Durante Dritto e Rovescio condotto da Del Debbio, il dibattito politico si è infiammato quando il senatore Ettore Licheri ha criticato duramente il governo per l’approvazione del cosiddetto “decreto bollette”. La scena ha avuto un momento particolarmente significativo: la reazione del senatore Maurizio Gasparri, il cui volto, impietrito e privo di repliche, è stato definito da molti “più eloquente di mille parole”.
Nel suo intervento, Licheri ha accusato l’esecutivo di aver adottato una misura profondamente sbagliata, destinata ad aggravare ulteriormente la già difficile situazione economica del Paese. “Il decreto bollette del governo è una cavolata pazzesca”, ha tuonato Licheri, suscitando un silenzio teso nello studio televisivo.
Il senatore ha spiegato che il provvedimento, anziché aiutare le famiglie e le imprese a fronteggiare i rincari energetici, finisce per aumentare ulteriormente il peso sulle categorie più vulnerabili. Ha ricordato come già in precedenza avesse avvertito pubblicamente dei rischi insiti nel decreto: “Un mese fa ero venuto qui, nella sua trasmissione, a dirlo”, ha sottolineato, rivolgendosi al conduttore.
A supporto della sua tesi, Licheri ha snocciolato numeri allarmanti:
Oltre 284.000 imprese chiuse nel solo 2024.
Merci ferme nei piazzali, incapaci di essere movimentate a causa delle difficoltà logistiche ed economiche.
Secondo il senatore, il vero problema è strutturale: l’Italia da ben 25 mesi consecutivi registra un calo nella produzione industriale. E invece di adottare politiche espansive — come stanno facendo altri Paesi europei, investendo per rafforzare la domanda interna, aumentare i salari e sostenere i consumi — il governo italiano ha scelto la via dell’indebitamento.
Licheri ha sottolineato come Francia, Spagna e Germania, pur colpite anch’esse dalla crisi internazionale e dalle tensioni sui mercati globali, stiano cercando di difendere il potere d’acquisto dei lavoratori e sostenere l’industria nazionale attraverso piani di investimento ambiziosi. L’Italia, invece, a suo dire, resta intrappolata in una spirale recessiva, aggravata da provvedimenti inefficaci e, in alcuni casi, addirittura dannosi.
Il “decreto bollette”, ribattezzato sarcasticamente da Licheri “decreto bollette del debito”, rappresenta per l’opposizione l’ennesima occasione persa per rilanciare l’economia nazionale. Le critiche non si sono limitate agli aspetti economici: il senatore ha accusato l’esecutivo anche di incapacità gestionale, di visione miope e di mancanza di coraggio nelle scelte politiche necessarie a invertire la rotta.
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La reazione di Gasparri — rimasto in silenzio e visibilmente imbarazzato — ha fatto il giro dei social network, diventando in breve virale: molti utenti hanno commentato che “la faccia di Gasparri dice tutto”, interpretandola come la conferma tacita della fondatezza delle accuse mosse da Licheri.
Mentre il dibattito politico si intensifica, l’Italia continua ad affrontare una fase economica delicata, in cui il tema delle imprese in difficoltà e della tenuta sociale rischia di diventare uno dei principali banchi di prova per il futuro del governo.
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