Creta, 30 settembre 2025 – “La Flotilla è sempre più vicina alla sua destinazione. Non mancano le difficoltà, ma tutti insieme ci adoperiamo per superarle”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, imbarcato sulla nave Morgana, ha raccontato nelle scorse ore la condizione delle imbarcazioni dirette verso Gaza, nel tentativo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese stremata dal conflitto.
La denuncia: “Lo Stato non ci protegge”
Le sue parole, affidate a un video diffuso dall’Agenzia Vista, arrivano dopo una denuncia shock. Croatti ha infatti rivelato che la Farnesina avrebbe inviato una comunicazione alla sua famiglia chiarendo che il governo italiano non può garantire protezione agli attivisti e ai parlamentari a bordo della Flotilla in caso di eventuali attacchi israeliani.
“Ho scritto una lettera ai miei cari – racconta Croatti – per spiegare che non ci sono strumenti concreti da parte delle istituzioni italiane per tutelarci. Questo, oltre a essere un fatto gravissimo, dimostra l’assenza di volontà politica del governo Meloni nel difendere chi è qui per un’azione pacifica e di solidarietà”.
Critiche al governo Meloni
Il senatore pentastellato non ha risparmiato critiche all’esecutivo: “Ci sentiamo lasciati soli. Non chiediamo armi, ma protezione diplomatica e pressione politica su Israele affinché rispetti il diritto internazionale. Il governo italiano, invece, si limita a prendere le distanze, mentre noi rischiamo la vita”.
Solidarietà trasversale
Le parole di Croatti hanno già suscitato reazioni nel mondo politico. Dal Movimento 5 Stelle arriva compatta la richiesta al governo di “farsi garante della sicurezza dei cittadini italiani impegnati nella missione umanitaria”, mentre dal fronte della società civile si moltiplicano gli appelli affinché la Flotilla possa raggiungere Gaza senza essere bloccata o colpita.
Una navigazione tra difficoltà e rischi
Intanto le navi della Flotilla continuano la loro rotta. “Le difficoltà non mancano – spiega Croatti – ma il coraggio e la determinazione del gruppo sono più forti della paura. Stiamo remando tutti insieme, perché la nostra missione è giusta: portare cibo, medicine e speranza dove da troppo tempo ci sono solo macerie e disperazione”.
La denuncia del parlamentare M5S riaccende i riflettori sulla vicenda, mentre cresce l’attenzione internazionale su un viaggio che potrebbe trasformarsi in un caso diplomatico di primo piano.
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VIDEO:
In conclusione, la Flotilla verso Gaza è ormai un banco di prova politico e diplomatico per il governo italiano e, più in generale, per l’Europa. Le accuse di Marco Croatti suonano come un atto d’accusa contro un esecutivo che, a suo dire, rinuncia a tutelare cittadini impegnati in una missione dichiaratamente umanitaria. Mentre le imbarcazioni proseguono tra rischi reali e pressioni internazionali, si cristallizzano due richieste: garanzie minime di protezione e un’iniziativa politica capace di far valere il rispetto del diritto internazionale. Se Roma resterà defilata, l’eventuale esito della traversata—successo o incidente—potrebbe trasformarsi in un caso politico dirompente. Per ora, il viaggio continua sospeso tra solidarietà e vulnerabilità, con la credibilità delle istituzioni messa alla prova dal mare aperto.



















