La nuova media sondaggi BiDiMedia dell’11 dicembre racconta un’Italia politica che si sta lentamente muovendo sotto i piedi del governo.
Il centrodestra resta primo blocco, Giorgia Meloni è ancora il punto di riferimento della coalizione, ma i numeri hanno cambiato verso:
il Movimento 5 Stelle è il partito che cresce di più;
Fratelli d’Italia è quello che perde più consensi;
la fiducia in Meloni scende, così come il dato complessivo del centrodestra, mentre il Campo Largo (PD–M5S–AVS–+Europa) recupera terreno.
È solo uno scarto di qualche decimale, ma in politica sono proprio questi “decimali” a dirci dove sta andando l’umore del Paese.
Il M5S torna a correre: +0,5 e terza forza in movimento
Il dato più evidente riguarda il Movimento 5 Stelle:
12,5% nelle intenzioni di voto;
+0,5 rispetto al 27 novembre (la crescita più forte tra tutti i partiti).
Nel podio dei primi tre, è l’unico a salire: mentre FdI arretra e il PD resta fermo, il M5S guadagna mezzo punto e consolida il ruolo di terza forza nazionale.
Questo avanzamento ha due implicazioni:
Nel campo progressista, il Movimento diventa sempre più decisivo: senza i suoi voti, il Campo Largo non si avvicinerebbe così tanto al centrodestra.
Sul piano della leadership dell’opposizione, Conte può rivendicare di essere l’unico, in questa fase, a spostare realmente l’ago della bilancia.
In un quadro generale di disaffezione e prudenza, vedere il M5S come “top” della settimana (nell’elaborazione BiDiMedia) significa che l’ex premier sta intercettando una quota di elettori scontenti del governo ma non convinti fino in fondo dal PD.
Fratelli d’Italia frena: 29,8% e il calo più marcato
Dall’altra parte, il dato che pesa di più per il governo è quello di Fratelli d’Italia:
29,8%
–0,7 punti rispetto alla precedente rilevazione.
Non si tratta, ovviamente, di un crollo elettorale, ma è il calo più forte tra tutti i partiti. Ed è significativo perché riguarda il partito della premier, quello che finora aveva retto meglio l’usura del governo.
Scendere sotto la soglia psicologica del 30%, dopo mesi di sondaggi in cui FdI sembrava blindata sopra quella cifra, manda un segnale chiaro:
una parte dell’elettorato inizia a raffreddarsi;
le promesse su sicurezza, sanità, tasse e stipendi non producono ancora risultati percepibili;
i continui litigi interni alla maggioranza e le tensioni sul decreto armi, sulla manovra e sulle riforme non aiutano l’immagine di compattezza.
FdI resta nettamente primo partito, ma da oggi è anche il partito che, nell’ultima media BiDiMedia, perde più consensi di tutti.
PD fermo, centrodestra giù, Campo Largo su
Guardando al quadro complessivo:
Partito Democratico: 21,8%, stabile (=). Non arretra ma neppure guadagna: tiene il suo zoccolo duro, ma non approfitta del momento di difficoltà di Meloni.
Forza Italia: 8,8%, piccolo calo (–0,1).
Lega: 8,3%, leggero segno più (+0,1), ma ancora sotto FI.
Alleanza Verdi e Sinistra: 6,5%, in lieve crescita (+0,1).
Azione, Italia Viva, +Europa, Noi Moderati oscillano tra il 3,3% e l’1%, tutti con variazioni minime.
Molto più eloquente è il dato dei blocchi:
Centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati): 47,9%, –0,8 punti.
Campo Largo (PD, M5S, AVS, +Europa): 44,9%, +0,6 punti.
Il centrodestra resta avanti, ma il distacco si assottiglia. La flessione nasce quasi tutta da Fratelli d’Italia, mentre il +0,6 del Campo Largo è trainato dall’accoppiata M5S + AVS, con il PD che, pur fermo, resta perno numerico dell’area.
Tradotto: il governo non è più irraggiungibile sul piano aritmetico. Un paio di punti in più di erosione e il vantaggio del centrodestra potrebbe trasformarsi in pareggio, o addirittura in sorpasso.
Fiducia in Meloni in calo: 41,1% (–0,6)
Accanto ai voti ai partiti, BiDiMedia rileva anche la fiducia in Giorgia Meloni:
41,1%
–0,6 punti rispetto al 27 novembre.
La premier resta la figura politica più forte del panorama italiano, ma il trend è chiaro: dopo la lunga fase di luna di miele, anche il suo consenso personale ha iniziato a scendere.
È un dato coerente con:
il rallentamento di Fratelli d’Italia;
la percezione di una maggioranza spesso impegnata a litigare su armi, tasse, autonomia, giustizia, più che a produrre risultati concreti su salari, bollette, sanità;
lo stallo su alcuni dossier simbolici (salario minimo, sanità pubblica, caro affitti) dove il governo appare difensivo, mentre opposizioni e sindacati incalzano.
Quando il gradimento del leader cala insieme al consenso del partito e del blocco di governo, il segnale politico è univoco: la fase di massimo slancio è alle spalle, inizia quella della fatica.

Leggi anche

ULTIM’ORA – Bufera a Chigi tra Crosetto e Salvini? Esce il dossier… IL RETROSCENA
La tensione dentro il governo torna a esplodere, e questa volta il terreno di scontro è uno dei dossier più
La media sondaggi BiDiMedia dell’11 dicembre non racconta un cambio di governo domani mattina, ma una tendenza:
il Movimento 5 Stelle è il partito che cresce di più, unico tra i grandi a segnare un aumento consistente;
Fratelli d’Italia è il partito che cala di più, trascinando giù il dato complessivo del centrodestra;
la fiducia in Meloni arretra, segno che una parte degli italiani comincia a misurare le promesse con i risultati;
il Campo Largo recupera terreno, avvicinandosi al centrodestra grazie soprattutto al dinamismo del M5S.
Se questa linea dovesse consolidarsi nei prossimi mesi, la narrazione di un governo Meloni imbattibile e di un’opposizione irrilevante perderebbe definitivamente consistenza.
Per ora, i numeri ci dicono una cosa semplice: il governo perde consenso, il Movimento 5 Stelle è il motore principale della rimonta del fronte progressista, e il vantaggio del centrodestra non è più un fossato invalicabile ma un gap che può – politicamente – essere colmato.




















