Roma – L’estate 2025 rischia di trasformarsi in un incubo per migliaia di viaggiatori italiani e turisti stranieri. La denuncia arriva dai deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Trasporti, Antonino Iaria, Roberto Traversi e Giorgio Fede, che in una nota diffusa il 12 luglio parlano senza mezzi termini di “disagi osceni” e di “governo irresponsabile”. Al centro della polemica, i pesantissimi ritardi annunciati sulle principali tratte ferroviarie nel pieno della settimana di Ferragosto.
> “Oggi scopriamo che nella settimana di Ferragosto per andare da Milano a Roma in treno ci vorranno 5 ore, mentre per arrivare a Napoli 7”, denunciano i deputati. “Tutto questo mentre migliaia di passeggeri e turisti hanno già acquistato dei biglietti, e previsto coincidenze con navi e aerei”.
Cantieri improvvisi e preavviso ridicolo
Secondo quanto riportato, i ritardi saranno causati da cantieri sulla rete ferroviaria che comporteranno un drastico allungamento dei tempi di percorrenza. Il problema principale, secondo il M5S, non è la manutenzione in sé, ma il tempismo e la gestione: i lavori sarebbero stati annunciati con meno di un mese di anticipo, quando la programmazione del traffico ferroviario e l’acquisto dei biglietti per agosto erano già in corso da tempo.
> “Dare meno di un mese di preavviso per cantieri che andavano pianificati un anno fa è un’oscenità”, si legge nella nota.
Prezzi invariati, servizio dimezzato
Un altro punto critico riguarda l’invarianza dei prezzi dei biglietti, nonostante l’impatto sul servizio. Iaria, Traversi e Fede definiscono “ancora più osceno” il fatto che non ci sia alcuna riduzione delle tariffe, pur con tempi di viaggio significativamente peggiorati.
Molti passeggeri, sottolineano, hanno già acquistato biglietti con largo anticipo, e i nuovi orari mettono a rischio coincidenze con aerei, traghetti o altri treni, generando disagi e costi aggiuntivi difficili da recuperare.
Salvini e Santanchè nel mirino
Il Movimento 5 Stelle punta il dito direttamente contro il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e la ministra del Turismo Daniela Santanchè, accusati di inerzia e menefreghismo. “Salvini non è un ministro dei Trasporti, ma una vera e propria calamità naturale”, attaccano i parlamentari, sostenendo che la gestione dell’intera operazione mostra incapacità e disprezzo per i cittadini.
La critica è duplice: da un lato si sottolinea la responsabilità di Salvini per la gestione logistica e infrastrutturale, dall’altro si evidenzia il silenzio del ministero del Turismo, che avrebbe dovuto tutelare i viaggiatori e i flussi turistici nel momento di massima affluenza.
Richiesta immediata di indennizzi
A fronte della situazione, il M5S annuncia battaglia in Parlamento: verrà formalizzata una richiesta di indennizzi automatici per tutti i passeggeri danneggiati, in particolare per coloro che hanno acquistato biglietti prima dell’annuncio dei rallentamenti.
La richiesta punta a stabilire il principio secondo cui chi subisce un danno per negligenza istituzionale debba essere rimborsato, senza dover attivare procedure complesse o onerose.
> “Chiederemo subito indennizzi per tutti i passeggeri gabbati da un governo di irresponsabili e menefreghisti”, conclude la nota.
Un’estate tra rabbia e disillusione
Nel pieno della stagione turistica, con milioni di persone in movimento lungo la Penisola, la gestione dei lavori sulla rete ferroviaria rischia di diventare un caso politico e mediatico esplosivo. Il malcontento si sta già diffondendo sui social, e molte associazioni dei consumatori si preparano a dare battaglia per i diritti degli utenti.
L’ennesimo scivolone infrastrutturale di un Paese che, pur ambendo a essere una destinazione turistica d’eccellenza, non riesce a garantire neppure un treno puntuale tra Milano, Roma e Napoli nel cuore dell’estate.
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Il caos ferroviario dell’estate 2025 non è solo una questione di ritardi o coincidenze saltate: è il sintomo di una gestione miope, incapace di coniugare pianificazione e rispetto per i cittadini. In un momento cruciale per il turismo e la mobilità, l’Italia si presenta impreparata e disorganizzata, lasciando viaggiatori e turisti in balia di decisioni improvvisate.
La denuncia del Movimento 5 Stelle pone un tema centrale: la responsabilità pubblica verso chi affida il proprio tempo – e spesso il proprio denaro – a un servizio essenziale come il trasporto ferroviario. Senza trasparenza, senza indennizzi, e senza una visione di sistema, il rischio è quello di trasformare ogni estate in un incubo ricorrente.
E mentre i ministri restano in silenzio o si limitano a slogan, la fiducia nei servizi e nelle istituzioni deraglia. Ancora una volta.



















