La scoperta shock su Vannacci che ha fatto incaz.. tutti – Ecco cosa ha ricevuto il leghista…

La scoperta: pensione a 56 anni per Roberto Vannacci

Roberto Vannacci, ex generale dell’esercito e oggi europarlamentare della Lega, è ufficialmente in pensione da febbraio 2025. L’età? Appena 56 anni. L’ex capo della Folgore e del Col Moschin ha maturato il diritto alla quiescenza anticipata grazie a 44 anni di contributi versati. Una notizia che ha acceso la miccia del dibattito pubblico e mediatico, rilanciata da Il Fatto Quotidiano con toni critici, ma che lo stesso Vannacci ha definito “uno scoop da brivido”.

Il caso ha generato clamore per le cifre in gioco, ma anche per il tempismo: appena otto mesi dopo la sua elezione al Parlamento europeo, avvenuta nel giugno 2024, Vannacci è passato in “riserva”. Ufficialmente fuori dall’Esercito, ma nel pieno di un’altra carriera politica.

I numeri: quanto prende oggi Vannacci?

Secondo le stime riportate da Il Fatto Quotidiano, la pensione netta di Vannacci si aggirerebbe attorno ai 5.000 euro mensili. A questa si aggiunge lo stipendio da europarlamentare, circa 8.000 euro netti al mese. In totale, parliamo di oltre 13.000 euro mensili. Ma non finisce qui.

Dal 2029, al compimento dei 63 anni, l’ex generale maturerà anche il vitalizio europeo, previsto dal regolamento dell’Europarlamento: 3,5% dell’indennità per ogni anno di mandato svolto. In caso di due mandati consecutivi (ipotesi non peregrina, vista la popolarità tra gli elettori di destra), l’assegno mensile aggiuntivo si farà considerevole.

La difesa del generale: “Tutto previsto dalla legge”

“Ho versato 44 anni di contributi. Quanti italiani possono dire lo stesso?”, ha dichiarato Vannacci, sottolineando come tutto sia avvenuto nel pieno rispetto delle normative militari e previdenziali. “Non capisco perché vi fate gli affari miei”, ha aggiunto, citando ironicamente Dylan Dog per respingere le domande dei giornalisti.

La sua carriera militare, iniziata a 17 anni, ha beneficiato del moltiplicatore previsto per i corpi speciali: ogni anno vale 1,2 grazie alla natura “usurante” del servizio prestato come incursore paracadutista. In questo modo, Vannacci ha potuto raggiungere la cosiddetta “quota 100” (56 anni + 44 contributivi), che però – va precisato – non è una soglia applicabile ai civili né più vigente per il resto della popolazione.

“Non sono l’unico a prendere la pensione”: l’attacco ai media

Il diretto interessato ha cercato di disinnescare la polemica allargando il discorso: “Non sono l’unico europarlamentare che prende la pensione. Altri lo fanno senza che nessuno si indigni”. E sul perché non abbia atteso i 61 anni previsti per i generali, Vannacci ribatte: “Avrei potuto lavorare all’estero, anche come dirigente in una società di sicurezza privata. Ho tre lauree e un curriculum che in politica non ha eguali”.

La pensione anticipata, insomma, non è stata una via di fuga dal dovere, ma – a suo dire – una tappa naturale per dedicarsi al nuovo impegno politico. “Non sarei tornato per scaldare una sedia e aspettare altri cinque anni”, ha concluso.

Il retroscena politico: tra Lega, “Quota 100” e incoerenze

Il caso ha scatenato anche reazioni nel mondo politico, non tanto per la legittimità della pensione, quanto per l’opportunità etica. Vannacci è oggi vicesegretario della Lega, lo stesso partito che ha fatto della riforma pensionistica “Quota 100” un cavallo di battaglia, salvo poi assistere al suo smantellamento nei governi successivi.

Eppure, mentre milioni di italiani vedono slittare sempre più in là l’età pensionabile (oggi servono 67 anni o 43 anni e tre mesi di contributi), Vannacci incassa un assegno mensile senza dover attendere nemmeno i 60 anni. Un cortocircuito comunicativo che non è sfuggito né alla stampa né agli avversari politici.

La risposta sarcastica: “Aspetto lo scoop sul mio intestino”

Vannacci ha replicato sui social con il consueto tono sarcastico: “Aspetto il prossimo scoop sul mio tratto intestinale”, ironizzando sull’attenzione morbosa – a suo dire – che certa stampa di sinistra riserva alla sua figura. “Invece di preoccuparsi delle sedie a rotelle dell’ex ministra Azzolina o del buco nel bilancio causato dal 110%, se la prendono con me che rispetto la legge”, ha scritto, attaccando Il Fatto Quotidiano, il M5S, e una lunga serie di nemici immaginari e reali.

Il caso Roberto Vannacci va ben oltre la singola figura dell’ex generale: è il simbolo di un sistema che continua a generare privilegi per pochi e sacrifici per molti. Il problema non è la legittimità della sua pensione anticipata, né il fatto che oggi percepisca uno stipendio da eurodeputato: entrambi sono previsti dalla legge. Il punto è che, mentre milioni di cittadini fanno i conti con carriere discontinue, salari bassi e un’età pensionabile che si allontana sempre più, esistono ancora percorsi agevolati per chi proviene da certe categorie, in particolare quelle militari o istituzionali.

Leggi anche

VIDEO:
La figura di Vannacci divide, non solo per il suo stile e le sue posizioni politiche, ma anche perché incarna alla perfezione quella “Italia a due velocità” che da anni mina la fiducia dei cittadini nello Stato. Un Paese dove la legge non è uguale per tutti, ma cambia in base alla divisa indossata, al curriculum o al ruolo politico. Dove chi ha servito (o rappresentato) lo Stato in forme particolari può lasciare il lavoro a 56 anni con pensioni da migliaia di euro, mentre gli altri devono aspettare, lottare, arrangiarsi.

Sarà anche tutto legale, come ripete lo stesso Vannacci, ma è altrettanto evidente che non tutto ciò che è legale è necessariamente giusto. E finché la politica non avrà il coraggio di affrontare questo nodo — con trasparenza, equità e visione — casi come questo continueranno a generare indignazione, sfiducia e disillusione.

Perché la vera domanda da porsi non è solo “quanto prende Vannacci?”, ma “quanti italiani potranno mai permetterselo?”.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini