Immunità Salis? Assurdo cosa è successo per un solo voto – Ecco com’è andata a Strasburgo

Strasburgo, 6 ottobre 2025 – Colpo di scena a Strasburgo. L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis mantiene la sua immunità parlamentare grazie a un solo voto di scarto. La plenaria dell’Eurocamera ha approvato il rapporto Kyuchyuk con 306 voti favorevoli, 305 contrari e 17 astenuti su 628 votanti.

La decisione è arrivata al termine di una votazione a scrutinio segreto, definita da più parti “sul filo di lana”. Subito dopo l’annuncio, Salis è stata accolta da un lungo applauso, abbracci e un mazzo di fiori consegnato dai colleghi in segno di sostegno.

La tensione in aula

Non sono mancati momenti di tensione. Alcuni deputati hanno chiesto la ripetizione della votazione a causa di un presunto malfunzionamento della scheda elettronica dell’eurodeputato del PPE Markus Ferber. La presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, ha respinto la richiesta: “Il voto resta”.

Le posizioni politiche

Il voto sull’immunità di Salis ha spaccato l’Aula. Il capogruppo di ECR, Nicola Procaccini, aveva ribadito poco prima: “Chi crede nello Stato di diritto voterà per la revoca. Salis è stata candidata solo per sfuggire alle proprie responsabilità”.

Di segno opposto la posizione della Sinistra: Martin Schirdewan, copresidente del gruppo, ha parlato di “persecuzione politica” messa in atto dal governo ungherese, aggiungendo: “Tutti i democratici di quest’Aula devono proteggerla”.

Duro anche il presidente del PPE, Manfred Weber, che aveva dichiarato: “È giusto revocare l’immunità. I reati contestati a Salis risalgono a prima del suo mandato”.

Le parole di Salis

Prima di entrare in Aula, la diretta interessata aveva scritto su X: “Oggi sarò in Aula, a testa alta, ad affrontare il verdetto del Parlamento europeo. Grazie per tutti i pensieri di affetto e solidarietà, valgono molto per me”.

Un voto simbolico e divisivo

L’esito di Strasburgo rappresenta un passaggio politico cruciale, non solo per la vicenda giudiziaria di Ilaria Salis in Ungheria, ma anche per gli equilibri dell’Europarlamento. La maggioranza si è formata con un margine minimo, confermando quanto il caso resti al centro di profonde fratture tra famiglie politiche europee.

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Il voto “sul filo” che salva l’immunità di Ilaria Salis è più di una parentesi procedurale: è un atto politico che misura le faglie dell’Europarlamento tra garantismo e linea dura. Con un solo voto di scarto, l’Aula ha scelto di tutelare il mandato dell’eurodeputata in un contesto segnato da dubbi sullo Stato di diritto in Ungheria. La decisione non assolve né condanna: sospende, proteggendo la funzione rappresentativa mentre la vicenda giudiziaria segue il suo corso. Ma il messaggio è chiaro: quando i diritti fondamentali entrano in collisione con la politica penale di uno Stato membro, l’Eurocamera rivendica un ruolo di scudo istituzionale — anche a costo di spaccarsi.

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