Dopo il voto nelle Marche, il nuovo Monitor Italia (Tecné) ridisegna i rapporti di forza dentro il campo d’opposizione: Giuseppe Conte consolida la leadership personale, mentre Elly Schlein arretra. Sul piano delle intenzioni di voto, il Movimento 5 Stelle cresce più del Partito Democratico, accentuando la distanza emersa nelle urne regionali.
I numeri: il “borsino dei leader”
Conte sale al 31,5% di giudizi positivi (voti 6–10), +1,7 in un anno.
Schlein scende al 29,2%, –1,8.
Tra gli altri: Meloni 45,6% (+2,2), Tajani 39,0% (+2,2), Salvini 26,9% (+0,8), Calenda 20,7% (+0,9), Bonelli 16,1% (–0,6), Fratoianni 15,7% (–0,8), Magi 14,6%, Renzi 13,8% (–0,4).
Conclusione parziale: nel perimetro progressista–oppositivo, Conte è oggi il leader con la valutazione più alta, mentre Schlein perde terreno.
I numeri: il “borsino dei partiti”
M5S: 12,6%, +1,9 in dodici mesi.
PD: 21,4%, –2,4.
AVS: 6,4% (–0,5).
Centrodestra: FdI 30,1% (+0,8), FI 11,0% (=), Lega 8,5% (+0,3).
Centro: Azione 3,4% (+0,5), Italia Viva 1,8% (–1,1), +Europa 1,5% (–0,1).
Astensione/indecisi: 48,6% (in lieve aumento).
Conclusione parziale: il M5S è l’unico tra i principali attori di opposizione che cresce nell’anno, mentre il PD segna un calo significativo.
Perché il M5S cresce più del PD (5 fattori)
Leadership riconoscibile: il dato di gradimento personale premia Conte, che catalizza l’elettorato d’opposizione più “identitario” e mobilitabile.
Agenda chiara su temi caldi: pace/Palestina, sanità pubblica, caro–vita e giustizia sociale sono assi narrativi coerenti e ripetuti; il PD paga percezione di ambiguità o eccesso di mediazione.
Posizionamento anti–establishment: nelle fasi di sfiducia (astensione quasi 50%), la spinta protestataria favorisce M5S più del PD, visto come più istituzionale.
Filiera territoriale vs. nazionale: alle regionali contano le reti locali (dove il PD è più strutturato), ma nei sondaggi nazionali il brand M5S/Conte recupera spazio.
Frammentazione del centrosinistra: il calo di AVS e l’arretramento del centro riformista non alimentano il PD; parte del voto fluido guarda a Conte come baricentro alternativo.
Altri segnali dal quadro generale
La destra resta avanti (FdI sopra il 30%) ma la dinamica interna premia FI stabile e Lega solo in leggero recupero.
Nel campo progressista, Schlein tiene la ditta ma non allarga; Conte cresce e si accredita come riferimento dell’opposizione sul terreno del consenso personale.
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I dati Tecné, letti dopo le Marche, certificano un doppio movimento: Conte cresce come leader, Schlein arretra, e il M5S guadagna più del PD nelle intenzioni di voto. Nel “campo largo” questo si traduce in un riequilibrio dei pesi interni: Conte è sempre più il volto competitivo del centrosinistra allargato. Ma la partita decisiva resta fuori dalle curve dei partiti: con quasi un elettore su due tra astensione e indecisi, chi saprà riconnettersi ai delusi — su salari, servizi e pace — avrà in mano la chiave dell’alternativa.


















