Il paradosso si consuma sotto il Cupolone, davanti alla salma di Papa Francesco, il Pontefice che ha fatto dell’umiltà e dell’uguaglianza i pilastri della sua missione. A rendergli omaggio, in questi giorni di lutto e commozione mondiale, migliaia di cittadini si mettono pazientemente in fila per ore. Ma non tutti: i parlamentari italiani – senatori, deputati e le loro famiglie – usufruiscono di una corsia preferenziale, evitando l’attesa che grava su tutti gli altri fedeli. L’immagine è potente, quasi surreale: la “casta” scavalca la folla per salutare l’uomo che ha combattuto per una Chiesa senza privilegi.
La denuncia: “La casta per il Papa anti-casta”
Il titolo scelto da Il Fatto Quotidiano per raccontare lo scandalo è emblematico: “La Casta salta la fila per il Papa anti-Casta”. L’inchiesta, accompagnata da una fotocomposizione di noti esponenti politici in fila ordinata su sfondo vaticano – tra cui Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Matteo Renzi, Andrea Orlando, Maria Elena Boschi e Antonio Tajani – denuncia l’incredibile contraddizione di una politica che predica rigore ma si aggrappa ancora ai privilegi.
La corsia riservata: un diritto o un abuso?
Fonti parlamentari hanno confermato che il Vaticano ha predisposto una corsia preferenziale per consentire a deputati e senatori di accedere alla Basilica di San Pietro senza fare la coda. Si tratta, tecnicamente, di un “canale istituzionale”, come già avvenuto in passato per altri eventi solenni. Ma l’uso di questo canale in occasione dell’omaggio a un Papa noto per la sua condanna dei privilegi clericali e sociali, appare stonato e inopportuno.
La domanda si impone: è davvero necessario, è giusto, è rispettoso nei confronti della figura di Francesco e dei fedeli comuni?
I 5 Stelle si tirano fuori
Unica eccezione, secondo quanto riportato, è rappresentata dal Movimento 5 Stelle. Nessun esponente pentastellato avrebbe usufruito della corsia riservata. Una scelta coerente con la loro storica battaglia contro i privilegi della politica, che tuttavia ha riacceso anche polemiche interne: “Non bastano i gesti simbolici, serve un cambiamento strutturale”, ha commentato un ex parlamentare grillino.
Reazioni tra indignazione e imbarazzo
La notizia ha suscitato reazioni forti sia sui social che nel mondo ecclesiastico. Fedeli e cittadini comuni esprimono indignazione per un gesto percepito come arrogante e fuori luogo. “Aspettiamo da tre ore per rendere omaggio al Papa che ha scelto la povertà. E loro passano davanti a tutti?”, dice una signora in fila a piazza San Pietro.
Anche alcuni prelati, pur senza esporsi direttamente, fanno trapelare un certo imbarazzo: “Papa Francesco non avrebbe mai voluto corsie preferenziali. Ha sempre scelto l’ultimo posto”, confida un monsignore vicino all’organizzazione della camera ardente.
Il contesto: tra funerali solenni e battaglie politiche
La salma di Francesco, esposta a San Pietro, richiama milioni di fedeli da tutto il mondo. I funerali, previsti tra pochi giorni, saranno un evento storico, ma già ora si profilano tensioni tra i partiti anche sulla gestione delle presenze, degli inviti ufficiali e perfino sulla disposizione delle sedute. Secondo indiscrezioni riportate dal giornale, ci sarebbero già state polemiche tra le delegazioni di centrodestra e centrosinistra per l’accesso al sagrato della Basilica.
Leggi anche

Figuraccia OLIMPICA RAI – Ecco cosa è successo – Telemeloni colpisce ancora? L’accaduto shock
La cerimonia d’apertura di Milano-Cortina doveva essere la vetrina perfetta: spettacolo, orgoglio nazionale, racconto all’altezza di un evento planetario. E
Una lezione (non ascoltata) dal Papa della sobrietà
Papa Francesco ha spesso ammonito i potenti contro l’arroganza del potere, ha invitato politici e governanti alla sobrietà, ha rifiutato lussi e onori anche nei momenti più solenni del suo pontificato. Eppure, proprio nel momento del suo estremo saluto, chi dovrebbe onorarne l’eredità morale lo tradisce con gesti che sanno di privilegio più che di rispetto.
Uno scandalo simbolico, che racconta meglio di mille discorsi quanto lunga sia ancora la strada tra le parole e i fatti, tra l’umiltà proclamata e i comportamenti reali di una politica che continua a vivere in un mondo separato.


















