Nicola Gratteri torna sul tema–caldo della sicurezza e della gestione dell’ordine pubblico, e lo fa con un doppio messaggio: mano durissima contro chi colpisce le forze dell’ordine e mano ferma a tutela del diritto di manifestare.
“Una divisa presa a calci da cinque delinquenti: in casi così non serve alzare il massimo della pena di un anno — dice — bisogna alzare il minimo. Solo così si rende davvero possibile l’arresto e si manda un segnale chiaro”.
“Aumentare il minimo edittale, non il massimo”
Per il magistrato, correggere all’insù solo i tetti massimi è un pannicello caldo: in aula, nelle prassi applicative, contano i minimi edittali perché sono quelli che limitano sospensioni, condizionali e pene sostitutive.
“Alzare il minimo – spiega – consente misure cautelari immediate e rende effettiva la risposta penale quando la vittima è un agente in servizio”.
“Pena certa fino all’ultimo giorno”
Gratteri è netto anche sull’esecuzione: “Devono stare in carcere fino alla fine della pena”. Una linea che rifiuta sconti automatici e scorciatoie per chi si macchia di aggressioni a pubblici ufficiali, specie in contesti di ordine pubblico.
Le tutele legali per gli agenti
C’è poi un capitolo spesso ignorato: i costi di difesa degli operatori.
“Un poliziotto che guadagna 1.400 euro non può anticipare 5.000 euro per l’avvocato se in un conflitto a fuoco c’è un morto e, essendo l’autopsia atto irripetibile, deve nominare un legale. Capita che si faccia la colletta in commissariato: è inaccettabile”.
Da qui il suo plauso al governo per le norme che coprono le spese legali degli operatori coinvolti in vicende di servizio: “Questo è importante”.
“Il dissenso è un termometro: lasciate le piazze, ma con due limiti”
Accanto alla linea dura sull’ordine pubblico, Gratteri ribadisce un principio liberale: “Se fossi al potere, vorrei vedere l’opposizione. Il dissenso è il termometro di chi governa. Chi contesta ha il diritto di stare anche un mese in piazza, protestare e dire ciò che vuole”.
Due, per lui, i paletti invalicabili:
1. Niente danni al patrimonio: “Non si toccano monumenti e beni comuni”.
2. Niente violenze contro gli agenti: “A Roma due delinquenti hanno spezzato un palo della segnaletica per colpire un poliziotto: se non avesse avuto lo scudo gli spaccavano la testa. Contro episodi così la risposta deve essere immediata e severa”.
Perché il focus sul “minimo” cambia la partita
Sul piano tecnico, la proposta sposta l’attenzione da annunci simbolici a meccanismi concreti:
Minimi più alti limitano l’uso della sospensione condizionale, della non menzione e di pene sostitutive troppo leggere per fatti violenti.
Certezza dell’arresto in flagranza: con minimi più elevati, i presupposti per misure cautelari (e per la custodia) diventano più solidi.
Effetto deterrente mirato: chi va in piazza per spaccare tutto sa che non uscirà con una pacca sulla spalla.
La sintesi della sua linea
Tutele e dignità per chi indossa la divisa (spese legali coperte, pene effettive, esecuzione certa).
Libertà di protesta ampia e garantita, anche prolungata, purché pacifica.
Tolleranza zero verso chi trasforma il corteo in un campo di battaglia o alza le mani contro un agente.
Un messaggio che spacca il dibattito ma ha un filo rosso chiarissimo: difendere la legalità significa proteggere insieme le divise e i diritti costituzionali, punendo la violenza e salvaguardando il dissenso.
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La linea di Gratteri tiene insieme due capisaldi: tutela piena dell’ordine pubblico e garanzia del dissenso. La stretta non passa dagli annunci, ma da leve tecniche: alzare i minimi edittali per rendere effettivi arresto e sanzione quando vengono aggrediti gli agenti, assicurare pena certa ed eliminare gli “sconti” automatici; al tempo stesso, piazze libere anche a oltranza, purché senza violenze né danni. In mezzo, la dignità di chi indossa la divisa: copertura delle spese legali e tutele operative. Se questa impostazione sarà tradotta in norme, il banco di prova sarà uno solo: difendere insieme le divise e i diritti, punendo chi cerca lo scontro e proteggendo chi manifesta pacificamente.



















