Il sondaggio parla chiaro – Gli italiani hanno scelto chi deve scendere in campo per battere Meloni – IL DATO

Un divario di oltre quattordici punti, una terza possibile candidata che arriva a ridosso della segretaria del Partito Democratico e un dato ancora più particolare nascosto nelle pieghe della rilevazione: una quota non trascurabile dello stesso elettorato dem indica Giuseppe Conte.

È la fotografia scattata dal sondaggio Only Numbers di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta, che ha chiesto agli elettori del cosiddetto Campo largo quale personalità, secondo loro, abbia maggiori possibilità di battere Giorgia Meloni. La rilevazione è stata realizzata il 14 settembre 2026 su mille intervistati, con metodologia CATI-CAMI-CAWI.

Il risultato mostrato nel grafico è netto: Giuseppe Conte viene indicato dal 38,8% degli elettori del Campo largo, Elly Schlein dal 24,7% e Silvia Salis dal 19,6%. Seguono Matteo Renzi al 5,1%, Angelo Bonelli al 2,4% e Nicola Fratoianni allo 0,4%. Un altro 0,4% indica altri nomi, mentre l’8,6% non sa o non risponde.

Non è una previsione sulle prossime elezioni e non significa che Conte batterebbe Meloni in un confronto elettorale reale: la domanda misura la percezione degli elettori del Campo largo sulla competitività dei possibili leader, non le intenzioni di voto dell’intero elettorato italiano.

Ma all’interno dell’area progressista il risultato apre inevitabilmente una questione politica.

Conte al 38,8%, Schlein al 24,7%: oltre 14 punti di distanza

Il primo numero è quello più immediato.

Alla domanda su chi abbia maggiori possibilità di battere Giorgia Meloni, Conte raccoglie il 38,8% delle indicazioni contro il 24,7% di Schlein. La differenza è di 14,1 punti percentuali.

È un divario rilevante all’interno di questa specifica rilevazione, soprattutto considerando che il Partito Democratico rimane nei sondaggi nazionali una forza elettoralmente più grande del Movimento 5 Stelle.

Ed è proprio questo uno degli elementi politicamente più interessanti: alla maggiore consistenza elettorale del Pd non corrisponde automaticamente, in questo sondaggio, una maggiore percezione di competitività della sua segretaria tra l’insieme degli elettori del Campo largo.

Il dato non decide chi debba guidare un’eventuale coalizione. Mostra però che, nel campione e con la domanda utilizzata da Only Numbers, Conte raccoglie un consenso personale che va oltre l’elettorato del Movimento 5 Stelle.

Il dato sorprendente arriva dagli elettori del Pd

È entrando nel dettaglio delle risposte che il sondaggio diventa ancora più interessante.

Tra gli elettori del Partito Democratico, Schlein viene indicata dal 34,9%, ma Conte arriva al 20,3%. E Silvia Salis fa ancora meglio del leader M5S, raggiungendo il 28,4%.

In altre parole, all’interno del segmento dem analizzato dal sondaggio, la segretaria del partito raccoglie poco più di un terzo delle indicazioni sulla persona considerata più competitiva contro Meloni.

È un dato che va interpretato correttamente: non significa che il 65,1% degli elettori Pd voglia sostituire Schlein, perché la domanda posta non riguardava la fiducia nella segretaria né un congresso del Partito Democratico.

Agli intervistati veniva chiesto chi avesse maggiori possibilità di battere Meloni.

Sono concetti differenti.

Resta però significativo che circa un elettore dem su cinque, davanti a quella specifica domanda, abbia indicato il presidente del Movimento 5 Stelle.

Conte raccoglie consensi anche fuori dal M5S

Il dettaglio dei diversi elettorati aiuta a capire come Conte raggiunga il 38,8%.

Tra gli elettori del Movimento 5 Stelle viene indicato dal 79%.

Ma il dato si allarga considerevolmente fuori dal suo partito: Conte raggiunge il 35% tra gli elettori di Alleanza Verdi e Sinistra, il già citato 20,3% tra quelli del Pd e addirittura il 28% tra gli elettori di Italia Viva.

Schlein, nella stessa scomposizione, viene indicata dal 34,9% dell’elettorato Pd, dal 30% di quello di AVS, dal 7,5% degli elettori M5S e dal 12% di quelli di Italia Viva.

È quindi la capacità di ottenere indicazioni in più segmenti della possibile coalizione a spiegare il risultato complessivo di Conte in questa rilevazione.

Ma c’è anche il caso Silvia Salis

Concentrarsi esclusivamente sul confronto Conte-Schlein rischierebbe però di nascondere un altro numero interessante.

La sindaca di Genova Silvia Salis raggiunge il 19,6%.

La distanza da Schlein è quindi di appena 5,1 punti percentuali.

Ancora più interessante è ciò che accade nell’elettorato del Pd: Salis viene indicata dal 28,4%, contro il 34,9% di Schlein.

Anche in questo caso sarebbe sbagliato trasformare automaticamente il dato in una candidatura politica già esistente. Salis non è semplicemente intercambiabile con i leader nazionali dei partiti e lo scenario sottoposto agli intervistati rimane ipotetico.

Il sondaggio segnala però che il suo nome possiede una riconoscibilità significativa nell’area progressista.

Renzi al 5,1%, Bonelli al 2,4%

Molto più distanti gli altri nomi inseriti nella rilevazione.

Matteo Renzi è indicato dal 5,1%, mentre Angelo Bonelli raggiunge il 2,4% e Nicola Fratoianni lo 0,4%.

Anche il dettaglio dell’elettorato di Italia Viva restituisce un risultato particolare: tra gli elettori renziani coinvolti nella rilevazione, Silvia Salis raggiunge il 32%, Conte il 28%, Renzi il 24% e Schlein il 12%.

Sono segmenti campionari più piccoli e quindi da leggere con cautela, ma contribuiscono a mostrare quanto la questione della leadership dell’eventuale coalizione sia ancora aperta.

Il problema politico del Campo largo

Dietro questi numeri emerge infatti una questione più generale.

Pd, M5S, AVS e le forze centriste possono discutere di programmi e alleanze, ma prima delle elezioni dovranno eventualmente affrontare anche il problema di come scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio e con quale meccanismo.

Primarie? Accordo tra i leader? Candidato espresso dal partito che ottiene più voti?

Non è una questione secondaria.

E un altro sondaggio recente di YouTrend per Sky TG24 ha mostrato quanto anche sul metodo gli elettori siano divisi: il 41% del bacino considerato preferirebbe che il candidato premier fosse il leader del partito più votato, il 26% vorrebbe le primarie e il 25% un accordo tra i leader.

La leadership, dunque, resta uno dei nodi ancora da sciogliere.

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Un dato che pesa comunque nel confronto tra Pd e M5S

Fatte tutte queste precisazioni, il sondaggio conserva però un evidente significato politico.

Il presidente del Movimento 5 Stelle ottiene 38,8% contro il 24,7% della segretaria del Pd nella specifica domanda sulla competitività contro Meloni.

E soprattutto non raggiunge quella percentuale soltanto grazie al proprio elettorato.

Il 20,3% degli elettori Pd lo indica, così come il 35% di quelli di AVS.

Contemporaneamente Silvia Salis raggiunge il 19,6% complessivo e il 28,4% tra gli stessi elettori dem.

È probabilmente questo il dato più delicato per il Partito Democratico: non semplicemente la distanza tra Conte e Schlein, ma il fatto che una parte consistente del bacino potenzialmente alleato distribuisca le proprie indicazioni tra più figure.

La leadership resta tutta da costruire

Il Campo largo, dunque, continua a essere un progetto ancora in costruzione.

I numeri di Only Numbers mostrano un Conte molto forte nella percezione di competitività degli elettori dell’area. Altre rilevazioni mostrano invece Schlein davanti quando viene simulata una vera e propria partecipazione alle primarie.

Non esiste quindi oggi un sondaggio che possa stabilire definitivamente chi sarebbe il candidato del centrosinistra né, soprattutto, chi avrebbe maggiori probabilità di vincere le future elezioni politiche.

Ma la rilevazione di Ghisleri mette sul tavolo un dato difficilmente ignorabile nel dibattito interno: alla domanda su chi abbia più possibilità di battere Giorgia Meloni, il 38,8% degli elettori del Campo largo indica Giuseppe Conte, il 24,7% Elly Schlein e il 19,6% Silvia Salis.

Un risultato che non assegna candidature e non predice elezioni, ma che fotografa con chiarezza quanto la partita sulla futura leadership dell’area progressista sia ancora completamente aperta.

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