Il nuovo sondaggio sky che spiazza tutti – Ecco il dato che spicca… Il partito che cresce di più è…

Nel nuovo sondaggio Youtrend per Sky TG24 (intenzioni di voto 22 gennaio 2026, confronto con il 23 dicembre 2025) c’è un dato che spicca più degli altri nel campo progressista: il Movimento 5 Stelle cresce di 1,1 punti e arriva al 13,8%. È il segnale di una ripresa che, inevitabilmente, viene letta come un rafforzamento della leadership di Giuseppe Conte, soprattutto perché arriva nello stesso mese in cui il Pd arretra e il baricentro dell’opposizione torna a muoversi.

Ma la fotografia complessiva è più articolata: non cresce solo il M5S. A salire, e con la stessa intensità, è anche Fratelli d’Italia, che si consolida in testa. Insomma: Conte guadagna terreno, ma la partita nazionale – secondo questo snapshot – resta dentro un quadro in cui il primo partito continua a essere quello di Giorgia Meloni.

I numeri del sondaggio: chi sale e chi scende

Questi i dati principali riportati dalla rilevazione (variazione rispetto al 23 dicembre 2025):

Fratelli d’Italia: 29,4% (+1,1)

Partito Democratico: 21,4% (-1,4)

Movimento 5 Stelle: 13,8% (+1,1)

Lega: 8,2% (+0,1)

Forza Italia: 7,7% (-0,6)

Alleanza Verdi Sinistra (AVS): 6,7% (-0,7)

Azione: 3,3% (=)

+Europa: 2,0% (=)

Italia Viva: 1,9% (+0,2)

Noi Moderati: 0,9% (=)

Un altro partito: 4,7% (+0,2)


In fondo, un dato che pesa sempre nel giudicare la solidità del quadro: indecisi + astenuti al 34,5%.

Perché “vola” Conte: +1,1 in un mese e M5S torna a respirare

Il +1,1 del M5S è un incremento netto in un arco temporale breve. Tradotto: in un mese il Movimento recupera consenso e si stacca dall’idea di essere “bloccato” su percentuali immobili.

Dal punto di vista politico, questo dato significa almeno tre cose:

1. Conte consolida la centralità del M5S nell’opposizione
Con il Movimento che sale e il Pd che scende, la competizione interna al campo progressista torna ad accendersi.


2. La crescita è “simmetrica” a quella di FdI
Non è un sondaggio in cui l’attenzione è tutta sul governo: FdI cresce quanto il M5S (+1,1). È un movimento “a doppia punta”, con due partiti che si rafforzano contemporaneamente.


3. Il M5S beneficia del calo altrui nell’area progressista
Non serve indicare cause (qui non ci sono), ma il dato politico è chiaro: mentre M5S sale, Pd (-1,4) e AVS (-0,7) scendono. Quindi, nel campo progressista, qualcosa si sposta.

Pd in calo: il -1,4 che cambia la gerarchia nel “campo”

Il calo del Pd è il secondo dato più rilevante della rilevazione, perché è un arretramento significativo (1,4 punti) e perché avviene mentre un altro pezzo dell’opposizione (il M5S) cresce.

La conseguenza è immediata: il Pd resta secondo partito, ma perde slancio e, soprattutto, perde il vantaggio “psicologico” di un trend positivo. In un sistema politico dove la narrazione conta quasi quanto i numeri, un mese così produce due effetti:

alimenta la percezione di spostamento di consensi dentro l’opposizione;

consegna a Conte un argomento: “noi cresciamo”.

Campo progressista: la somma non esplode (e questa è la notizia nascosta)

Se si sommano i tre pilastri più citati del “campo progressista” (Pd + M5S + AVS), il totale oggi è:

21,4 + 13,8 + 6,7 = 41,9%


Il mese precedente, guardando alle variazioni indicate, la somma sarebbe stata più alta:

Pd era 22,8 (oggi 21,4 con -1,4)

M5S era 12,7 (oggi 13,8 con +1,1)

AVS era 7,4 (oggi 6,7 con -0,7)


Totale precedente:

22,8 + 12,7 + 7,4 = 42,9%


Quindi, pur con Conte in crescita, l’area complessiva Pd–M5S–AVS risulta in leggero calo di circa 1 punto. È un dettaglio importante: il sondaggio “premia” Conte, ma non racconta un’espansione automatica dell’intero fronte progressista. Racconta soprattutto una redistribuzione interna.

Centrodestra: FdI cresce, FI cala, Lega stabile. La coalizione regge

Sul fronte opposto, la somma dei principali partiti del centrodestra (FdI + Lega + FI + Noi Moderati) oggi vale:

29,4 + 8,2 + 7,7 + 0,9 = 46,2%


A dicembre, ricostruendo dai delta, sarebbe stata:

FdI 28,3

Lega 8,1

FI 8,3

Noi Moderati 0,9
Totale: 45,6%


In pratica: il centrodestra cresce leggermente, grazie soprattutto a FdI, mentre Forza Italia perde e la Lega resta quasi ferma.

I “centristi” e il resto: piccole mosse, ma nessun terremoto

Nel perimetro più centrista i numeri restano contenuti:

Azione 3,3% (stabile)

+Europa 2,0% (stabile)

Italia Viva 1,9% (+0,2)


C’è un micro-segnale su Italia Viva, ma non tale da cambiare gli equilibri complessivi.

Rilevante invece la voce “un altro partito” al 4,7% (+0,2): è un indicatore di frammentazione e di voto “fuori dai radar principali”.

Il convitato di pietra: indecisi e astenuti al 34,5%

Il dato finale è spesso quello più ignorato, ma è quello che spiega perché i sondaggi possono muoversi velocemente: 34,5% tra indecisi e astenuti è una quota enorme.

Significa che:

l’orientamento reale del Paese è molto più fluido di quanto appaia dai soli partiti;

i cambi di 1 punto possono arrivare rapidamente;

qualsiasi “fase” (crisi, tema dominante, leadership) può spostare voti con velocità.

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Questo sondaggio consegna a Conte una notizia politicamente forte: il M5S cresce (+1,1) e torna a guadagnare spazio. Ma consegna anche una realtà più complessa: FdI cresce allo stesso modo, e nel campo progressista la somma complessiva non esplode, perché il calo di Pd e AVS controbilancia la risalita del Movimento.

In altre parole: Conte “vola” nei rapporti di forza dell’opposizione, ma la partita nazionale – in questa fotografia – resta ancora dominata dal primo partito, con un elettorato gigantesco che deve ancora scegliere se e come partecipare.

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