Il messaggio epico di Marisa Laurito al Governo Meloni – Ecco cosa legge in diretta – VIDEO

L’appello dell’attrice e attivista

Con un videomessaggio intenso e accorato, Marisa Laurito ha lanciato un appello diretto al governo italiano perché riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina, denunciando l’inerzia di Palazzo Chigi e la posizione di attesa ribadita più volte dalla presidente Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“147 Paesi su 193 alle Nazioni Unite – il 75% della comunità internazionale – hanno già riconosciuto la Palestina”, ha ricordato Laurito, citando tra questi anche Spagna, Francia, Irlanda e perfino lo Stato Vaticano. “E l’Italia? L’Italia no. E allora mi chiedo: perché ci raccontate che i tempi non sono ancora maturi, che bisogna aspettare? Ma che cosa dobbiamo aspettare?”.

La denuncia della tragedia umanitaria a Gaza

L’attrice, da sempre impegnata nel sociale, ha poi elencato le condizioni drammatiche della popolazione palestinese sotto assedio:
“Stanno morendo i civili, le donne, i bambini, i vecchi. Non hanno da mangiare, non hanno da bere, non arrivano gli aiuti umanitari, non hanno medicine. Hanno proibito persino di andare al mare, non possono neanche bagnarsi. Sono alla disperazione totale.”

Il messaggio a Giorgia Meloni

Laurito ha parlato direttamente alla premier, richiamandola alla responsabilità umana e politica:
“Presidente Meloni, lei è una madre. Non ce la fa proprio a esporsi e dire che tutto questo è disumano? Se non lo fa lei, lo facciamo noi per lei.”

Un’accusa chiara e senza giri di parole, che mette in discussione l’atteggiamento attendista del governo italiano sul tema.

“Ho vergogna di essere italiana”

Il cuore dell’appello è racchiuso in una frase che sintetizza indignazione e dolore:
“Io ho vergogna, in questo momento, di essere italiana.”

Parole dure che vogliono scuotere l’opinione pubblica e spingere i cittadini a farsi sentire.

La chiamata alla mobilitazione

Laurito ha chiesto un coinvolgimento diretto di chi condivide la sua battaglia:
“Quelli che sono d’accordo con me, per cortesia, facessero uno spot, un vocale, scrivessero al Ministero degli Esteri, facessero qualcosa per dire che noi non siamo d’accordo, che tutto questo accade non in nostro nome.”

Una questione politica e morale

Il messaggio di Laurito va oltre la denuncia e richiama l’Italia alla sua responsabilità storica e diplomatica. Nel momento in cui gran parte del mondo ha riconosciuto la Palestina, Roma rischia di apparire isolata e complice dell’inerzia internazionale di fronte a un genocidio denunciato da osservatori e ong.

“Non si tratta di scegliere una parte, ma di difendere il diritto alla vita e la dignità di un popolo”, ha concluso l’attrice.

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In conclusione, l’appello di Marisa Laurito trasforma il dibattito sul riconoscimento della Palestina in una questione etica non più rinviabile: di fronte a una tragedia umanitaria conclamata e a una larga maggioranza della comunità internazionale già schierata, l’attendismo dell’Italia appare sempre più insostenibile. Il richiamo diretto a Giorgia Meloni—anche sul piano umano—e la frase “ho vergogna di essere italiana” rompono la comfort zone politica e chiamano in causa coscienza pubblica e responsabilità istituzionale. Non è una richiesta di “tifare” una parte, ma di riconoscere un popolo e difendere diritti fondamentali. La mobilitazione che Laurito invoca—messaggi, pressioni civiche, azioni concrete—punta a colmare il divario tra parole e scelte: o l’Italia ritrova una postura coerente con i propri valori costituzionali e con il diritto internazionale, oppure rischia di restare isolata e corresponsabile del silenzio.

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