La nuova Supermedia AGI/YouTrend fotografa un quadro politico in movimento. Non un terremoto, ma una scossa sì. E il dato che più colpisce, guardando le intenzioni di voto aggiornate al 7 maggio 2026, è la crescita del Movimento 5 Stelle, che torna a guadagnare terreno e si conferma una delle forze centrali dell’opposizione.
Il M5S sale al 13,2%, con un incremento di +0,4 punti rispetto alla precedente rilevazione del 23 aprile. Una crescita non enorme nei numeri assoluti, ma politicamente significativa: tra i principali partiti, è il Movimento guidato da Giuseppe Conte a registrare una delle variazioni positive più marcate. In una fase in cui molti equilibri sembrano congelati, il segnale pentastellato assume un peso particolare.
Il Movimento 5 Stelle torna a salire
Il dato del 13,2% consente al Movimento 5 Stelle di consolidare la propria posizione come terza forza del Paese, alle spalle di Fratelli d’Italia e Partito Democratico. Ma la notizia politica non è soltanto la classifica. È la direzione del movimento.
Mentre Fratelli d’Italia arretra, la Lega perde terreno e Forza Italia resta sostanzialmente stabile ma in lieve calo, il M5S mostra una dinamica opposta: cresce. E lo fa in una fase in cui il dibattito pubblico è segnato da temi molto sensibili per l’elettorato pentastellato: giustizia sociale, sanità, salari, pace, spesa militare, precarietà, caro vita e critica alle politiche del governo Meloni.
La risalita del Movimento può essere letta come il segnale di una quota di elettorato che torna a guardare con interesse alla proposta di Giuseppe Conte. Un elettorato che non si riconosce pienamente nel Partito Democratico, ma che allo stesso tempo cerca un’alternativa netta al centrodestra.
Fratelli d’Italia resta primo, ma arretra
Fratelli d’Italia rimane saldamente il primo partito, con il 27,8%. Il dato conferma la centralità di Giorgia Meloni nello scenario politico italiano. Tuttavia, la variazione negativa di -0,4 punti indica un piccolo ma visibile arretramento.
Non si tratta di un crollo, ma di un segnale da non sottovalutare. Il partito della premier resta lontano dagli inseguitori, ma perde terreno proprio mentre il Movimento 5 Stelle guadagna. La distanza tra FdI e gli altri partiti resta ampia, ma la tendenza racconta una fase meno espansiva per il centrodestra.
Il consenso di Fratelli d’Italia continua a essere robusto, ma non appare più immune da oscillazioni. E quando il principale partito di governo scende, anche lievemente, il dato assume inevitabilmente un significato politico più ampio.
Il Partito Democratico cresce poco, ma resta secondo
Il Partito Democratico si attesta al 22,3%, con una crescita minima di +0,1 punti. Elly Schlein mantiene il PD in una posizione competitiva, ma il passo avanti è molto contenuto.
Il dato dice due cose. Da un lato, il Partito Democratico conserva il ruolo di principale forza dell’opposizione. Dall’altro, però, non sfonda. La crescita è troppo piccola per parlare di vera accelerazione. Il PD resta sopra il 22%, ma non riesce ancora ad avvicinarsi in modo deciso a Fratelli d’Italia.
In questo quadro, la crescita del M5S diventa ancora più interessante. Perché se il PD si muove lentamente e il Movimento 5 Stelle sale con più decisione, il baricentro dell’opposizione non può essere letto soltanto in chiave dem. Conte continua a rappresentare un polo autonomo e necessario per qualsiasi ipotesi alternativa al centrodestra.
Il campo largo prende quota
Sommando i dati delle principali forze di opposizione, il quadro diventa politicamente rilevante. Il Partito Democratico è al 22,3%, il Movimento 5 Stelle al 13,2%, Alleanza Verdi Sinistra al 6,5%, Azione al 3,0%, Italia Viva al 2,4% e +Europa all’1,4%.
Naturalmente non tutte queste forze sono automaticamente compatibili tra loro, e le tensioni politiche restano evidenti. Ma sul piano numerico il campo alternativo al centrodestra mostra una base consistente. Il dato più importante, però, è che le componenti più chiaramente collocate nell’opposizione progressista crescono: il M5S sale di +0,4, Alleanza Verdi Sinistra di +0,3, il PD di +0,1.
È qui che la Supermedia diventa politicamente interessante. Il campo largo, almeno sulla carta, non appare fermo. Anzi, registra segnali di vitalità proprio nelle sue componenti più identitarie. Il Movimento 5 Stelle cresce, AVS cresce, il PD tiene e avanza di poco. Questo rafforza l’idea che un’alternativa al governo Meloni possa avere spazio, a condizione però di trovare una sintesi politica credibile.
Il centrodestra perde pezzi: male la Lega, giù Fratelli d’Italia
Il dato più delicato per la maggioranza arriva dalla Lega. Il partito di Matteo Salvini scende al 6,6%, perdendo -0,7 punti. È la flessione più pesante tra le principali forze politiche indicate nella Supermedia.
Il calo della Lega pesa per due motivi. Primo: conferma le difficoltà di Salvini nel recuperare centralità dentro il centrodestra. Secondo: riduce il margine complessivo della coalizione, soprattutto se letto insieme al calo di Fratelli d’Italia e al lieve arretramento di Forza Italia.
Forza Italia è all’8,2%, con una variazione di -0,1. Un dato stabile, ma comunque non positivo. Noi Moderati è all’1,2%, in lieve crescita di +0,1. Futuro Nazionale, indicato al 3,6%, cresce anch’esso di +0,1. Tuttavia, la fotografia complessiva del centrodestra non appare brillante: il partito principale arretra, la Lega perde in modo netto, Forza Italia non cresce.
La maggioranza resta avanti, ma la tendenza non è tutta favorevole.

La sfida politica si sposta sull’opposizione
Il punto centrale è questo: la Supermedia non dice soltanto chi è primo e chi è secondo. Dice anche dove si muove il consenso. E in questa rilevazione il movimento più interessante riguarda proprio l’opposizione.
Il Movimento 5 Stelle, con il suo 13,2%, torna a essere un perno. Non abbastanza forte da contendere da solo la leadership del campo progressista al PD, ma abbastanza solido da rendere impossibile qualsiasi progetto alternativo senza di lui. Conte può rivendicare un ruolo politico decisivo: senza il M5S, il campo largo non esiste; con il M5S in crescita, il campo largo può tornare competitivo.
Il dato di Alleanza Verdi Sinistra, al 6,5% e in crescita di +0,3, rafforza ulteriormente questa lettura. L’area progressista e ambientalista non arretra, ma avanza. Questo potrebbe indicare una maggiore attenzione dell’elettorato verso temi sociali, ambientali e pacifisti, spesso messi al centro anche dal Movimento 5 Stelle.
Conte può rivendicare il risultato
Per Giuseppe Conte, questa Supermedia rappresenta un segnale positivo. Il Movimento 5 Stelle non solo resta sopra la soglia psicologica del 13%, ma mostra una crescita superiore a quella del PD. Questo consente al leader pentastellato di presentarsi non come semplice alleato minore del centrosinistra, ma come protagonista autonomo.
Il M5S continua a intercettare una parte di elettorato critica verso il governo, ma anche diffidente verso le formule tradizionali del centrosinistra. È una posizione complessa, ma potenzialmente strategica. Conte può parlare sia agli elettori progressisti sia a quelli più disillusi, soprattutto su battaglie come reddito, lavoro povero, pace, sanità pubblica e contrasto alle diseguaglianze.
Il punto politico sarà capire se questa crescita potrà consolidarsi nelle prossime settimane o se resterà un rimbalzo momentaneo. Ma intanto il segnale c’è: il Movimento 5 Stelle è vivo, cresce e può pesare.
Gli altri partiti: il centro resta debole
Nella parte bassa della classifica, Azione è al 3,0%, stabile. Italia Viva scende al 2,4%, perdendo -0,2. +Europa è all’1,4%, in calo di -0,1. Sono numeri che confermano la difficoltà dell’area centrista e liberal-riformista a incidere in modo autonomo.
Il cosiddetto centro politico continua a muoversi in uno spazio ristretto. Non scompare, ma non cresce. E in uno scenario polarizzato tra centrodestra e opposizione progressista, questi partiti rischiano di avere un peso più negoziale che elettorale.
Il dato più evidente è che la spinta, in questa fase, non arriva dal centro. Arriva piuttosto dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi Sinistra, cioè dalle forze più caratterizzate sul piano politico.
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Conclusione: il M5S vola nella Supermedia, mentre il centrodestra mostra segnali di fatica
La nuova Supermedia AGI/YouTrend consegna una fotografia chiara: Fratelli d’Italia resta primo partito, il Partito Democratico conserva la seconda posizione, ma il Movimento 5 Stelle è il protagonista politico della rilevazione. Il +0,4 del M5S, che sale al 13,2%, è il dato più significativo per l’opposizione.
Conte può rivendicare una crescita che rafforza il ruolo del Movimento dentro il possibile campo largo. E se il PD sale appena, mentre AVS cresce e il centrodestra perde terreno soprattutto con la Lega, il quadro diventa meno statico di quanto sembri.
Il governo Meloni resta forte nei numeri, ma non appare invulnerabile. La Lega arretra, Fratelli d’Italia perde qualcosa, Forza Italia non avanza. Dall’altra parte, il Movimento 5 Stelle torna a salire e l’area progressista mostra segnali di vitalità.
La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa. E il dato del M5S lo dimostra: nella Supermedia del 7 maggio 2026, il Movimento torna a correre e rimette pressione sia al governo sia agli alleati dell’opposizione.




















