Roma, 15 luglio 2025 – Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco del Governo Meloni, con una denuncia frontale e senza sconti firmata da Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato ed ex ministro. A poche ore dalla conclusione dell’ennesima riunione dei capigruppo, definita dallo stesso Patuanelli “inutile”, il M5S accusa l’esecutivo di svuotare sistematicamente il Parlamento, eludendo il confronto democratico e ignorando le richieste dell’opposizione.
> “Siamo davanti a un’umiliazione istituzionale senza precedenti nella storia della Repubblica”, ha dichiarato Patuanelli, denunciando una gestione autoritaria che riduce il Parlamento a semplice “ratificatore di decisioni già prese altrove”.
Il silenzio del Governo su Gaza, dazi e Almasri
Nel suo intervento, Patuanelli ha elencato una serie di episodi recenti che, a suo dire, rappresentano la prova plastica del disprezzo del Governo per il Parlamento:
La richiesta di riferire in Aula sulla crisi nella Striscia di Gaza, rivolta al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, è rimasta senza risposta da mesi. “Su una delle crisi più drammatiche del nostro tempo – ha detto – il Governo finge di non vedere”.
Il question time del premier, che per regolamento dovrebbe essere un appuntamento fisso e vincolante, si è trasformato in un evento raro. “Giorgia Meloni si presenta in Aula con una frequenza imbarazzante. È come se sentisse di non dover rispondere a nessuno.”
Nessuna disponibilità nemmeno sul fronte economico. Il M5S ha chiesto la presenza del Ministro Giorgetti per fare chiarezza sui nuovi dazi europei e sulle loro ricadute sull’economia italiana. Ma anche in questo caso, solo silenzi.
Infine, la vicenda del cittadino egiziano Almasri, al centro di un controverso caso di detenzione e rimpatrio, per la quale i 5 Stelle avevano richiesto un’informativa urgente al Ministro della Giustizia Nordio. La risposta è arrivata indirettamente dal Ministro Ciriani: “Stiamo valutando le carte”. Patuanelli attacca: “Un modo elegante per prendere tempo. Ma la verità è che non vogliono rispondere”.
“Io da ministro non mi sono mai sottratto”
Con un passaggio personale, l’ex ministro dell’Agricoltura ha ricordato il suo periodo nell’esecutivo Conte: “Anche nei momenti più complessi, non mi sono mai sottratto al dovere di riferire al Parlamento. Perché rispettare l’Aula significa rispettare i cittadini”. Un confronto implicito ma netto con l’attuale esecutivo, che – secondo il M5S – ha scelto la via dell’arroganza e dell’autosufficienza.
Un attacco alle fondamenta della democrazia parlamentare
Secondo Patuanelli, non si tratta di casi isolati ma di una strategia strutturale volta a bypassare il ruolo del Parlamento. “Siamo davanti a una degenerazione del potere esecutivo che calpesta ogni giorno le regole e i ruoli sanciti dalla Costituzione. Chi pensa che si tratti solo di formalità non ha capito nulla della democrazia”.
La denuncia non si limita alla critica politica, ma si configura come una vera e propria battaglia di civiltà istituzionale. Il M5S accusa la presidente del Consiglio di trattare l’opposizione come “una scocciatura da ignorare”, e le Camere come “un teatro da usare solo per legittimare decisioni già prese”.
Il Parlamento svuotato, le opposizioni ignorate
Nonostante le continue richieste di coinvolgimento avanzate da tutte le opposizioni, il Governo sembra deciso a proseguire sulla strada dell’unilateralità. L’impressione, secondo Patuanelli, è che l’Aula sia stata ridotta a una mera passerella istituzionale, dove gli interventi sono concessi per cortesia, non per diritto.
“Non è solo un problema per le opposizioni – ha concluso – ma un colpo durissimo alla democrazia parlamentare, che vive di confronto, trasparenza, rispetto delle regole. Senza questi elementi, si torna al modello del potere assoluto. E questo non è accettabile.”
Verso una mobilitazione istituzionale dell’opposizione?
Fonti interne al M5S non escludono che nei prossimi giorni possa esserci una mobilitazione più ampia, magari coinvolgendo anche PD, AVS e +Europa, per denunciare l’“autocrazia parlamentare” del Governo Meloni. Si valuta anche la possibilità di interpellanze a raffica, richieste formali di convocazione in Aula e proteste coordinate nelle commissioni.
Il fronte delle opposizioni potrebbe trovare nuova unità su questo terreno: la difesa della centralità del Parlamento. E il caso Almasri, insieme al silenzio su Gaza e alla fuga dal question time, rischia di diventare il simbolo di una stagione di oscuramento democratico.
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Conclusione: il Parlamento non è un orpello, ma il cuore della democrazia
Le accuse lanciate da Stefano Patuanelli non si limitano a una semplice polemica politica: sono il grido d’allarme di chi vede nel silenzio del governo un pericoloso svuotamento delle istituzioni democratiche. Quando l’esecutivo si sottrae al confronto, quando ignora l’opposizione e trasforma il Parlamento in un semplice timbro, non è solo una questione di stile: è una ferita alla Costituzione.
Il Movimento 5 Stelle mette in guardia da una deriva che potrebbe presto diventare sistemica, chiamando anche le altre forze politiche a difendere il ruolo delle Camere. Perché un governo che non risponde, non rende conto. E un governo che non rende conto, smette di essere democratico.


















