Nel suo consueto monologo al programma “Accordi e Disaccordi”, condotto da Luca Sommi su Nove, Marco Travaglio ha messo nel mirino la narrazione dominante sulla guerra, la Nato, l’Unione Europea e il riarmo. Ecco i principali passaggi del suo intervento.
“Non stanno legalizzando la mafia, stanno legalizzando la guerra”
Travaglio apre il suo monologo citando Francesco De Gregori: “Legalizzare la mafia sarà legge del 2000”, per poi affermare che il vero pericolo oggi è un altro: “Stanno legalizzando e normalizzando la guerra”. Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, l’articolo 11 della Costituzione italiana — che ripudia la guerra — viene manipolato da tre anni per fargli dire il contrario. La guerra, denuncia, viene presentata come un’abitudine quotidiana, come una scelta tra le tante: “Come un vestito, una birra o una meta per le vacanze”.
Von der Leyen e il “turbo” dell’industria bellica europea
Uno dei bersagli principali del monologo è Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che secondo Travaglio si sarebbe vantata dei risultati ottenuti nella corsa al riarmo: “Abbiamo messo il turbo alla nostra capacità industriale di difesa”. Il giornalista osserva che in un solo anno sono stati stanziati fino a 800 miliardi di euro per armamenti, una cifra che viene sottratta — sottolinea — “dal welfare, dalla sanità, dalla scuola”.
La NATO, la Russia e la retorica dell’attacco imminente
Travaglio contesta la narrazione di un’Europa sotto minaccia russa. Ricorda che la Russia, dopo la fine della Guerra Fredda, non ha mai manifestato intenzioni di attacco verso l’Europa: “Non ci ha mai visti come una minaccia”. E aggiunge: “È lo Stato più grande del mondo, con il 12% delle risorse naturali: non ha bisogno di altri territori”. Al contrario, la NATO avrebbe provocato Mosca espandendosi da 16 a 32 Stati membri.
Critica anche l’incoerenza dei governi occidentali: “Ci dicono da anni che la Russia arranca, che perde contro l’esercito ucraino… e allora come può voler affrontare 32 eserciti della NATO?”.
Il paradosso della corsa agli armamenti
Il punto centrale del discorso è che l’Europa, secondo Travaglio, non ha bisogno di aumentare la spesa militare: “Già oggi spende il 38% in più della Russia, e negli ultimi 30 anni ha speso il triplo”. Non serve spendere di più, ma “spendere meglio”. E avverte: mentre si tagliano fondi ai servizi essenziali, si chiede ai cittadini di accettare senza protestare: “Perché sennò si incazzano e ti vengono a prendere coi forconi”.
La “Von der Leyen” e la narrazione distorta del consenso
Travaglio ironizza su Ursula von der Leyen, chiamandola “la nullità tenuta insieme dalla lacca” e “Vonderlionen”, accusandola di mentire quando afferma che la maggioranza degli europei è favorevole al riarmo. Smonta il sondaggio di Polling Europe citato dai media: “Solo il 39% è favorevole a un forte aumento della spesa militare, il resto vuole poco o nulla”. E precisa che la domanda posta era ipotetica: cosa accadrebbe se gli Stati Uniti smettessero di garantire la sicurezza europea — un’ipotesi che nessuno ha mai posto seriamente.
Un piano deciso senza democrazia
Infine, Travaglio denuncia la mancanza di dibattito democratico: “Von der Leyen ha fatto approvare il piano di riarmo dal Consiglio europeo, non dal Parlamento europeo, l’unico organo elettivo”. Secondo il giornalista, il ricorso all’articolo 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea — previsto solo in caso di grave difficoltà per uno Stato membro — è stato un trucco per bypassare il confronto e l’approvazione parlamentare.
Leggi anche

ULTIM’ORA – Scandalo politco europeo – Beccato con la stag…. – Ecco chi è e cosa accadrà ora
Una storia nata nei corridoi della diplomazia internazionale finisce per trasformarsi in un caso politico-mediatico. Il protagonista, secondo quanto riportato
Conclusione: una retorica bellicista che sostituisce la diplomazia
Il monologo di Travaglio è un atto d’accusa contro la trasformazione della guerra in una normalità politica ed economica. Mentre i governi europei tagliano i fondi ai servizi pubblici e li dirottano verso l’industria bellica, la diplomazia sembra sempre più marginale. “Se vuoi ottenere la pace, devi preparare la pace — non la guerra”, afferma Travaglio, riportando il discorso su un terreno dimenticato: quello del dialogo, della comprensione delle paure altrui e della sicurezza condivisa. Una visione che oggi, secondo lui, è minoritaria non tra i cittadini, ma tra chi li governa.
VIDEO:



















