Mentre l’Italia si svegliava sconvolta dalle notizie dei droni che avevano colpito la Global Sumud Flotilla – fra cui una nave con bandiera italiana – e mentre i riflettori internazionali restavano puntati sulla carneficina di Gaza, a Palazzo Madama la priorità non era la politica estera, né la sicurezza dei cittadini. Il Senato, invece, ha scelto di dedicarsi ad altro: proteggere Daniela Santanchè da un nuovo possibile processo e difendere ancora una volta Matteo Renzi, che di immunità parlamentare sembra aver fatto un’arte.
Una giornata che, come scrive Ilaria Proietti sul Fatto, fotografa bene la distanza siderale tra l’aula del Senato e il Paese reale.
Santanchè, corsa contro il tempo per evitarle il processo
La ministra del Turismo di Fratelli d’Italia, già a giudizio per i falsi nei bilanci di Visibilia, rischia un altro rinvio a giudizio per la truffa ai danni dello Stato sui fondi Covid. Reati pesanti, che per un imprenditore sarebbero già gravi, ma che diventano devastanti per un membro del governo.
Eppure, la maggioranza ha scelto di blindarla: via libera al conflitto di attribuzione davanti alla Consulta contro i magistrati di Milano, accusati di aver “leso le prerogative parlamentari” della senatrice-ministra. Il voto è arrivato in fretta, perché, come sottolineano i 5Stelle, “a ottobre c’è un’udienza cruciale” e “la destra ha fretta, molta fretta, di mettere al sicuro la ministra”.
I pentastellati hanno abbandonato l’aula in segno di protesta, denunciando lo scandalo di un Senato che, “dopo una notte d’inferno in cui la Flotilla veniva trattata come una flotta nemica, pensa soltanto a salvare la poltrona di Santanchè”.
Renzi, l’eterno imprendibile
Non meno clamoroso il caso di Matteo Renzi, che con il centrosinistra non c’entra più nulla da tempo, ma continua a sopravvivere politicamente grazie a un sistema che lo protegge.
Il Senato, infatti, ha votato per costituirsi in giudizio contro i magistrati di Potenza che avevano messo in discussione lo “scudo” regalato dallo stesso Senato al leader di Italia Viva. Tutto nasce dal processo per diffamazione che vede Renzi imputato su querela dell’ex capo del Dap, Francesco Basentini. Un altro capitolo della saga del “mai processabile”.
A certificare l’asse politico è stato il renziano Ivan Scalfarotto, che in aula ha dichiarato senza imbarazzo il voto favorevole di Italia Viva insieme alla destra: “Votiamo sempre a tutela delle prerogative parlamentari”. Un modo elegante per dire che si salvano sempre gli amici, qualunque sia l’accusa.
L’Italia vera resta fuori dal Senato
Fuori dall’aula restavano i problemi veri: il genocidio in corso a Gaza, gli attacchi contro civili e navi umanitarie, la necessità di prendere posizione chiara su Israele e Netanyahu. Ma per il Parlamento italiano, tutto questo era rumore di fondo.
E mentre i 5Stelle denunciavano che “la politica dovrebbe occuparsi di altro”, la destra blindava i suoi.
—
Lotito, l’altro caso di giornata
Non mancava nemmeno un terzo atto, meno vistoso ma simbolico: il caso Claudio Lotito, senatore e patron della Lazio, minacciato via telefono. Il Senato ha autorizzato i magistrati ad acquisire le chiamate, ma – si è premurato di chiarire – solo quelle utili a perseguire chi lo minaccia.
Leggi anche

Figuraccia OLIMPICA RAI – Ecco cosa è successo – Telemeloni colpisce ancora? L’accaduto shock
La cerimonia d’apertura di Milano-Cortina doveva essere la vetrina perfetta: spettacolo, orgoglio nazionale, racconto all’altezza di un evento planetario. E
Una fotografia devastante
Il quadro che emerge da questa giornata parlamentare è sconfortante:
Renzi che sopravvive solo grazie alle immunità,
Santanchè che sfugge al processo con l’aiuto della maggioranza,
un Senato che dedica le proprie energie a blindare politici sotto inchiesta,
mentre fuori esplodono i droni, muoiono civili e l’Italia resta complice del massacro.
“Mai nella vita con uno così” si dice di Renzi, e vale anche per chi oggi difende Santanchè. In questo scenario, il centrosinistra del futuro – quello che nel 2027 dovrà opporsi alla Meloni – non potrà permettersi simili zavorre.
La giornata di ieri lo ha dimostrato: c’è un’Italia che affonda nel compromesso e nelle immunità, e un Paese reale che chiede verità, responsabilità e coraggio politico. Due mondi sempre più distanti.
Daje catastrofe! Chiosa Scanzi


















