Il panorama politico italiano torna a muoversi, e questa volta il cambiamento è tutt’altro che marginale: secondo l’ultimo sondaggio di Termometro Politico, il Movimento 5 Stelle risale significativamente e torna ad avvicinarsi alla soglia psicologica del 15%, segnando una crescita che ribalta la narrativa dominante degli ultimi mesi.
Un segnale politico forte, soprattutto alla luce delle proteste sociali, del malcontento diffuso e delle recenti battaglie parlamentari sui salari, la sanità e la manovra economica.
Meloni resta prima ma rallenta: FdI al 30,2%, trend negativo costante
Fratelli d’Italia rimane il primo partito del Paese con il 30,2%, ma il dato conferma un calo costante rispetto ai picchi del 2023.
Il consenso resta alto, ma l’erosione è evidente: la luna di miele con il Paese sembra diminuire mentre crescono critiche, scontro sociale e malcontento economico.
PD stabile al 22,1%, ma non traina l’opposizione
Il Partito Democratico segue con 22,1%, un risultato che certifica stabilità ma non l’ascesa che Schlein sperava dopo mesi di visibilità mediatica e piazze piene.
Il PD tiene, ma non sfonda.
E soprattutto: non intercetta il voto di protesta, che si sposta altrove.
M5S: il ritorno dell’opposizione sociale
Il vero dato politico della rilevazione è però il risultato del Movimento 5 Stelle, che recupera consenso riportandosi vicino al 15%, e in alcune simulazioni supera quella soglia.
Una crescita che arriva proprio mentre il Movimento guidato da Giuseppe Conte intensifica le sue denunce sulla gestione del governo Meloni, soprattutto sui temi:
povertà crescente
liste d’attesa sanitarie interminabili
salari bassi
tagli al welfare
abolizione del Reddito di cittadinanza
La campagna politica torna a parlare di diritti sociali, dignità economica e servizi pubblici: temi storicamente centrali per la base grillina.
Centrodestra diviso: FI all’8,5%, Lega all’8,4%, Salvini non riparte
Nel campo del centrodestra la situazione è stagnante:
Forza Italia 8,5%
Lega 8,4%
Due partiti quasi appaiati, ma privi di una direzione chiara e incapaci — almeno per ora — di capitalizzare sull’azione del governo.
L’exploit promesso da Salvini dopo l’estate semplicemente non c’è stato.
Gli altri: AVS al 6,6%, Azione al 3,1%, Italia Viva in zona rischio
A sinistra, AVS cresce al 6,6% e consolida il ruolo di polo ecologista e sociale.
Al centro la situazione è complicata:
Azione 3,1%
Italia Viva 2,3%
+Europa 1,7%
L’area moderata continua a spezzarsi e sembra avere sempre meno peso reale.
L’opposizione si riorganizza: il ruolo del Movimento 5 Stelle diventa centrale
Se il governo mostra i primi segni di fatica, è l’opposizione che potrebbe uscire diversa da questi numeri.
Il dato grillino è politicamente significativo: il M5S torna ad essere il partito più credibile nelle battaglie sociali e la crescita registrata lo conferma come ago della bilancia nelle future dinamiche politiche.
Per molti elettori delusi da destra e centrosinistra, il Movimento appare l’unica alternativa credibile su welfare, diritti e giustizia sociale.
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Una cosa è certa: il quadro è tutt’altro che stabile
Con la crisi economica che avanza, le tensioni internazionali, il tema migratorio e la sanità allo stremo, questi numeri potrebbero essere solo l’inizio di una nuova fase politica.
Il dato che spicca più di tutti è chiaro:
Il Movimento 5 Stelle non è affatto finito. Sta tornando. E con numeri che fanno tremare sia il governo che il PD.



















