Il duro messaggio di Conte del 1 MAGGIO alla Premier Meloni. Parole forti – IL SUPER VIDEO

Nel giorno simbolo della dignità e della lotta dei lavoratori, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte lancia un durissimo attacco al governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di aver abbandonato milioni di lavoratrici e lavoratori, tagliando diritti e tutele e raccontando un Paese che non esiste.

“Lavoratori senza tutele, precarietà diffusa, boom di cassa integrazione, il 9% degli occupati in povertà: questa è la realtà dell’Italia di oggi”, denuncia Conte in un messaggio pubblicato proprio il 1° maggio. “Persone che ogni mattina mettono la sveglia per andare al lavoro e non arrivano a fine mese, nonostante i sacrifici. Quattro giovani su dieci guadagnano meno di 9 euro l’ora, dopo anni di studio sono umiliati, costretti ad accettare stipendi da fame pur di non restare disoccupati”.

Lavoro povero e insicuro: “Tre morti al giorno, così si muore di lavoro”

Tra i dati più drammatici richiamati da Conte, quello delle morti sul lavoro:

“Tre lavoratori ogni giorno escono di casa e non tornano più. Muoiono nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi. Questa non è la Repubblica fondata sul lavoro di cui parla la nostra Costituzione, quella che studiamo nelle scuole”.

Per il leader M5S, la risposta del governo è inadeguata e ipocrita:

“Si svegliano il 1° maggio, fanno il solito decretino e poi buona pace a tutti. È un governo che taglia le buste paga ai redditi medio-bassi, ma aumenta gli stipendi di ministri e sottosegretari. Che dice no al salario minimo, no alla riduzione dell’orario di lavoro, no alla parità di genere, no al sostegno per i cassintegrati”.

Conte non risparmia critiche nemmeno sul fronte della sicurezza:

“Abbiamo colto questa maggioranza sul fatto, mentre provava a tagliare le ore di formazione obbligatoria sulla sicurezza o i fondi per le famiglie delle vittime del lavoro. È un governo sordo che continua a prendere in giro i lavoratori”.

La spinta dal basso: “Serve una partecipazione attiva”

Ma Conte va oltre la denuncia. Chiama i cittadini a una mobilitazione attiva, a partire dal referendum sul lavoro dell’8 e 9 giugno, promosso dalla CGIL.

“La battaglia nelle istituzioni è necessaria, ma non sufficiente. Serve una spinta dal basso. L’8 e il 9 giugno abbiamo una prima occasione concreta per iniziare a riconquistare i diritti perduti”.

I quattro quesiti referendari: “Il M5S dirà quattro volte SÌ”

Conte annuncia il pieno sostegno del Movimento 5 Stelle ai quattro quesiti referendari, spiegandoli con chiarezza:

  1. Contro i licenziamenti illegittimi: “Votiamo SÌ per reintrodurre le tutele cancellate dal Jobs Act, contro chi licenzia senza giusta causa o motivo”.

  2. Più diritti per i lavoratori delle piccole imprese: “Oggi, in caso di licenziamento illegittimo, l’indennizzo massimo è di 6 mensilità. Votiamo SÌ per eliminarlo e garantire un risarcimento equo”.

  1. Contro il precariato selvaggio: “Votiamo SÌ per reintrodurre l’obbligo delle causali nei contratti a termine, così da fermare l’abuso della precarietà”.

  2. Più sicurezza sul lavoro: “Votiamo SÌ per estendere la responsabilità alle imprese appaltanti in caso di incidenti, per combattere davvero le morti sul lavoro”.

“È un sistema, quello degli appalti e subappalti a cascata, che favorisce l’irregolarità e mette a rischio la vita dei lavoratori. È ora di dire basta”, aggiunge Conte.

“Qualcuno tifa per l’astensione, ma noi ci schieriamo”

Il leader 5 Stelle denuncia anche il tentativo di oscurare il voto:

“Stanno facendo di tutto per rendere invisibile questo referendum, per compromettere la partecipazione. Qualcuno tifa per l’astensione, come già avvenuto in passato. Ma noi ci schieriamo”.

“Indipendentemente dalle idee politiche di ciascuno – che siano di destra, sinistra o centro – questi sono referendum che migliorano la vita concreta dei lavoratori. Non basta festeggiare il 1° maggio: bisogna essere protagonisti del cambiamento”.

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Conclusione: “Solo così possiamo fermare chi tradisce la Costituzione”

Nel suo messaggio finale, Conte richiama il senso autentico del 1° maggio e della Costituzione:

“Solo con la partecipazione attiva, solo con il voto consapevole, possiamo fermare l’indifferenza e le scelte di chi tradisce la nostra Costituzione. La battaglia per il lavoro dignitoso è la madre di tutte le battaglie. E noi, come sempre, ci siamo. E ci saremo”.
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