliano davanti a Gaza.
Meloni a Porta a Porta: “Blocco navale dal 2009, Conte non se ne era accorto?”
La polemica nasce dalle parole della presidente del Consiglio, intervenuta nel salotto televisivo di Bruno Vespa a Cinque Minuti su Rai Uno. Commentando la crisi internazionale, Meloni ha ricordato che il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza è in vigore da oltre quindici anni:
“Il blocco navale c’è dal 2009, non si era accorto Giuseppe Conte che c’era un blocco navale? Perché non ha posto il problema?”.
Un’affermazione che voleva mettere in evidenza – secondo la premier – l’incoerenza dell’ex presidente del Consiglio, oggi leader dell’opposizione.
La replica di Conte: “Lei non vede il genocidio in corso da due anni”
La risposta di Conte non si è fatta attendere. In un video diffuso sui social, il leader del M5S ha ribaltato l’accusa, puntando il dito contro il governo per la gestione della crisi:
“Ho saputo che Meloni da Vespa mi avrebbe attaccato, con tutto quello che ha da fare, perché non mi sarei accorto che dal 2009 c’è un blocco navale di Israele davanti a Gaza. Lei non si è accorta che sono due anni che c’è un genocidio in corso a Gaza? Che c’è una procurata carestia?”.
Conte ha poi ricordato che nonostante le continue violenze e la crisi umanitaria, l’Italia non ha interrotto gli accordi di cooperazione militare con Israele:
“Non sono stati strappati neppure gli accordi di cooperazione militare. E ancora: dei nostri connazionali che da ultimo sono stati sequestrati, detenuti illegalmente e trattati come criminali senza una sua parola di condanna? Attendo risposte”.
Uno scontro politico che riflette la frattura sul Medio Oriente
Le dichiarazioni incrociate segnano un nuovo capitolo del duro scontro politico tra maggioranza e opposizione sulla linea italiana rispetto al conflitto israelo-palestinese. Da un lato, la premier difende la posizione storica di Israele e ridimensiona le critiche dell’opposizione; dall’altro, Conte denuncia il “silenzio complice” del governo e alza i toni parlando apertamente di “genocidio” e di “carestia procurata” a Gaza.
Lo scambio tra Meloni e Conte rischia di alimentare ulteriormente la tensione politica interna e di portare la questione mediorientale al centro dello scontro parlamentare. Sullo sfondo, restano le accuse di Ong e organizzazioni internazionali sulle condizioni della popolazione civile di Gaza e la richiesta, sempre più pressante, di una presa di posizione chiara da parte dell’Italia.
Leggi anche

Il giovanissimo giornalista affonda la riforma Nordio e del Governo Meloni – IL SUPER VIDEO
Nel corso del suo intervento a Tagadà, Giacomo Salvini, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha ribadito con chiarezza la propria
VIDEO:
Lo scontro Meloni–Conte cristallizza due narrazioni inconciliabili: da un lato la premier che richiama la “continuità” del blocco navale e difende la linea storica verso Israele; dall’altro Conte che parla apertamente di “genocidio” e chiede lo strappo su cooperazione militare e condanne formali. Al netto dei toni, il punto politico resta uno: l’Italia deve decidere se limitarsi alla gestione ordinaria delle alleanze o assumere un’iniziativa più netta su corridoi umanitari, tutela dei connazionali e rispetto del diritto internazionale. Finché la risposta resterà affidata ai talk e ai video social, il Parlamento sarà il vero banco di prova: lì si capirà se la contesa produrrà atti concreti o solo un altro giro di accuse incrociate.



















