Fratelli d’Italia consolida la propria leadership nazionale, il Partito Democratico risale ma resta distante e il Movimento 5 Stelle tocca il 15%, quota che – a differenza di molti altri sondaggi recenti – risulta più elevata e mette in luce la capacità di tenuta del terzo polo dell’opposizione. È la fotografia che emerge dal rilevamento citato da Renato Mannheimer (dati Eumetra e SWG).
La fotografia delle intenzioni di voto
Fratelli d’Italia (FdI): 31%
Il partito di Giorgia Meloni si conferma primo, con un vantaggio netto sul resto del quadro.Partito Democratico (PD): 22%
Segnali di consolidamento sotto la guida di Elly Schlein; il distacco da FdI resta ampio.Movimento 5 Stelle (M5S): 15%
Dato rilevante perché più alto di molte altre rilevazioni: il M5S si accredita come terza forza competitiva dell’opposizione.Lega: 8%
Il partito di Matteo Salvini resta sotto la doppia cifra.Forza Italia (FI): 7%
Stazionarietà nell’area del centrodestra governativo.Azione: 3%
Italia Viva (IV): 2,4%
Cosa ci dicono questi numeri
Sistema a trazione FdI
La leadership del partito della premier resta ampia; la concorrenza interna al centrodestra non erode il primato.Opposizione a due velocità
Il PD consolida il ruolo di principale sfidante, ma il M5S al 15% mostra un profilo competitivo che supera quanto indicato da altre rilevazioni: per Conte è un segnale utile a riaprire spazi di iniziativa.Centro politico frammentato
Le quotazioni di Azione e Italia Viva restano basse: la somma non costruisce massa critica e lascia il campo polarizzato.Polarizzazione e partecipazione
La dinamica FdI–PD, con il M5S terzo incomodo, rafforza la logica “blocco contro blocco”. Resta aperto il tema dell’astensione: la mobilitazione degli indecisi può spostare equilibri locali e settoriali.
Le implicazioni per i prossimi appuntamenti
Europee/Amministrative: con questi rapporti di forza, FdI parte favorito; il PD punta a ridurre il gap territorio per territorio; il M5S può capitalizzare il 15% puntando su aree urbane, astensionisti e temi sociali (salari, sanità, servizi).
Centrodestra: Lega e FI, sotto pressione, dovranno presidiare i rispettivi perimetri (Nord produttivo per la Lega, moderati e amministratori locali per FI) per evitare ulteriori arretramenti.
Centro: lo spazio resta stretto; senza un’offerta unitaria il rischio è l’irrilevanza strategica.
Focus M5S: perché il 15% conta
Narrativa di risalita: un dato più alto rispetto a diverse altre rilevazioni consente ai pentastellati di rivendicare una fase di riorganizzazione riuscita.
Posizionamento: terza forza con potenziale espansivo sugli indecisi di sinistra e sull’astensione “sociale”.
Agenda: sanità pubblica, lavoro povero, ambiente e legalità possono essere i driver per trasformare il 15% in trend e non in fotografia istantanea.
Nota di metodo
Il sondaggio riporta valori puntuali senza dettagli pubblici su campione e margine d’errore. Come per ogni rilevazione, i risultati vanno letti come stima del clima d’opinione nel periodo considerato e confrontati con serie storiche e altri istituti.
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In sintesi: quadro stabilizzato con FdI nettamente in testa, PD in consolidamento e M5S al 15% – sopra il livello indicato da molti altri sondaggi – che riapre la competizione nell’area dell’opposizione. Le prossime scadenze elettorali diranno se per i pentastellati si tratta di una vera ripartenza o di un rimbalzo congiunturale.



















