Iran, un super Licheri affonda Tajani e Crosetto faccia a faccia in Senato – L’epica lezione – Video

Il clima in Parlamento resta incandescente mentre l’Italia discute la propria posizione sulla guerra in Medio Oriente e sulle possibili conseguenze economiche e politiche del conflitto. Durante il dibattito in Aula, il senatore del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri interviene con parole durissime contro il governo, accusandolo di non aver protetto il Paese dalle ricadute della crisi internazionale e di aver seguito una linea troppo vicina alle scelte degli Stati Uniti e di Israele.

Il suo intervento arriva nel pieno della discussione parlamentare sulla guerra in Iran e sulle comunicazioni del governo relative alla situazione internazionale. Un intervento che mescola critica politica, allarme economico e attacco diretto alla strategia diplomatica dell’esecutivo.

“Il ponte con Trump? Abbiamo costruito un ponte militare”

Licheri apre il suo intervento con una battuta sarcastica che colpisce l’Aula e che prende di mira la linea di politica estera annunciata dal governo nei mesi scorsi.

Secondo il senatore pentastellato, l’esecutivo aveva promesso di trasformare l’Italia in un “ponte diplomatico” tra Europa e Stati Uniti, soprattutto con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump. Ma, a suo dire, la realtà sarebbe stata ben diversa.

“Noi che dovevamo essere il governo pontiere, quello che avrebbe dovuto realizzare un ponte tra Donald Trump e l’Europa, l’unico ponte che abbiamo realizzato è un ponte militare per riportare a casa sano e salvo il ministro della Difesa sotto bombardamento”.

Il riferimento è al viaggio del ministro Guido Crosetto in Medio Oriente durante i giorni più intensi del conflitto, quando la situazione nella regione era diventata estremamente instabile.

L’ironia su Crosetto: “Pago tutto io”

Nel suo intervento Licheri cita anche un episodio emerso nei lavori della Commissione Esteri, dove il ministro della Difesa avrebbe dichiarato di voler pagare personalmente alcune spese legate al viaggio.

“‘Pago tutto io’, ci ha detto in Commissione Esteri”, ricorda il senatore del Movimento 5 Stelle.

Ma subito dopo arriva l’affondo politico: secondo Licheri il problema non sarebbe il costo di un viaggio o di un’operazione logistica, ma il prezzo che l’Italia rischia di pagare a causa della guerra.

“Noi, ministro, la lasciamo pagare. Ma chi pagherà gli effetti di questa guerra dell’amico Trump e dell’amico Netanyahu?”

La critica alla linea internazionale del governo

Il senatore pentastellato accusa il governo di aver scelto una posizione troppo allineata alle decisioni di Washington e Tel Aviv.

Secondo Licheri, l’Italia avrebbe dovuto mantenere una posizione più autonoma e puntare su una strategia diplomatica per favorire la de-escalation del conflitto.

La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele – sostiene – rischia invece di produrre conseguenze pesantissime anche per l’economia europea e italiana.

L’allarme sull’economia italiana

Una parte importante del discorso del senatore riguarda proprio le possibili ricadute economiche della crisi internazionale.

Licheri cita i dati diffusi dall’Istat per descrivere una situazione che definisce “agghiacciante”.

Secondo il parlamentare:

la crescita economica italiana nel 2025 sarebbe ulteriormente diminuita

l’economia del Paese sarebbe entrata in una fase di stagnazione

il debito pubblico negli ultimi due anni sarebbe aumentato di tre punti


Un quadro che, secondo il senatore del Movimento 5 Stelle, potrebbe peggiorare ulteriormente se il conflitto dovesse prolungarsi o allargarsi.

Il nodo della pressione fiscale

Licheri punta il dito anche contro l’aumento della pressione fiscale, che secondo i dati citati avrebbe raggiunto il 43,1 per cento.

Una percentuale che, sostiene il senatore, non si vedeva dai tempi del governo tecnico guidato da Mario Monti.

Il riferimento è al periodo della crisi economica europea e delle misure di austerità adottate in Italia dopo il 2011.

Secondo l’esponente pentastellato, il rischio è che il peso economico della guerra finisca per scaricarsi proprio sui cittadini e sulle imprese italiane.

Il dibattito parlamentare sulla guerra

L’intervento di Licheri si inserisce in una giornata parlamentare particolarmente tesa, segnata da scontri politici e polemiche sulla gestione della crisi internazionale.

Il Parlamento sta discutendo il ruolo dell’Italia nel conflitto in Medio Oriente, le possibili missioni militari di supporto agli alleati e le conseguenze strategiche per il Paese.

Da una parte il governo difende la propria linea di cooperazione con gli alleati occidentali e la necessità di garantire sicurezza e stabilità nella regione.

Dall’altra le opposizioni, in particolare il Movimento 5 Stelle, chiedono una posizione più autonoma e una strategia diplomatica più incisiva per fermare l’escalation.

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La crisi internazionale si sta trasformando sempre più in un terreno di confronto politico interno.

Il dibattito non riguarda solo la politica estera, ma anche le possibili ricadute economiche della guerra: prezzi dell’energia, crescita economica, debito pubblico e pressione fiscale.

Ed è proprio su questo punto che il senatore Licheri conclude il suo intervento con una domanda destinata a restare al centro del confronto politico nei prossimi mesi:

chi pagherà davvero il prezzo di questa guerra?

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