La premier Giorgia Meloni incastrata dall’Oxfam – Ecco cosa spunta. Governo sotto accusa…

Il nuovo rapporto di Oxfam, diffuso in concomitanza con l’apertura del World Economic Forum di Davos, diventa immediatamente un’arma politica contro il governo. Nel giro di poche ore, il Movimento 5 Stelle alza i toni e parla di dati che “fanno a pezzi la propaganda” dell’esecutivo: al centro dell’attacco ci sono cifre considerate shock sulla crescita della ricchezza dei più ricchi, sull’allargamento delle disuguaglianze e sull’aumento della povertà assoluta in Italia.

Le dichiarazioni arrivano da due livelli istituzionali diversi ma con lo stesso bersaglio: Mariolina Castellone, capogruppo M5S in Commissione Industria al Senato e vicepresidente di Palazzo Madama, e Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo. Entrambi riprendono i dati diffusi da Oxfam e li usano per accusare il governo Meloni di non intervenire sulla polarizzazione economica.

Il dato simbolo: 54,6 miliardi in un anno, “150 milioni al giorno”

La cifra che domina il dibattito è quella riportata nelle note del Movimento 5 Stelle: nel 2025 la ricchezza dei miliardari italiani sarebbe cresciuta di 54,6 miliardi di euro, cioè 150 milioni di euro al giorno. È il numero che, nell’immediatezza, viene usato come prova della distanza tra l’andamento dei grandi patrimoni e la condizione economica della maggioranza dei cittadini.

Castellone lega direttamente questo dato alla stagnazione dei redditi: “mentre i salari sono fermi al palo”, sostiene, la ricchezza dei milionari cresce a un ritmo quotidiano impressionante. Tridico insiste sullo stesso punto, definendo quei numeri “non degni di un Paese civile”.

Castellone: “Propaganda stucchevole” e accusa di governo vicino alle élite

La vicepresidente del Senato attacca in modo frontale la narrazione dell’esecutivo. Secondo Castellone, il rapporto di Oxfam “fa letteralmente a pezzi la stucchevole propaganda del Governo Meloni”. E non si ferma alla crescita dei patrimoni: aggiunge che, “beffa nella beffa”, in proporzione i milionari verserebbero al fisco meno degli insegnanti.

Nella sua lettura politica, questi dati non sarebbero solo una fotografia economica, ma la conferma di una scelta di campo: “Meloni e i suoi stanno agendo non per il popolo ma bensì per le élite, un tempo avversate a parole e oggi coccolate nei fatti”.

Il fronte sociale: “povertà assoluta a record”, 5,7 milioni di persone

Castellone sposta poi l’attenzione dalla ricchezza dei pochi alla condizione dei molti, definendo “vergognosa” la situazione dei poveri assoluti. La senatrice parla di un “record storico” di 5,7 milioni di individui in povertà assoluta “con questo esecutivo”, sottolineando che tra loro ci sarebbero anche lavoratori.

Il ragionamento che propone è netto: da una parte alcuni cittadini avrebbero visto venir meno “il contributo del Reddito di cittadinanza”, dall’altra si troverebbero ad affrontare “l’aumento esponenziale dei beni di consumo”. In questo quadro, aggiunge, “non a caso, le file alla Caritas sono sempre più lunghe”.

Le richieste M5S: reintrodurre il Reddito e salario minimo

Nel comunicato, Castellone indica due misure come risposta immediata: reintrodurre il Reddito di cittadinanza e varare il salario minimo, precisando che sono richieste “da anni” dal Movimento 5 Stelle. La chiusura è un invito diretto al governo: “Giorgia Meloni ha una sola cosa da fare… Basta perdere tempo”.

È un passaggio politicamente rilevante perché sposta l’attacco dal piano della denuncia a quello della proposta: il M5S usa i numeri di Oxfam come base per riproporre due bandiere identitarie — sostegno al reddito e salario minimo — presentandole come risposta strutturale all’emergenza sociale.

Tridico da Bruxelles: “polarizzazione economica” e “mobilità sociale tra le più basse”

Dalla sede europea, Tridico rilancia gli stessi numeri ma allarga il quadro. Oltre alla crescita della ricchezza dei miliardari (sempre 54,6 miliardi, “150 milioni al giorno”), aggiunge un altro dato: “il 10% più ricco delle famiglie possiede oltre otto volte la ricchezza della metà più povera”.

Per l’eurodeputato, questa dinamica “evidenzia l’assenza di politiche efficaci” per contrastare la polarizzazione economica. E attribuisce al governo una responsabilità politica diretta, sostenendo che le politiche dell’esecutivo, invece di ridurre le disuguaglianze, “finiscono per rafforzarle”.

Tridico introduce anche un tema di prospettiva: la mobilità sociale, definita “già tra le più basse d’Europa”, che rischierebbe — a suo dire — di essere compromessa ulteriormente “in mancanza di interventi strutturali”, con conseguenze sulle nuove generazioni. Conclude chiedendo “di voltare pagina”.

Il significato politico: Oxfam diventa il grimaldello contro il governo

La sequenza delle dichiarazioni fotografa una strategia chiara: usare un report internazionale — lanciato nel contesto di Davos — come strumento di delegittimazione della narrazione governativa. Il M5S non si limita a dire che “va peggio”: punta su numeri altamente comunicabili (150 milioni al giorno; 5,7 milioni di poveri assoluti; 10% che ha 8 volte la metà più povera) e li trasforma in un atto d’accusa: governo “con le élite”, disuguaglianze in aumento, povertà record.

In sostanza, il Movimento tenta di imporre una cornice: se i ricchi si arricchiscono così tanto mentre salari e condizioni sociali peggiorano, allora la “propaganda” dell’esecutivo sarebbe smentita dai fatti.

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Conclusione: lo scontro si sposta su disuguaglianze e redistribuzione

Con l’uscita del rapporto Oxfam e la reazione a catena dei pentastellati, la battaglia politica si concentra su un terreno preciso: diseguaglianze, redistribuzione e misure sociali. Castellone e Tridico non parlano di un’aggiustamento marginale, ma di un sistema che — nella loro lettura — premia i patrimoni e lascia indietro lavoratori e poveri. Da qui la richiesta di rimettere al centro reddito e salario minimo, e l’accusa al governo di essere “complice” o comunque responsabile di una deriva che “non può essere ignorata”.

Se l’obiettivo del M5S è trasformare quei numeri in un caso politico nazionale, il messaggio è già pronto: Davos mostra l’Italia dei miliardari in corsa e dei salari fermi. E per i 5 Stelle, la responsabilità ha un nome e un indirizzo: Palazzo Chigi.

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