Una battuta tagliente, seguita da un’analisi seria e articolata. Così Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, ha parlato del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia), intervenendo al Festival internazionale del libro d’inchiesta a Piano di Sorrento. Un’occasione pubblica in cui l’ex magistrato antimafia ha presentato il suo nuovo libro Una cosa sola, e non ha risparmiato ironie – ma anche riflessioni istituzionali – sull’operato del governo in materia di giustizia e carceri.
La battuta: “Delmastro dovrebbe parlare di meno”
“Delmastro? Dovrebbe parlare di meno. Anzi, non dovrebbe parlare, perché ogni volta che lo fa…”. Con queste parole, Gratteri ha strappato una risata al pubblico presente, lanciando una frecciata non nuova nei confronti del sottosegretario noto per le sue uscite spesso divisive e sopra le righe.
Un commento ironico che però non è rimasto fine a sé stesso: il magistrato ha subito dopo argomentato il senso del suo intervento, soffermandosi sul ruolo effettivo svolto da Delmastro all’interno del sistema carcerario italiano.
I “due meriti” riconosciuti al sottosegretario
Gratteri ha infatti chiarito che, al netto delle uscite pubbliche, il sottosegretario ha avuto due meriti rilevanti nel suo incarico:
“Ha bloccato la deriva del 41-bis”, ha detto il procuratore, riferendosi alla norma del carcere duro per i mafiosi e i terroristi, che negli ultimi anni era stata messa sotto pressione da vari fronti critici, anche a livello europeo.
Il secondo merito, secondo Gratteri, riguarda la gestione dell’Alta Sicurezza:
“Adesso, essendo sostanzialmente lui il capo del Dap, sta cercando di chiudere l’Alta Sicurezza”, ha aggiunto, riconoscendo dunque una linea politica che – pur con tutte le sue contraddizioni – va nella direzione di maggiore rigore sul fronte della gestione penitenziaria.
Gratteri e il sistema carcerario: tra giustizia e comunicazione
L’intervento di Gratteri si inserisce in un dibattito ampio e sempre più acceso sul tema del sistema carcerario italiano, dalla tenuta del 41-bis alla gestione dei detenuti in regime di Alta Sicurezza. L’ironia rivolta a Delmastro sembra dunque veicolare un messaggio più profondo: la comunicazione politica, soprattutto quando riguarda giustizia e sicurezza, ha bisogno di rigore, coerenza e soprattutto misura.
In questo senso, le parole del procuratore rappresentano un monito tanto alla politica quanto all’opinione pubblica: il tema delle carceri non può essere ridotto a slogan o battute da talk show, ma richiede competenza e responsabilità, dentro e fuori dalle aule parlamentari.
Il video dell’intervento
Il video dell’intervento di Gratteri è stato diffuso sulle pagine social del Festival internazionale del libro d’inchiesta, e ha rapidamente suscitato reazioni e condivisioni. Il tono ironico, l’equilibrio tra critica e riconoscimento, la chiarezza del messaggio: tutti elementi che confermano, ancora una volta, il ruolo di Gratteri come figura di riferimento nel dibattito pubblico sulla giustizia in Italia.
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Con una battuta fulminante e un’analisi puntuale, Nicola Gratteri è riuscito ancora una volta a spostare il dibattito pubblico su un terreno più serio e consapevole. Dietro l’ironia rivolta a Delmastro, c’è un messaggio chiaro: la giustizia non è materia da propaganda, né campo di battaglia per slogan identitari. È un equilibrio delicato tra fermezza e razionalità, tra sicurezza e diritti.
Nel riconoscere anche i meriti del sottosegretario, Gratteri dimostra che si può essere critici senza essere ideologici, e che il rigore istituzionale non esclude la lucidità nel giudizio. In un tempo in cui la comunicazione politica prevale spesso sulla competenza, le sue parole ci ricordano che il sistema penitenziario è cosa seria, e che chi ne parla – soprattutto dai palazzi del potere – dovrebbe farlo con più misura e molta più responsabilità.




















