Il Sondaggista Mannheimer lo rivela: “Si mette male per Vannacci con il nuovo…” – LA RIVELAZIONE

Il nuovo programma politico presentato da Roberto Vannacci potrebbe non trasformarsi nella spinta elettorale sperata. Anzi, alcune delle posizioni scelte per caratterizzare Futuro Nazionale rischierebbero di allontanare una parte dei suoi stessi potenziali elettori. È questa, in sintesi, l’analisi proposta dal sondaggista Renato Mannheimer durante L’Aria che Tira su La7.

Un giudizio particolarmente significativo perché arriva mentre Vannacci cerca di consolidare la propria formazione politica e di trasformare la forte esposizione mediatica accumulata negli ultimi anni in un consenso stabile e strutturato.

Secondo Mannheimer, però, la radicalizzazione di alcuni messaggi potrebbe non essere la strada giusta per allargare il bacino elettorale. Il problema riguarderebbe soprattutto il rapporto con le nuove generazioni e con quegli elettori che, pur potenzialmente attratti dalla proposta di Vannacci, potrebbero non riconoscersi nella visione della società proposta dal suo programma.

Mannheimer: “Non so quanto il programma favorisca Vannacci”

Intervenendo nella trasmissione di La7, Mannheimer ha espresso chiaramente i propri dubbi.

“Il programma in realtà non so quanto favorisca Vannacci”, ha osservato il sondaggista.

Il punto centrale della sua analisi riguarda alcune idee sulla famiglia e sui rapporti tra uomo e donna che caratterizzano la proposta politica di Vannacci.

“I giovani credono poco a queste cose, credono poco al maschio che deve proteggere la sua donna”, ha spiegato Mannheimer.

Una considerazione che introduce un tema decisivo per qualsiasi forza politica che voglia crescere: una cosa è mobilitare un elettorato già fortemente identificato con determinate battaglie culturali, un’altra è conquistare nuovi segmenti della società.

Il rischio: perdere una parte degli elettori potenziali

Ed è proprio qui che arriva il passaggio politicamente più pesante dell’analisi.

“Negli elettori potenziali di Vannacci, qualcuno potrebbe ripensarci”, ha affermato Mannheimer.

Non significa necessariamente prevedere un crollo immediato di Futuro Nazionale. L’osservazione riguarda piuttosto la capacità del progetto di Vannacci di espandersi oltre il proprio nucleo più fedele.

Un programma fortemente identitario può infatti produrre due effetti opposti: consolidare chi è già convinto e, contemporaneamente, creare una barriera nei confronti di chi guarda con interesse alla nuova formazione ma non ne condivide le posizioni più marcate.

Per Vannacci la sfida diventa quindi quella di capire quale dei due fenomeni finirà per prevalere.

Il nodo delle nuove generazioni

Mannheimer concentra in particolare l’attenzione sui giovani.

Le nuove generazioni rappresentano un terreno elettorale molto diverso rispetto a quello tradizionalmente associato alla destra più conservatrice. Questioni come i rapporti di genere, la famiglia, la libertà individuale e i modelli sociali vengono percepite in maniera profondamente differente rispetto al passato.

Da questo punto di vista, l’immagine dell’uomo chiamato a “proteggere” la donna potrebbe apparire distante dalla sensibilità di una parte consistente dell’elettorato più giovane.

È questo uno dei possibili limiti individuati dal sondaggista: Vannacci può certamente parlare a un segmento preciso della società, ma trasformare quel segmento in una forza capace di crescere significativamente richiede necessariamente di conquistare anche persone che non condividono integralmente la sua impostazione culturale.

Dalla protesta alla costruzione di un partito

Il passaggio che attende Futuro Nazionale è inoltre molto più complesso di quello affrontato finora dal suo leader.

Vannacci ha costruito una parte importante della propria notorietà attraverso dichiarazioni fortemente divisive, battaglie identitarie e una comunicazione capace di generare immediatamente attenzione.

Ma guidare una formazione politica richiede qualcosa di diverso.

Occorre trasformare notorietà e visibilità in organizzazione, classe dirigente, presenza territoriale e soprattutto proposta politica.

Ed è nel momento in cui si passa dagli slogan al programma che emergono inevitabilmente le contraddizioni.

Un elettore può condividere Vannacci sull’immigrazione e non seguirlo sui diritti. Può apprezzarne le critiche all’establishment e non riconoscersi nella sua idea di famiglia. Oppure può essere attratto dalla promessa di una rottura con la politica tradizionale senza necessariamente condividere un’impostazione fortemente conservatrice della società.

La sfida dell’allargamento

Per questo il vero banco di prova non è soltanto conservare gli elettori già conquistati.

È allargare il consenso.

Tutte le formazioni politiche che nascono intorno a una personalità molto riconoscibile incontrano prima o poi questo problema: finché il leader rappresenta una protesta, le contraddizioni possono rimanere sullo sfondo. Quando arriva il momento di presentare un programma completo, invece, ogni proposta costringe l’elettore a scegliere.

E più un programma diventa dettagliato, più aumenta la possibilità che un simpatizzante trovi qualcosa che non condivide.

La frase di Mannheimer sugli elettori che potrebbero “ripensarci” fotografa esattamente questo rischio.

Futuro Nazionale alla prova dei sondaggi

Le prossime rilevazioni saranno quindi particolarmente interessanti.

Bisognerà verificare se la presentazione del programma produrrà un consolidamento oppure se inizieranno a emergere segnali di difficoltà.

I sondaggi, naturalmente, fotografano orientamenti e non anticipano automaticamente il risultato delle urne. Ma per una formazione nuova rappresentano un indicatore importante della capacità di trasformare la curiosità iniziale in intenzione di voto stabile.

Vannacci dovrà soprattutto capire quanto sia elastico il proprio bacino elettorale.

Se fosse composto prevalentemente da elettori già molto vicini alle sue posizioni, una maggiore radicalizzazione potrebbe persino rafforzarlo. Se invece una parte significativa fosse costituita da persone semplicemente incuriosite dal personaggio o alla ricerca di una nuova offerta politica, un programma molto identitario potrebbe restringere anziché ampliare il consenso.

La concorrenza nel centrodestra

C’è poi un’altra questione: lo spazio politico occupato da Futuro Nazionale non è vuoto.

Vannacci deve inevitabilmente competere anche con le forze del centrodestra per intercettare un elettorato conservatore, sovranista e critico nei confronti dell’attuale sistema politico.

Questo significa che ogni proposta deve rispondere a una domanda fondamentale: perché un elettore dovrebbe scegliere Futuro Nazionale invece di una delle formazioni già presenti?

Una linea più radicale può servire a differenziarsi. Ma, ancora una volta, differenziarsi non significa automaticamente crescere.

Più ci si sposta verso posizioni identitarie, maggiore può diventare la capacità di mobilitare una nicchia fortemente motivata; contemporaneamente, però, può ridursi la possibilità di parlare all’elettorato moderato o indeciso.

Leggi anche

Il programma diventa il primo vero test politico

È dunque iniziata una fase nuova per Roberto Vannacci.

Finora gran parte della discussione pubblica si è concentrata sul personaggio, sulle sue dichiarazioni e sulle polemiche provocate dalle sue posizioni. Con la presentazione di un programma, l’attenzione si sposta inevitabilmente sui contenuti.

Ed è una trasformazione importante.

Da questo momento Vannacci non viene giudicato soltanto per ciò contro cui si schiera, ma per il modello di società e di Paese che propone.

Mannheimer mette in evidenza proprio il possibile punto debole di questa operazione: alcune idee che funzionano perfettamente per mobilitare il nucleo più ideologico dell’elettorato potrebbero funzionare molto meno quando l’obiettivo diventa conquistare milioni di persone.

Mannheimer frena l’entusiasmo: ora la parola passa agli elettori

Il giudizio espresso a L’Aria che Tira non equivale naturalmente a una previsione definitiva sul futuro di Vannacci. Ma introduce un dubbio politico rilevante proprio nel momento in cui Futuro Nazionale prova a compiere il salto di qualità.

La domanda adesso è semplice: il programma allargherà il consenso oppure finirà per restringere il perimetro elettorale di Vannacci?

Secondo Mannheimer, almeno alcuni potenziali sostenitori potrebbero fare un passo indietro.

Ed è probabilmente questa la sfida più difficile per Vannacci: dimostrare di poter essere non soltanto un personaggio capace di dividere, provocare e occupare il dibattito pubblico, ma il leader di una forza in grado di conquistare elettori anche al di fuori della propria area più radicale.

Per scoprirlo serviranno i prossimi sondaggi. E, soprattutto, servirà capire come reagiranno proprio quei giovani che Mannheimer considera poco inclini a riconoscersi nella visione proposta dal nuovo programma.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini