La media sondaggi BiDiMedia al 9 ottobre fotografa un quadro abbastanza stabile nei rapporti di forza, con una notizia in primo piano: il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte è il partito che cresce di più nella settimana, +0,3 punti, e consolida il terzo posto.
I numeri dei partiti
Fratelli d’Italia: 29,8% (+0,2) – primo partito, saldo sopra il 29%.
Partito Democratico: 21,8% (≈) – secondo, stabile.
Movimento 5 Stelle: 13,0% (+0,3) – miglior incremento tra le principali forze.
Forza Italia: 9,0% (+0,2) – in recupero leggero.
Lega: 8,6% (-0,2) – arretra, segnale di competizione interna al blocco.
Alleanza Verdi–Sinistra: 6,3% (-0,3) – il calo più marcato tra i partiti monitorati.
Azione: 3,2% (-0,1).
Italia Viva: 2,3% (-0,1).
+Europa: 1,7% (-0,1).
Noi Moderati: 0,9% (+0,2).

Top & flop della settimana: M5S migliore performance (+0,3); AVS la flessione più netta (-0,3).
Coalizioni e distacchi
Centrodestra: 48,3% (+0,4)
Campo Largo (PD + M5S + AVS + IV + +Eu): 45,1% (-0,2)
Altri: 6,6%
Il centrodestra mantiene un vantaggio di 3,2 punti sul Campo Largo. Dentro la coalizione di governo, però, gli andamenti divergono: FI cresce, Lega cala; l’asse trainante resta FdI. Nel fronte opposto, il PD staziona sul 22% mentre M5S è il vettore dell’ultima settimana; AVS arretra.
Leadership e clima d’opinione
La fiducia in Giorgia Meloni risale al 41,4% (+1,7). Il dato aiuta a spiegare la resilienza di FdI, mentre l’opposizione mostra una competitività potenziale che dipende soprattutto dalla spinta del M5S e dalla capacità di coalizione.
M5S: perché cresce e dove può andare
È la forza che cresce di più: 13,0% (+0,3), terzo partito stabile dietro FdI e PD.
Posizionamento chiaro: agenda sociale (salari, sanità, caro-vita) + linea pacifista su Gaza → attira astensionisti e progressisti delusi.
Geografia del consenso: baricentro Sud/Isole, potenziale in cinture metropolitane e città universitarie.
Flussi probabili: micro-spostamenti da AVS (-0,3) verso M5S; Lega (-0,2) indebolita tra i ceti popolari.
Turnout: in un contesto di affluenza bassa, il M5S mostra zoccolo duro e attivazione militante.
Nella coalizione (Campo Largo 45,1% vs centrodestra 48,3%): il contributo M5S è la leva più efficace per ridurre il gap.
Opportunità: incalzare su sanità, salari, pace, unire reti civiche; rischio: restare nella protesta se mancano piani operativi.
In sintesi: M5S è il partito con la migliore dinamica del momento; se traduce la crescita in proposte concrete e regia coalizionale, può riaprire la partita col centrodestra.
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Conclusione
Il sondaggio BiDiMedia certifica stabilità ai vertici (FdI e PD), ma la notizia è il M5S in crescita più di tutti: un segnale che può pesare sia nel confronto diretto con la maggioranza, sia negli equilibri del “campo largo”. Il centrodestra resta avanti, ma il margine non è insormontabile: se la spinta pentastellata prosegue e l’opposizione trova una regia unitaria, la partita torna contendibile.




















