La denuncia shock del senatore M5S dalla Flotilla: Ecco cosa ha detto a Tajani e Meloni. – ASSURDO

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti, ha lanciato un duro atto d’accusa contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’intero governo Meloni. Dalla barca Morgana, che fa parte della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, il parlamentare pentastellato ha denunciato l’atteggiamento di totale disinteresse dell’esecutivo italiano nei confronti dei propri cittadini impegnati nella missione umanitaria.

Le parole di Tajani

Tutto nasce dalle dichiarazioni rilasciate da Tajani nelle ultime ore. Secondo il titolare della Farnesina, gli attivisti e i cittadini italiani presenti sulla Flotilla si starebbero muovendo “a loro rischio e pericolo”, non meritando dunque un impegno diplomatico a garanzia della loro incolumità. Il ministro ha anche sottolineato che le imbarcazioni non batterebbero bandiera italiana, minimizzando così le responsabilità del governo.

La replica di Croatti

Croatti ha replicato con fermezza, ricordando che su molte imbarcazioni sventola eccome il tricolore, compresa la Morgana. “A quella bandiera e all’Italia tutta – ha scritto in un lungo post su Facebook – gli italiani presenti nella Flotilla stanno dando lustro e dignità, semplicemente facendo quello che il governo non è stato in grado di fare: testimoniare solidarietà e garantire un canale umanitario per far entrare aiuti a civili stremati da bombe e carestia”.

Il paragone con la Spagna

Il senatore 5 Stelle ha quindi accusato Meloni e Tajani di non aver mai assunto una posizione chiara contro le responsabilità di Israele nel conflitto, denunciando l’assenza di una condanna ferma verso i bombardamenti che hanno colpito “scuole, ospedali, chiese e civili in fila per il pane”. Per Croatti, l’Italia appare oggi schiacciata su Netanyahu, mentre altri governi europei scelgono strade ben diverse: “Il governo spagnolo – ha ricordato – ha annunciato che i suoi cittadini a bordo delle imbarcazioni godranno di tutta la protezione diplomatica e consolare. Tajani e Meloni prendano esempio da José Manuel Albares e da Pedro Sánchez”.

L’atmosfera a bordo

Nonostante le minacce e il clima di tensione, Croatti ha descritto un equipaggio determinato e motivato: “L’umore a bordo è alto, l’incredibile sostegno popolare che ci arriva è energia pura che spinge le nostre vele e ci dà forza. Presto, tutti uniti, faremo rotta per Gaza. Andiamo avanti con il vento in poppa”.

L’intera denuncia:

“Stamattina ho letto le parole pronunciate dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Attivisti e cittadini italiani a bordo della Flotilla, è il succo del suo discorso, si stanno muovendo “a loro rischio e pericolo” e non valgono quindi una mobilitazione del governo a garanzia della loro incolumità – tanto più che, dice Tajani, le loro imbarcazioni non battono bandiera italiana.
Al ministro dico che non solo sventola il tricolore su molte delle navi salpate, compresa la mia; ma anzi, a quella bandiera e all’Italia tutta gli italiani presenti nella Global Sumud Flotilla stanno dando lustro e dignità, semplicemente facendo quello che il governo ad oggi non è ancora stato in grado di fare. In primis, testimoniare solidarietà e garantire un canale umanitario per far entrare aiuti ai civili afflitti da bombe e carestia.
Il governo Meloni, di contro, non è stato in grado di esprimere una vera condanna sul massacro firmato Netanyahu: non ha alzato un dito o la voce contro chi agisce fuori dal diritto internazionale, contro chi rade al suolo scuole, ospedali, chiese e che bombarda i civili in fila per il pane. Tajani e Meloni prendano esempio dai loro omologhi spagnoli, José Manuel Albares e il premier Pedro Sánchez: il governo spagnolo ha annunciato che i cittadini spagnoli a bordo delle imbarcazioni godranno di “tutta la protezione diplomatica e consolare”. Trovate le differenze…
Nelle prossime ore ‘Morgana’, la barca su cui mi trovo, raggiungerà le acque a largo di Creta e lì si unirà alle imbarcazioni partite da Barcellona insieme al resto della spedizione italiana. Presto, tutti uniti, faremo rotta per Gaza. L’umore a bordo è alto, l’incredibile sostegno popolare che ci arriva è energia pura che spinge le nostre vele e ci dà forza.
Andiamo avanti con il vento in poppa!”

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L’attacco di Marco Croatti dalla Flotilla mette a nudo una contraddizione profonda: mentre cittadini italiani rischiano in prima persona per portare aiuti umanitari a Gaza, il governo Meloni si limita a scaricare responsabilità, negando perfino un sostegno consolare minimo. Le parole del senatore M5S rivelano l’isolamento di un esecutivo che preferisce allinearsi a Netanyahu piuttosto che difendere i propri concittadini o alzare la voce per i civili sotto le bombe.

Il paragone con la Spagna è impietoso: Madrid tutela i propri attivisti, Roma si gira dall’altra parte. In questa distanza tra simboli e azioni, tra bandiere issate sulle barche e silenzi istituzionali, si consuma non solo uno scontro politico, ma un banco di prova sulla credibilità dell’Italia come Paese capace di coniugare diritti umani e politica estera.

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