La presidente richiama più volte il senatore di Forza Italia: “Non le ho dato la parola, abbia rispetto di questa Presidenza”. Alta tensione sull’audizione del conduttore di Report
Roma, 6 novembre 2025 –
Clima rovente in Commissione parlamentare di Vigilanza Rai durante l’audizione di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. L’incontro, già carico di attese per il caso legato all’Autorità Garante della Privacy e all’attentato subito dal giornalista, si è trasformato in uno scontro diretto tra Maurizio Gasparri (Forza Italia) e la presidente della Commissione, Barbara Floridia (M5S).
Il senatore azzurro ha interrotto più volte Ranucci mentre rispondeva alle domande, replicando ad alta voce a diverse affermazioni del giornalista. La scena, che ha costretto Floridia a intervenire con tono fermo, è diventata rapidamente virale sui social.
“Senatore Gasparri, non le ho dato la parola”
Durante la discussione, Ranucci stava rispondendo a una domanda sui presunti abusi di privacy e sulla gestione dei contenuti trasmessi da Report, quando Gasparri ha iniziato a interromperlo in continuazione, contestando ogni passaggio.
La presidente Barbara Floridia ha allora interrotto la seduta per ristabilire l’ordine:
“Senatore Gasparri, non è un dialogo. Le chiedo di avere rispetto di questa Presidenza e dell’audito. Le darò la parola dopo che avrà concluso il dottor Ranucci.”
Nonostante il richiamo, Gasparri ha continuato a ribattere, costringendo Floridia a un tono ancora più severo:
“Lei continua a parlare nonostante non le abbia dato la parola. Gliela darò, ma dopo che ha finito di rispondere l’audito. Non è rispettoso di questa Presidenza e di questa Commissione.”
Un momento di evidente imbarazzo istituzionale, con parte dei presenti che hanno cercato di riportare la calma mentre Ranucci restava in silenzio ad attendere che l’interruzione cessasse.
Floridia ferma: “Serve rispetto per le istituzioni”
La presidente della Commissione ha ribadito, al termine della seduta, che “non è accettabile trasformare un’audizione in un talk show”.
Secondo Floridia, l’atteggiamento del senatore Gasparri “mina il corretto svolgimento dei lavori parlamentari” e “offende la funzione di controllo che la Vigilanza Rai è chiamata a esercitare con serietà e rispetto reciproco”.
La senatrice del Movimento 5 Stelle ha ricordato che Ranucci era convocato “in qualità di giornalista e non di imputato”, e che “un’audizione deve essere un momento di ascolto, non di aggressione verbale”.
“Il Parlamento deve essere un esempio di civiltà istituzionale – ha dichiarato Floridia –. Non tollererò che chiunque, maggioranza o opposizione, manchi di rispetto a chi è chiamato a riferire davanti alla Commissione.”
Gasparri non arretra: “Floridia mi ha zittito”
Da parte sua, Maurizio Gasparri ha replicato duramente dopo la seduta, accusando la presidente di averlo “censurato”.
“Ho semplicemente voluto replicare a un giornalista che fa politica con i soldi del canone. In una democrazia non si può essere zittiti perché si contestano certe affermazioni. Io rappresento il Parlamento, non accetto lezioni.”
Secondo il senatore forzista, la Floridia avrebbe assunto “un atteggiamento parziale”, schierandosi di fatto con Ranucci.
Un nuovo capitolo della tensione tra Rai e politica
Lo scontro tra Gasparri e Floridia è l’ennesimo segnale del clima teso che attraversa la Commissione di Vigilanza Rai dopo settimane di polemiche sul caso Report, la diffida di Agostino Ghiglia (Garante della Privacy) e il dibattito sulla libertà di stampa nel servizio pubblico.
L’episodio di ieri, con urla e interruzioni in diretta, ha messo in evidenza una frattura istituzionale sempre più profonda: da un lato, chi difende il diritto dei giornalisti di inchiesta di operare senza pressioni; dall’altro, chi accusa la Rai di trasformare il servizio pubblico in una piattaforma di opposizione politica.
Floridia, lasciando l’aula, ha ribadito un concetto che suona come un avvertimento:
“Le istituzioni si rispettano. Chi pensa di alzare la voce per avere ragione, non ha capito dove si trova.”
Uno scontro durissimo, che lascia il segno e che conferma come la vicenda Ranucci–Report sia ormai diventata anche una battaglia politica sul ruolo e l’autonomia del servizio pubblico.
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In definitiva, lo scontro in Vigilanza non è solo un incidente di percorso: è il sintomo di una tensione irrisolta tra controllo parlamentare e autonomia del servizio pubblico. La linea di Floridia sul rispetto delle regole d’aula e la denuncia di Gasparri di essere stato “zittito” fotografano due visioni opposte del ruolo della Commissione; in mezzo, l’audizione di Ranucci è scivolata sullo sfondo, oscurando il merito delle questioni sollevate.
Se la Vigilanza vuole recuperare credibilità, deve riportare il confronto sui fatti, garantire tempi e turni di parola, e separare con chiarezza il diritto di critica dall’interruzione sistematica. In gioco non c’è solo la correttezza delle audizioni, ma la fiducia dei cittadini nella capacità delle istituzioni di vigilare senza trasformarsi in un’arena. La vicenda di oggi lo conferma: senza regole condivise e rispetto reciproco, il dibattito sulla Rai resta prigioniero del rumore, mentre restano inevase le risposte attese su libertà d’informazione, responsabilità editoriale e servizio al pubblico.



















