I nuovi sondaggi politici diffusi da SWG per La7, durante il consueto appuntamento televisivo condotto da Enrico Mentana, ridisegnano ancora una volta gli equilibri del panorama politico italiano. I numeri aggiornati al 18 maggio 2026 mostrano infatti movimenti significativi sia all’interno della maggioranza di governo sia nel campo delle opposizioni.
A colpire maggiormente è il rallentamento di Fratelli d’Italia, che resta saldamente primo partito ma perde terreno rispetto alla settimana precedente. Parallelamente cresce il Partito Democratico, mentre il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte registra uno dei dati più positivi dell’ultima fase politica.
Ma i dati raccontano anche altro: la Lega continua a perdere consenso, Futuro Nazionale cresce ancora e il centro moderato resta frammentato. Uno scenario che potrebbe avere conseguenze importanti nei prossimi mesi.
Fratelli d’Italia resta primo partito ma perde consensi
Secondo il sondaggio SWG, Fratelli d’Italia si conferma la prima forza politica italiana con il 28,5%, ma registra una flessione dello 0,3% rispetto alla rilevazione dell’11 maggio.
Il partito di Giorgia Meloni mantiene dunque un vantaggio significativo sugli avversari, ma il dato viene osservato con attenzione perché interrompe una fase di relativa stabilità.
Il calo, seppur contenuto, arriva in un momento particolarmente delicato per il governo, tra tensioni internazionali, polemiche economiche e scontri politici interni alla maggioranza. E proprio questo contesto sembra iniziare a produrre effetti anche sul consenso elettorale.
Il Partito Democratico cresce ancora
A beneficiare di questo momento sembra essere il Partito Democratico, che sale al 22,2% guadagnando lo 0,2%.
Il partito guidato da Elly Schlein continua lentamente a consolidare il proprio consenso e prova a rafforzare il ruolo di principale alternativa alla destra.
Il dato assume rilievo soprattutto perché arriva in una fase in cui il Pd sta tentando di ricompattare il campo progressista e di rilanciare alcuni temi sociali ed economici contro il governo Meloni.
Il distacco da Fratelli d’Italia resta ampio, ma il trend positivo consente ai democratici di guardare con maggiore fiducia ai prossimi appuntamenti politici.
Conte accelera: il Movimento 5 Stelle vola al 12,5%
Uno dei dati più interessanti della rilevazione riguarda però il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte sale al 12,5%, con una crescita dello 0,3%.
Si tratta dell’incremento più significativo tra le principali forze politiche e conferma una fase di ripresa per l’ex presidente del Consiglio.
Negli ultimi mesi Conte ha intensificato la sua opposizione al governo, puntando soprattutto sui temi sociali, sul Superbonus, sulla politica estera e sulle critiche alla gestione economica dell’esecutivo. Una strategia che sembra produrre risultati, almeno secondo questa fotografia elettorale.
Per il leader pentastellato il dato rappresenta anche una risposta indiretta a chi, negli ultimi anni, aveva considerato il Movimento in declino irreversibile.
Salvini continua a perdere terreno
Più complicata appare invece la situazione della Lega. Il partito guidato da Matteo Salvini scende al 6%, perdendo un ulteriore 0,2%.
Un dato che conferma le difficoltà del Carroccio, ormai distante non solo da Fratelli d’Italia ma anche dal Movimento 5 Stelle e sempre più vicino all’area dei partiti medi.
La Lega continua a pagare la competizione interna al centrodestra con Meloni e il ridimensionamento del consenso rispetto agli anni in cui Salvini dominava la scena politica nazionale.
Forza Italia regge, cresce Futuro Nazionale
Tra gli altri partiti, Antonio Tajani mantiene stabile Forza Italia, che sale leggermente al 7,6%.
Ma a sorprendere è soprattutto Futuro Nazionale, la formazione legata a Roberto Vannacci, che raggiunge il 4,1%, crescendo dello 0,2%.
Un dato che continua ad alimentare il dibattito interno al centrodestra, soprattutto per la capacità del movimento di intercettare una parte dell’elettorato sovranista e identitario.
Anche Noi Moderati cresce leggermente all’1,3%, mentre Azione sale al 3,5%. Calano invece Italia Viva e +Europa.


Gli equilibri politici restano aperti
Nonostante Fratelli d’Italia resti nettamente primo partito, il quadro complessivo racconta una fase meno stabile rispetto ai mesi precedenti.
Il centrodestra continua a mantenere una posizione dominante, ma emergono segnali di affaticamento per alcune delle sue principali componenti. Al contrario, il centrosinistra prova lentamente a recuperare terreno, mentre Conte consolida il suo spazio politico autonomo.
Molto rilevante resta anche il dato degli indecisi e di chi non esprime una preferenza: il 27% degli intervistati continua infatti a non schierarsi. Una quota enorme, che potrebbe ancora modificare profondamente gli equilibri.
Il peso delle crisi internazionali e dell’economia
Secondo molti osservatori, il clima internazionale starebbe influenzando sempre di più gli orientamenti di voto. La guerra in Medio Oriente, le tensioni tra Stati Uniti e Iran, il rischio escalation nel Canale di Hormuz e le preoccupazioni economiche stanno alimentando incertezza nell’opinione pubblica.
Allo stesso tempo, in Italia continuano le polemiche su salari, inflazione, caro energia e politiche industriali. Temi che stanno diventando centrali nel confronto politico e che potrebbero incidere ulteriormente sui prossimi sondaggi.
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I numeri diffusi da SWG per La7 confermano dunque una fase politica in movimento. Giorgia Meloni resta saldamente al comando con Fratelli d’Italia, ma il calo registrato nell’ultima settimana viene osservato con attenzione.
Dall’altra parte, Pd e Movimento 5 Stelle mostrano segnali di crescita, mentre la Lega continua a perdere terreno. E sullo sfondo cresce anche Futuro Nazionale, elemento che potrebbe cambiare ulteriormente gli equilibri nel centrodestra.
La sensazione è che la lunga fase di stabilità politica vissuta negli ultimi mesi possa iniziare lentamente a incrinarsi. E i prossimi sondaggi saranno decisivi per capire se si tratta soltanto di oscillazioni momentanee oppure dell’inizio di una nuova fase politica italiana.




















