La senatrice 5 stelle Maiorino smaschera il meloniano Rizzetto. Ecco come lo imbecca – VIDEO

Un durissimo botta e risposta televisivo tra il senatore del Movimento 5 Stelle, Roberto Maiorino, e il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha acceso i riflettori sulla questione della sicurezza sul lavoro e sui presunti favori del governo alle imprese meno virtuose. Il confronto, andato in onda nella trasmissione politica “COSPI3”, ha riguardato le norme introdotte dall’esecutivo Meloni in tema di ispezioni e responsabilità negli appalti.

“Il governo ha allentato i presidi di sicurezza – ha denunciato Maiorino – con gli appalti a cascata e con la non responsabilità della prima azienda appaltante. Inoltre, sta garantendo alle aziende la possibilità di essere avvisate 10 giorni prima che ci sarà un controllo. E, una volta effettuato quel controllo, viene garantito che per i successivi 12 mesi non ce ne saranno altri. Questo non aiuta certo, perché mette sotto una bella campana di vetro le aziende che possono garantirsi”.

Il riferimento del senatore è all’articolo della norma che, formalmente in nome della “trasparenza”, consente alle aziende di ricevere almeno dieci giorni prima la lista dei documenti da predisporre per una verifica, salvo urgenze o esigenze motivate.

La polemica si è infiammata ulteriormente quando Maiorino ha citato le parole di una collega che aveva parlato di telefonate preventive da parte degli ispettori: “La collega ha detto una cosa molto grave: che gli ispettori fanno telefonate prima dei controlli”. A quel punto Rizzetto ha reagito con fermezza: “Dieci giorni prima? Non gli ispettori. L’avete messa voi la regola? No, guardi, ha letto molto male. Lei si informi non con me, che c’è la possibilità di farle, ma si informi con chi vuole. Ha detto una bestialità sotto questo punto di vista”.

Ma Maiorino ha ribattuto leggendo testualmente la norma:
“Così recita il testo di legge che avete fatto voi: ‘In attuazione del principio di trasparenza, salvo che ricorrano i casi di cui al comma 3 o motivi di urgenza del controllo o esigenza di ricorrere ad accessi ispettivi imprevisti o senza preavviso, l’amministrazione fornisce in formato elettronico almeno 10 giorni prima dell’accesso l’elenco della documentazione necessaria alla verifica ispettiva’”.

Una citazione che ha messo in difficoltà Rizzetto, ma che secondo Maiorino conferma quanto denunciato: “Purtroppo questa è esattamente la norma che avete fatto voi. Quindi o c’è incompetenza, oppure c’è volontà di mentire. In entrambi i casi, con voi e questo governo, in Italia purtroppo siamo rovinati”.

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La questione dei controlli preventivi è solo l’ultimo tassello della critica che il M5S muove al governo in materia di lavoro e sicurezza. Secondo il Movimento, le attuali regole favorirebbero le imprese più forti e meno trasparenti, mettendo a rischio i lavoratori e limitando l’efficacia dell’azione ispettiva. Dall’altra parte, il centrodestra rivendica una razionalizzazione dei controlli per non gravare eccessivamente sulle imprese.

Ma a giudicare dalla tensione del confronto, la battaglia sul tema è tutt’altro che chiusa.
VIDEO:

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