La batosta di Mattarella al Governo Meloni: Ecco perché ha ragione Conte su… – IL VIDEO INEDITO

La preoccupazione di Mattarella sui “salari insufficienti”: “Le famiglie non reggono l’aumento del costo della vita”
Il Capo dello Stato sembra dare ragione a Conte e richiama il governo: “Serve un impegno concreto per la dignità del lavoro”

Una reprimenda garbata ma inequivocabile. Un richiamo ai valori costituzionali e a quella dignità del lavoro troppe volte calpestata. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel giorno della Festa del lavoro, sceglie la platea dell’azienda BSP Pharmaceuticals di Latina per lanciare un messaggio diretto al governo e al Paese: “Tante famiglie non reggono l’aumento del costo della vita. I salari insufficienti sono una grande questione per l’Italia”.

Una dichiarazione pesante, che riecheggia – e di fatto legittima – le denunce che da mesi arrivano dall’opposizione, in primis dal leader del M5S Giuseppe Conte, che parla di “emergenza salariale” e chiede l’introduzione del salario minimo legale.

“I salari bassi sono una ferita aperta per il Paese”
Mattarella entra con decisione nel merito delle questioni salariali, definendole “fondamentali per la riduzione delle disuguaglianze, per un equo godimento dei frutti offerti dall’innovazione e dal progresso”. Il Capo dello Stato non si limita a un richiamo generico: cita dati, rapporti ufficiali, statistiche.

“Si registrano segnali incoraggianti sui livelli di occupazione”, riconosce, “ma permangono aspetti di preoccupazione sui livelli salariali, come segnalano i dati statistici e anche l’ultimo Rapporto mondiale 2024-2025 dell’Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro)”. Non è solo un problema economico, ma anche sociale e demografico. I salari insufficienti, ricorda Mattarella, “incidono anche sul preoccupante calo demografico, perché i giovani incontrano difficoltà a progettare con solidità il proprio futuro. Resta inoltre alto il numero di giovani qualificati costretti a emigrare. Questi fenomeni impoveriscono il nostro capitale umano”.

Parole che suonano come un atto d’accusa verso un governo che, mentre difende a oltranza il taglio del cuneo fiscale, continua a opporsi alla proposta del salario minimo avanzata da M5S, PD e Alleanza Verdi-Sinistra. Una misura che Conte definisce “non rinviabile”, mentre Meloni liquida come “slogan della sinistra”.

“Nessuna tolleranza per il caporalato e il dumping salariale sui migranti”
Mattarella allarga poi lo sguardo al trattamento dei lavoratori stranieri. “Il trattamento dei migranti – con salari inferiori di un quarto rispetto a quelli dei connazionali, secondo l’Oil – va contrastato con fermezza. A maggior ragione in presenza di fenomeni scandalosi come il caporalato”. La Costituzione, ricorda il Presidente, esige che la retribuzione garantisca al lavoratore e alla sua famiglia “un’esistenza libera e dignitosa”. E lo fa citando anche Papa Francesco, evocando il “principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano”.

Sicurezza sul lavoro: “Una piaga che non accenna ad arrestarsi”
Accanto al nodo salariale, c’è la tragedia quotidiana delle morti sul lavoro. Mattarella non usa giri di parole: “È una piaga che non accenna ad arrestarsi. Nei primi mesi dell’anno, centinaia di vite sono già state spezzate. Altrettante famiglie sono state consegnate alla disperazione”. Nessuno può più tollerare “indifferenza o rassegnazione”. L’impegno per la sicurezza – insiste – “deve essere rafforzato e riguarda tutti: istituzioni, imprese, lavoratori”.

Il riferimento è anche ai numerosi incidenti mortali in cantieri e fabbriche, di cui si torna a parlare solo quando l’orrore arriva sulle prime pagine. Il richiamo del Quirinale è netto: serve un cambio di passo.

“Attenzione ai dazi: minacciano la salute globale e l’economia”
Nel suo discorso, Mattarella lancia anche un monito sui dazi: “Le prospettive di ampio ricorso ai dazi, antica forma di prove di forza, possono ostacolare il diritto all’accesso alle cure, alla salute, per ogni popolo, soprattutto i più fragili”. Un’osservazione che tocca anche gli equilibri economici internazionali e il rischio che l’Italia venga trascinata in tensioni commerciali che frenano la crescita.

“Investire nel dialogo sociale: è il fondamento dello Stato sociale”
Infine, un elogio al ruolo delle parti sociali. Ringraziando Cgil, Cisl e Uil per aver scelto il tema della sicurezza sul lavoro come motore di unità per questo Primo Maggio, Mattarella ha ricordato come “il confronto tra imprese e sindacati, favorito dalle istituzioni, è stato nella nostra storia un volano di progresso civile, sociale, economico”. Serve investire nel dialogo, dice, perché “aiuta a raggiungere mete di progresso, come fu con l’invenzione dello Stato sociale”.

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Un messaggio chiaro al governo
In definitiva, il messaggio del Capo dello Stato è tanto sobrio nei toni quanto chiaro nel contenuto: i salari sono troppo bassi, il lavoro troppo insicuro, il dialogo sociale troppo assente. Serve una visione politica che non insegua i mercati, ma tuteli i diritti e la dignità delle persone.

Un discorso che, senza mai citare esplicitamente l’esecutivo Meloni, rappresenta un evidente richiamo all’ordine. E una conferma politica per chi, come Giuseppe Conte, denuncia da mesi l’inerzia del governo su salari, precarietà e sicurezza.
VIDEO:

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