L’aula del Parlamento europeo è stata teatro di uno degli interventi più duri e politicamente incisivi degli ultimi mesi sul tema della guerra in Ucraina. A intervenire è stato Danilo Della Valle, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, che ha rivolto parole durissime ai leader europei e alla Commissione, accusandoli apertamente di aver ostacolato — e di continuare a ostacolare — un percorso diplomatico verso la pace.
Un attacco frontale che alimenta un dibattito già incandescente in vista della bozza di accordo di pace circolata nelle ultime settimane, e che secondo il M5S l’Unione europea non dovrebbe tentare di bloccare.
“L’Europa deve scegliere: pace o guerra”
L’intervento di Della Valle in plenaria non lascia spazio a interpretazioni:
“L’Unione europea deve decidere se stare dalla parte della pace o mandare i propri uomini a combattere una guerra che dura da quasi quattro anni.”
Secondo l’europarlamentare pentastellato, il nuovo documento negoziale rappresenterebbe l’occasione più concreta per arrivare a un cessate il fuoco stabile dall’inizio del conflitto, iniziato nel febbraio 2022. Ma, avverte, il momento è cruciale:
“L’accordo di pace è vicino, ma sappiamo che l’ultimo miglio è quello più difficile da percorrere.”
Accusa diretta: “Ue e Gran Bretagna fecero saltare i negoziati”
Il riferimento non è casuale: Della Valle evoca le trattative avvenute a Istanbul nel 2022, quando — secondo alcune ricostruzioni multilaterali — il negoziato tra Kiev e Mosca venne interrotto anche su pressione occidentale.
“Già a Istanbul Unione europea e Gran Bretagna fecero saltare le trattative di pace. Ci riproveranno! Ne siamo certi.”
Una dichiarazione che attribuisce ai governi occidentali una responsabilità storica pesante, fino ad oggi oggetto di discussione ma mai esplicitata in maniera così diretta in sede istituzionale europea.
“Il collante politico è la guerra”
La parte più dura del discorso arriva quando l’eurodeputato accusa apertamente alcuni leader europei — citando per nome Von der Leyen, Macron e Meloni — di avere un interesse politico nella prosecuzione del conflitto:
“Hanno scommesso sulla sconfitta militare della Russia, che è il collante della loro stessa maggioranza. Senza la guerra il piano di riarmo sarebbe carta straccia e loro sarebbero costretti ad andare a casa.”
Secondo Della Valle, dunque, non si tratterebbe solo di una scelta geopolitica, ma anche del tentativo di legittimare equilibri politici interni.
“Ora la pace arriva da Trump. E l’Ue è irrilevante”
Uno dei passaggi più commentati è quello in cui il deputato riconosce all’ex presidente statunitense Donald Trump il ruolo — discusso e controverso — di mediatore determinante:
“Trump ha dimostrato al mondo la loro irrilevanza. Non saranno Bruxelles o Londra a determinare il futuro di Kiev.”
Una frase che tocca uno dei nervi scoperti della politica europea: la perdita di centralità diplomatica.
Una conclusione amara: “Meglio una pace imperfetta che una guerra sporca”
Della Valle chiude il suo intervento con una frase destinata a rimanere:
“Una pace cattiva è sempre meglio di una sporca guerra.”
Secondo il M5S, l’Europa deve farsi da parte se non è disposta a sostenere un compromesso. Non bloccare — ma accompagnare — un processo, anche se imperfetto.
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Il discorso ha già acceso commenti tra eurodeputati, osservatori diplomatici e analisti.
C’è chi sostiene che il M5S abbia riportato al centro del dibattito un interrogativo rimosso: che cos’è la vittoria, e a quale prezzo?
Altri denunciano un messaggio definito “irresponsabile”, che rischierebbe di indebolire la posizione negoziale europea.
Quel che è certo è che, dopo l’intervento di oggi, la discussione sulla guerra in Ucraina non sarà più solo tecnica, ma pienamente politica.



















