Il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu continua ad agire nella più totale impunità, alimentando un massacro che ha già causato decine di migliaia di morti e una crisi umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza. Di fronte a questo scenario drammatico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non solo non prende le distanze da Tel Aviv, ma si dichiara apertamente “amica” di Netanyahu, avallando nei fatti le sue scelte criminali.
Una posizione che il Movimento 5 Stelle giudica inaccettabile. In un momento in cui il governo israeliano non si limita a bombardare indiscriminatamente la popolazione civile palestinese, ma blocca anche gli aiuti umanitari internazionali – lasciando intere famiglie senza acqua, cibo e cure mediche – le parole della premier italiana rappresentano un colpo gravissimo alla credibilità internazionale dell’Italia e una ferita per i principi fondamentali del diritto internazionale.
Delegazione M5S al Valico di Rafah
Per denunciare questa situazione e testimoniare direttamente quanto sta accadendo ai confini con Gaza, una delegazione del Movimento 5 Stelle si è recata al Valico di Rafah, tra l’Egitto e la Striscia di Gaza. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attività dell’intergruppo parlamentare per la pace fra Israele e Palestina, con l’obiettivo di monitorare lo stato degli aiuti umanitari e portare la voce delle istituzioni italiane accanto a quella delle ONG, dei volontari e delle vittime del conflitto.
Fanno parte della delegazione i deputati e senatori Carmen Di Lauro, Stefania Ascari, Dario Carotenuto, Danilo Della Valle, Arnaldo Lomuti e Valentina Barzotti. Tutti hanno voluto documentare e denunciare la vergogna rappresentata dalla chiusura sistematica del valico, che impedisce l’ingresso di beni essenziali e ostacola l’evacuazione dei feriti.
“Stop genocidio”
Il messaggio portato dai parlamentari del Movimento 5 Stelle è chiaro: “Stop genocidio!”. Un grido che si unisce a quello di milioni di cittadini nel mondo che chiedono il cessate il fuoco immediato, la fine dell’occupazione e il rispetto dei diritti umani. “Non possiamo più tacere di fronte a quello che è ormai definibile come un genocidio, documentato da testimonianze, immagini e rapporti delle principali organizzazioni internazionali”, hanno dichiarato i rappresentanti del M5S.
Un appello alla comunità internazionale e all’Italia
La missione al valico di Rafah ha anche un obiettivo politico preciso: spingere il governo italiano a cambiare rotta. “Siamo qui per dire che l’Italia deve tornare a essere protagonista nella promozione della pace, non complice silenziosa di un massacro”, ha dichiarato Valentina Barzotti. “Serve un impegno concreto per l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina, la sospensione delle forniture militari a Israele e un piano europeo di assistenza umanitaria straordinaria”.
La responsabilità del governo Meloni
Il Movimento 5 Stelle accusa il governo Meloni di avere scelto deliberatamente una linea filo-israeliana che ignora le risoluzioni dell’ONU, le raccomandazioni delle ONG e i richiami delle agenzie internazionali. “Siamo di fronte a un crimine contro l’umanità che si sta consumando sotto gli occhi del mondo, e il nostro governo continua a voltarsi dall’altra parte”, ha dichiarato Dario Carotenuto.
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Conclusioni E VIDEO
La visita al Valico di Rafah rappresenta un atto simbolico ma anche concreto, con cui il Movimento 5 Stelle riafferma il proprio impegno per la pace e la giustizia internazionale. In un tempo in cui la diplomazia tace e l’indifferenza uccide, farsi testimoni diretti della sofferenza è un dovere politico e morale. L’Italia deve scegliere da che parte stare: con chi bombarda ospedali, o con chi invoca la fine delle ostilità e il rispetto della dignità umana.
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