Dopo le polemiche che hanno travolto la ministra Eugenia Roccella e la dirigente Rai Incoronata Boccia, un nuovo caso scuote il dibattito pubblico italiano. A scatenarlo è stato Mario Sechi, direttore del quotidiano Libero, che nel corso di un convegno organizzato dall’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) presso il CNEL ha pronunciato parole che hanno lasciato sbigottiti molti osservatori e scatenato una vera e propria bufera sui social.
“A Gaza non ne ho visti tanti dimagriti. Israele ha vinto bene”
Durante il suo intervento nel panel intitolato “La propaganda delle parole tra disinformazione e fake news”, Sechi ha dichiarato:
“A Gaza non ne ho visti tanti dimagriti. Israele ha vinto bene, con il massimo della forza. Noi siamo dalla parte giusta.”
Frasi che hanno immediatamente sollevato indignazione, per il tono sprezzante e la negazione implicita delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza, dove — secondo i dati delle Nazioni Unite — oltre 70.000 persone sono morte e la popolazione civile vive una carestia drammatica a causa del blocco imposto da Israele.
L’intervento di Sechi, dal tono trionfalistico e privo di alcuna contestualizzazione, è stato accolto da reazioni scandalizzate anche all’interno della stessa platea del CNEL, dove erano presenti giornalisti e rappresentanti istituzionali.
La reazione di Lorenzo Tosa: “Mostruoso. Il peggio mai visto”
Tra le prime voci a commentare le parole del direttore di Libero, quella del giornalista e scrittore Lorenzo Tosa, che su Instagram ha pubblicato un lungo post destinato a diventare virale (oltre 10.000 like in poche ore):
> “Dopo quelle di Roccella e di Incoronata Boccia, dal convegno dell’Ucei è uscita appena fuori l’ultima mostruosità.
E forse è la più mostruosa di tutte. Mario Sechi, con una spaventosa nonchalance, ha spiegato che a Gaza non ha visto tanti dimagriti. Ha negato la carestia, ha deriso i civili morti di fame, con il ghigno di chi pensa di aver svelato una grande verità.”
Tosa ha poi aggiunto:
“In giacca e cravatta, dallo scranno di questa riunioncina di filo-israeliani militanti, tutti riuniti a fare a gara a chi la sparava più grossa, Sechi ha vinto a mani basse il premio disumanità dell’anno, forse del secolo. Risponderete di tutto davanti al tribunale della Storia.”
I video diffusi sui social: “Propaganda delle parole” o negazione della realtà?
Le clip dell’intervento di Sechi, rilanciate dall’account satirico “Meme dalla Terza Repubblica”, mostrano il giornalista mentre pronuncia testualmente le frasi su Gaza e Pallywood, sostenendo che “la battaglia della comunicazione è persa contro le menzogne” e che Israele “ha vinto bene, con il massimo della forza”.
Il filmato — che ha superato in poche ore le 400.000 visualizzazioni tra Instagram e X — ha suscitato reazioni indignate tra utenti, attivisti e giornalisti, molti dei quali hanno accusato Sechi di “negazionismo umanitario” e di alimentare una narrazione che minimizza le sofferenze civili nella Striscia.
Un clima sempre più tossico: dal governo ai media, la deriva delle parole
L’intervento di Sechi arriva in un contesto già esplosivo.
Solo pochi giorni fa, la ministra Roccella aveva definito le “gite ad Auschwitz” uno “strumento per incentivare l’antifascismo”, mentre Incoronata Boccia, direttrice dell’Ufficio stampa Rai, aveva dichiarato che “l’esercito di Netanyahu non ha mai sparato sui civili”.
Una sequenza di dichiarazioni che, messe in fila, delinea un progressivo scivolamento del dibattito pubblico verso una normalizzazione della propaganda e una perdita del rispetto per le tragedie umane.
Come ha osservato lo stesso Tosa, “in meno di 48 ore questo convegno ha partorito un concentrato di orrore e disumanità che resterà nella memoria collettiva come una delle pagine più vergognose della nostra informazione”.
Le reazioni del mondo politico e giornalistico
Diversi esponenti dell’opposizione hanno chiesto spiegazioni all’UCEI e al CNEL per aver ospitato un simile intervento.
Fonti del Movimento 5 Stelle hanno definito le parole di Sechi “indegne e incompatibili con il ruolo di direttore di un quotidiano nazionale”, chiedendo che “gli organismi di categoria valutino eventuali sanzioni disciplinari”.
Anche alcuni giornalisti RAI e collaboratori di testate indipendenti hanno espresso “imbarazzo e rabbia” per il livello del dibattito espresso in quella sede, sottolineando come “l’uso politico della Shoah e la negazione della sofferenza palestinese stiano distruggendo la credibilità del giornalismo italiano”.
Leggi anche

Ficarra e Picone epici su Nordio e Referendum – Ecco il super video che ha acceso il web
Un video ironico, pochi minuti di satira e una posizione chiara: anche Ficarra e Picone si schierano per il “No”
VIDEO:
Il caso Sechi non è solo un episodio isolato, ma il simbolo di un clima mediatico avvelenato, dove la provocazione sostituisce l’analisi e la propaganda cancella la pietà.
Negare la fame, la distruzione e la morte a Gaza significa negare l’evidenza — e con essa la dignità di un intero popolo.
E mentre le immagini dei bambini denutriti e delle città ridotte in macerie continuano a scuotere il mondo, le parole di Sechi resteranno come una ferita nella coscienza pubblica italiana.



















