La manovra economica del governo Meloni torna al centro dello scontro politico, ma questa volta il terreno di battaglia non è solo quello delle risorse scarse o delle promesse mancate. Secondo il Movimento 5 Stelle, l’ultima versione della legge di bilancio rivela una scelta di fondo: una vera e propria “manovra di guerra”. A denunciarlo con parole durissime è Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, che in una nota diffusa da Adnkronos accusa la maggioranza di aver compiuto un passo ulteriore verso il riarmo, a scapito dei bisogni sociali del Paese.
L’emendamento che accende lo scontro
Il punto di rottura è un emendamento inserito dalla maggioranza che, secondo Ricciardi, incentiva ulteriormente la produzione e il commercio di armi. Un passaggio che per il Movimento 5 Stelle non rappresenta un dettaglio tecnico, ma la conferma di una linea politica precisa.
“Che questa manovra fosse una manovra di guerra era ormai chiaro e lo denunciamo da mesi”, afferma Ricciardi, sostenendo che l’emendamento rende evidente ciò che finora sarebbe stato mascherato da retorica istituzionale e richiami alla sicurezza. Per il capogruppo pentastellato, la scelta di investire nel settore bellico non è neutra né inevitabile: è una decisione politica che orienta risorse pubbliche e priorità nazionali.
Soldi pubblici e priorità rovesciate
Nel mirino del M5S c’è soprattutto la destinazione dei fondi. Ricciardi parla di un uso distorto del denaro dei cittadini, sottratto – a suo dire – a settori fondamentali come sanità, scuola e trasporti.
“Si stanno usando i soldi dei cittadini, non per la sanità, non per la scuola, non per i trasporti, ma per soffiare sulle tensioni internazionali”, denuncia. È una critica che si inserisce in un quadro più ampio: quello di un Paese alle prese con servizi pubblici sotto pressione, liste d’attesa infinite nella sanità, salari stagnanti e infrastrutture carenti. In questo contesto, l’aumento delle risorse destinate al comparto militare viene descritto come una scelta non solo sbagliata, ma moralmente inaccettabile.
Le accuse alle lobby delle armi
La denuncia di Ricciardi non si ferma alle scelte di bilancio. Il capogruppo M5S parla apertamente di interessi economici e finanziari che trarrebbero vantaggio dal riarmo. Nel suo attacco, cita le “grandi lobby delle armi” e collega queste dinamiche ai vertici politici e istituzionali europei e nazionali.
Secondo questa lettura, l’aumento della spesa militare non sarebbe dettato esclusivamente da esigenze di difesa, ma da un sistema di relazioni e convenienze che coinvolgerebbe anche figure di primo piano del governo e dell’Unione europea. Un’accusa pesante, che rafforza la narrazione del M5S di un esecutivo più attento agli interessi industriali che a quelli dei cittadini.
Il “terrorismo psicologico” e la paura come strumento politico
Un altro elemento centrale della denuncia riguarda il clima comunicativo che accompagna le scelte sul riarmo. Ricciardi parla di “terrorismo psicologico”, accusando governo e maggioranza di alimentare la paura di presunte invasioni straniere per costruire consenso attorno alle politiche militari.
Secondo il M5S, l’insistenza su minacce esterne e scenari di guerra servirebbe a creare le condizioni politiche per giustificare un aumento della spesa bellica e per rendere accettabili scelte che, in condizioni normali, incontrerebbero una forte opposizione sociale.
La linea del Movimento 5 Stelle: opposizione totale alla deriva bellicista
Nel suo intervento, Ricciardi ribadisce la posizione del Movimento 5 Stelle: contrastare in ogni modo quella che viene definita una “deriva”. Il riferimento è a un modello di politica economica e internazionale che, anziché investire in pace, welfare e cooperazione, punta sul riarmo e sull’escalation.
“Come Movimento faremo di tutto per contrastare questa deriva e far valere le ragioni di milioni di cittadini”, conclude Ricciardi, richiamando una base elettorale che – secondo il M5S – sarebbe stanca di sacrifici imposti dall’alto e di scelte che non migliorano la vita quotidiana delle persone.
Leggi anche

Sigfrido Ranucci becca in pieno le spese shock del Garante della Privacy – IL VIDEO INEDITO
Negli ultimi giorni, i post e i contenuti diffusi da reportrai3 hanno riportato al centro dell’attenzione il lavoro fatto da
La denuncia di Riccardo Ricciardi apre l’ennesimo fronte di scontro su una manovra economica che appare sempre più divisiva. Da un lato, il governo rivendica scelte legate alla sicurezza e agli impegni internazionali; dall’altro, l’opposizione pentastellata legge quelle stesse scelte come la prova di una priorità sbagliata, che allontana risorse dai diritti sociali per alimentare il riarmo.
Al di là del confronto politico, resta una domanda centrale: quale idea di futuro sta disegnando questa manovra? Per il Movimento 5 Stelle, la risposta è chiara e inquietante. E la battaglia parlamentare, su questo terreno, è tutt’altro che conclusa.




















