Le parole commoventi di Conte verso Papa Francesco in aula: “Un papa scomodo” – IL VIDEO

Alla commemorazione solenne in Parlamento, l’ex presidente del Consiglio rende omaggio al pontefice scomparso: “Ci ha insegnato che la Chiesa non è un’élite, ma una presenza viva nei luoghi della sofferenza”

ROMA – “Lo ricordiamo con grande commozione per la passione e il coraggio con cui ha testimoniato la radicalità del messaggio evangelico, la sua portata rivoluzionaria.” Con queste parole Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha aperto il suo intervento alla commemorazione di Papa Francesco, scomparso nei giorni scorsi, tenutasi oggi nell’Aula di Montecitorio con le Camere riunite.

In un clima di grande solennità e partecipazione, alla presenza della premier Giorgia Meloni, dei ministri e dei leader di tutte le forze politiche, Conte ha tracciato un ritratto intenso e personale del pontefice argentino: “Ci sorprese sin dall’inizio, quando scelse di chiamarsi Francesco: era la prima volta per un papa. Un nome che ha voluto professare l’impegno contro la povertà, per la pace, per la difesa dell’ambiente e della nostra casa comune da preservare per le nuove generazioni.”

Una Chiesa “non mondana”

Conte ha sottolineato come Papa Francesco abbia saputo incarnare quotidianamente quel nome, trasformando il pontificato in un’azione concreta e coerente con i valori del Vangelo: “Con grande forza d’animo ha spinto la Chiesa a rifuggire le vecchie tentazioni di trasformarsi – parole sue – in una élite intellettuale o mondana. Ha invitato l’istituzione ecclesiastica a essere presente nei luoghi più reconditi, dove albergano ingiustizie e sofferenze.”

Il leader del M5s ha evidenziato la radicalità delle posizioni assunte dal Papa anche in ambito sociale e politico: “Diceva che ai poveri di oggi non si perdona nemmeno la loro povertà. Ha denunciato con fermezza le iniquità della globalizzazione dell’indifferenza.”

Una voce scomoda, ma necessaria

Conte non ha esitato a riconoscere il ruolo “sfidante” di Papa Francesco, capace di mettere in discussione tutti, compresi i politici: “Ciascuno di noi, ciascuna parte politica, può sentirsi sfidata dalle sue parole. Ma proprio per questo, per la sua indipendenza e la sua schiettezza, è stato la più grande guida spirituale e morale dei nostri tempi.”

Nel suo intervento, l’ex premier ha ricordato anche il ruolo fondamentale del pontefice durante la pandemia, “quando rischiava di prevalere lo sconforto” e il Papa rappresentò “un forte incoraggiamento” per milioni di persone isolate e smarrite.

La voce della pace contro la guerra e il riarmo

Infine, Conte ha elogiato con particolare forza le posizioni nette assunte da Papa Francesco in tema di guerra e disarmo, lodandone “le parole coraggiose, non scontate, su Gaza” e la costante opposizione “contro ogni guerra e contro la lobby del riarmo”.

In una giornata in cui Conte ha anche commentato con soddisfazione la bocciatura giuridica del Piano di Riarmo europeo da 800 miliardi – definendolo “un macigno politico contro questa Commissione europea con l’elmetto” – le parole rivolte al Papa sembrano rientrare in una visione più ampia: quella di una politica che rifiuti la logica del conflitto per abbracciare quella della cura, della giustizia e della pace.

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Con la commemorazione solenne di oggi, Papa Francesco è stato ricordato non solo come capo spirituale della Chiesa cattolica, ma come una figura capace di incidere profondamente nella coscienza collettiva del nostro tempo. Un pontefice che, come ha detto Conte, “ha sfidato tutti, ma sempre per amore degli ultimi”.
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