Il giornalista Fittipaldi incastra Crosetto con la rivelazione shock da Gruber: “Non paga…” VIDEO

ROMA — 31 ottobre 2025
Una puntata esplosiva di “Otto e Mezzo” su La7, condotta da Lilli Gruber, ha scosso il panorama politico italiano.
L’inchiesta è firmata dal giornalista e direttore de “L’Espresso”, Emiliano Fittipaldi, che in diretta ha svelato una serie di dettagli inediti sulle case prese in affitto dal ministro della Difesa Guido Crosetto tra il 2013 e il 2022, prima del suo ingresso nel governo Meloni.

La rivelazione è di quelle destinate a far rumore: secondo Fittipaldi, in almeno quattro casi Crosetto non avrebbe pagato gli affitti, finendo condannato da più sentenze civili definitive che lo obbligavano al saldo delle somme dovute.

“Quattro sentenze per affitti non pagati”

Fittipaldi ha ricostruito i fatti in modo puntuale, spiegando come il caso sia emerso dopo un’indagine condotta dalla sua redazione:

“Noi abbiamo fatto un’inchiesta qualche mese fa sulle case prese in affitto da Crosetto dal 2013 al 2022. Abbiamo scoperto che in molti casi, in quattro casi, il ministro Crosetto non pagò gli affitti. E ha avuto tre o quattro sentenze, adesso non ricordo bene il numero, dei giudici che lo costringevano a pagare.”

Secondo il giornalista, si tratta di sentenze definitive, dunque non di cause ancora aperte o in fase di appello. Un dettaglio che rende la vicenda ancora più significativa dal punto di vista politico e dell’immagine pubblica del ministro.

“Una notizia importante per chi parla di legalità e sicurezza”

Il direttore dell’Espresso ha poi spiegato perché la storia, apparentemente privata, ha una forte valenza pubblica:

“È una notizia molto importante, perché parliamo di un ministro che oggi difende leggi come il DL Sicurezza, che dice ‘chi non paga, fuori’.
Eppure — ha aggiunto Fittipaldi — lo stesso Crosetto, prima di entrare al governo, è stato più volte condannato per non aver pagato i suoi affitti.”

Il giornalista ha sottolineato l’ironia della situazione, evidenziando la distanza tra la retorica politica di un esecutivo che si proclama “dalla parte dei proprietari e della legalità” e la condotta personale del suo ministro più influente.

La reazione del ministro: niente querela, ma ricorso al Garante della Privacy

Secondo quanto riferito in trasmissione, il ministro Crosetto non avrebbe sporto querela per diffamazione né richiesto una rettifica pubblica sul merito dell’inchiesta.

“Non fa una smentita secca — ha detto Fittipaldi — ma presenta una segnalazione al Garante della Privacy, chiedendo la rimozione degli articoli dal sito del giornale e una sanzione per violazione dei suoi dati personali.”

Una scelta giudicata dal giornalista “piuttosto inutile rispetto al cuore del problema”:

“Non si tratta di violazione della privacy, ma di un fatto documentato da atti pubblici e sentenze passate in giudicato. È chiaro che si vuole spostare l’attenzione, evitando di rispondere nel merito.”

Il paradosso politico: chi invoca la legalità ma ignora le regole

La vicenda, se confermata nei dettagli giudiziari, rischia di trasformarsi in un caso politico per il governo Meloni.
Il ministro Crosetto, da sempre considerato il “custode istituzionale” della maggioranza e figura moderata dell’esecutivo, finisce ora accusato di inadempienze civili ripetute, proprio mentre sostiene misure severe contro chi non rispetta le regole.

Fittipaldi ha sottolineato il paradosso:

“Non stiamo parlando di un episodio isolato, ma di una condotta reiterata nel tempo. E la cosa più sorprendente è che a contestarlo non sono i giornali, ma i giudici, con sentenze esecutive.”

Crosetto nel silenzio, la politica in imbarazzo

Dopo la puntata, dal ministero della Difesa non è arrivata alcuna replica ufficiale.
Fonti vicine al ministro si sono limitate a definire l’inchiesta “una vecchia storia privata già chiusa”, ma la linea del silenzio rischia di alimentare ulteriori polemiche.

Nel frattempo, l’opposizione ha colto l’occasione per attaccare. Deputati del Movimento 5 Stelle e dell’Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto chiarimenti, parlando di “un caso etico grave per un ministro della Repubblica che pretende rigore dagli altri e non da sé stesso”.

Un colpo all’immagine del “ministro saggio”

Guido Crosetto, spesso considerato la figura più istituzionale e rassicurante del governo Meloni, rischia ora un colpo durissimo alla sua immagine.
Le rivelazioni di Fittipaldi, unite al tentativo di oscurare gli articoli per “motivi di privacy”, alimentano l’idea di un potente che teme la verità più della polemica.

Come ha chiosato lo stesso Fittipaldi in chiusura di trasmissione:

“Non è una questione privata, è una questione di credibilità pubblica. Se un ministro che parla ogni giorno di responsabilità e legalità è stato più volte condannato per non pagare gli affitti, i cittadini hanno diritto di saperlo.”

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VIDEO:
La rivelazione di Emiliano Fittipaldi dalla Gruber apre un fronte inaspettato nel governo Meloni, toccando uno dei suoi uomini più potenti e rispettati.
Tra inchieste giornalistiche, sentenze civili e accuse di doppia morale, il caso Crosetto è destinato a pesare — non solo sulla sua immagine personale, ma sull’intera narrazione di una destra che si proclama “rigorosa” e “nemica dei furbi”, ma che ora deve spiegare come il proprio ministro più influente sia finito dalla parte degli inquilini morosi.

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