Il dibattito sulla leadership del campo progressista si arricchisce di un nuovo elemento che rischia di pesare non poco nella partita delle future primarie. Giuseppe Conte risulta il leader più apprezzato sui social all’interno dell’area alternativa al centrodestra, davanti a Elly Schlein e agli altri possibili protagonisti della corsa. A certificarlo è il rapporto realizzato da Spin Factor per Adnkronos, attraverso la piattaforma di social listening Human, che ha analizzato il periodo compreso tra l’11 luglio e il 10 agosto 2026.
Il dato più evidente riguarda il sentiment positivo: il presidente del Movimento 5 Stelle raggiunge il 32,2%, mentre la segretaria del Partito democratico si ferma al 27,6%. Una distanza di 4,6 punti che, pur non potendo essere equiparata a un sondaggio elettorale tradizionale, fotografa con chiarezza la maggiore forza digitale di Conte in questa fase.
A rendere il quadro ancora più significativo è il dato sulle interazioni: Conte supera quota 2 milioni e 225 mila, mentre Schlein si ferma a 567 mila. Una distanza enorme che testimonia la capacità del leader pentastellato di generare attenzione, commenti, condivisioni e partecipazione attorno ai propri contenuti.
Conte primo nel sentiment positivo
Secondo l’analisi Spin Factor, Conte si colloca quindi al primo posto nella classifica dei leader del campo progressista più apprezzati sui social. Il suo 32,2% rappresenta il dato più alto tra tutti i nomi analizzati e rafforza la percezione di una leadership digitale particolarmente solida.
Il risultato arriva in un momento nel quale il presidente del M5S è tornato con forza al centro del dibattito politico nazionale, sia per le polemiche sulla politica estera sia per il confronto con il governo Meloni sui temi economici, sulla giustizia, sulla gestione dei migranti e sulle vicende legate alla Commissione Covid.
Conte riesce quindi a trasformare il conflitto politico in una forte mobilitazione social, consolidando una comunità digitale che continua a seguirlo e a interagire con i suoi interventi.
Schlein seconda, ma il distacco resta significativo
Elly Schlein si piazza al secondo posto con un sentiment positivo del 27,6%. Un risultato comunque importante, ma distante da quello ottenuto da Conte.
La segretaria del Pd mantiene quindi una posizione centrale nel campo largo, ma sul terreno digitale appare meno capace di generare la stessa intensità di coinvolgimento registrata dal presidente del Movimento 5 Stelle.
Il confronto tra i due assume un significato particolare proprio mentre torna a circolare con sempre maggiore insistenza l’ipotesi di primarie per scegliere il candidato premier della coalizione.
Se Conte e Schlein dovessero davvero affrontarsi in una consultazione aperta, i dati social non basterebbero ovviamente a prevedere l’esito del voto, ma rappresenterebbero comunque un indicatore importante della capacità dei due leader di mobilitare pubblici differenti e costruire consenso.
Silvia Salis sorprende e sale sul podio
La vera sorpresa della classifica è Silvia Salis, sindaca di Genova, che raggiunge il 25,7% di sentiment positivo e conquista il terzo posto.
Il dato è particolarmente significativo perché Salis non è ancora ufficialmente candidata alle primarie del campo largo, ma il suo nome continua a essere indicato come uno dei possibili profili civici in grado di inserirsi nella sfida tra Conte e Schlein.
L’ex atleta, oggi alla guida di Genova, sembra riuscire a costruire un consenso trasversale anche fuori dai tradizionali confini di partito. La sua presenza sul podio dimostra come una parte dell’opinione pubblica digitale guardi con interesse anche a figure civiche, meno legate alle strutture tradizionali e più vicine a un modello amministrativo.
Avanzano anche Onorato e Manfredi
Dietro Salis si colloca un altro nome civico, Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italia e assessore ai Grandi Eventi di Roma, che ottiene il 24,5% di sentiment positivo.
Subito dopo arriva il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, con il 24%.
La presenza di tre figure civiche nelle prime cinque posizioni è uno degli elementi più interessanti dell’intero rapporto. Significa che il dibattito sulla leadership del campo progressista non è limitato soltanto ai segretari di partito, ma si sta progressivamente allargando a sindaci, amministratori locali e profili che potrebbero presentarsi come alternativi alle tradizionali leadership nazionali.
È un fenomeno che potrebbe diventare ancora più importante qualora le primarie venissero organizzate davvero e si decidesse di aprire la competizione anche a candidati esterni alle segreterie di partito.
Fratoianni primo tra gli altri leader politici
Dopo Conte e Schlein, tra i leader di partito il risultato migliore è quello di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra.
Fratoianni raggiunge il 20,5%, superando il segretario del Partito Socialista Italiano Enzo Maraio, fermo al 19,8%.
Il risultato conferma la capacità di Fratoianni di mantenere una presenza riconoscibile nel dibattito progressista, soprattutto sui temi sociali, sul lavoro, sulla pace e sulla politica estera.
Renzi al 19,3%, poi Magi e Bonelli
Alle spalle di Maraio si colloca Matteo Renzi, presidente di Italia Viva-Casa Riformista, con un sentiment positivo del 19,3%.
Il dato arriva in una fase in cui il nome dell’ex premier è tornato a circolare anche in relazione alle primarie del campo largo, dopo le indiscrezioni sulla possibilità di una sua candidatura diretta o sulla scelta di sostenere un profilo civico e riformista.
Subito dietro si trovano Riccardo Magi di +Europa e Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, entrambi al 18,3%.
La classifica mostra quindi un campo estremamente ampio e frammentato, con Conte e Schlein nettamente davanti ma con una serie di figure civiche e politiche che potrebbero giocare un ruolo importante nella costruzione della futura coalizione.
Il vero dominio di Conte è sulle interazioni
Se il sentiment positivo consegna a Conte un vantaggio netto ma non enorme rispetto a Schlein, il dato sulle interazioni social racconta invece una distanza molto più marcata.
Il presidente del M5S raggiunge infatti 2 milioni e 225 mila interazioni, una cifra quasi quattro volte superiore a quella registrata dalla segretaria del Partito democratico.
Schlein si ferma a 567 mila, mentre Renzi raggiunge 455 mila, Fratoianni 374 mila e Silvia Salis 310 mila.
Il dato sulle interazioni misura la quantità di reazioni generate dai contenuti: commenti, condivisioni, like e altre forme di partecipazione. Non equivale automaticamente a consenso elettorale, ma indica con chiarezza quanto un leader sia in grado di attirare attenzione e coinvolgere il pubblico.
Da questo punto di vista, Conte appare nettamente più forte di tutti gli altri protagonisti del campo progressista.
Una macchina social ormai consolidata
Il Movimento 5 Stelle ha costruito negli anni una presenza digitale particolarmente efficace, e Conte sembra aver ereditato e rafforzato questa capacità.
La comunicazione del leader pentastellato utilizza frequentemente video diretti, interventi social, messaggi molto netti sui principali temi politici e una forte personalizzazione del rapporto con la propria base.
Questa strategia consente al presidente del M5S di ottenere livelli di engagement molto elevati e di trasformare rapidamente ogni intervento politico in una conversazione online.
Non è un elemento secondario, soprattutto in una fase nella quale gran parte del dibattito politico si svolge ormai sui social e la capacità di mobilitare rapidamente migliaia di persone può avere conseguenze anche sulla comunicazione tradizionale.
Il dato che pesa sulle possibili primarie
La pubblicazione del rapporto arriva proprio mentre nel campo progressista cresce il confronto sulle modalità di scelta del futuro candidato premier.
Da settimane si discute della possibilità di organizzare primarie vere, con Conte e Schlein come principali protagonisti. Sul tema è intervenuto anche Rocco Casalino, sostenendo che una consultazione avrebbe senso soltanto se permettesse agli elettori di scegliere non solo il leader, ma anche la linea politica della coalizione.
I nuovi dati social rafforzano inevitabilmente chi considera Conte un candidato competitivo. Se il presidente del Movimento 5 Stelle parte già con un livello di coinvolgimento digitale così superiore, il confronto con Schlein potrebbe diventare molto più aperto di quanto alcuni settori del centrosinistra immaginano.
Sentiment e consenso elettorale non sono la stessa cosa
È però necessario distinguere i dati di social listening dai veri sondaggi elettorali. Un sentiment positivo del 32,2% non significa che Conte otterrebbe automaticamente quella percentuale in eventuali primarie.
Le piattaforme digitali hanno pubblici diversi rispetto all’elettorato complessivo e alcuni leader dispongono di comunità particolarmente attive, capaci di produrre un numero molto elevato di interazioni.
Il rapporto Spin Factor fotografa quindi un aspetto preciso: la forza della presenza e della reputazione digitale. È comunque un indicatore politicamente rilevante, soprattutto perché consente di capire chi riesce maggiormente a entusiasmare, mobilitare e coinvolgere il proprio pubblico.
Il vantaggio di Conte nel rapporto diretto con la base
Conte sembra beneficiare proprio di questo rapporto diretto. Negli ultimi mesi ha utilizzato con grande frequenza i propri profili per intervenire su quasi tutte le principali questioni politiche, spesso con messaggi fortemente critici nei confronti di Giorgia Meloni e del governo.
Dalla politica estera alla Commissione Covid, dalla questione dei salari al caro energia, fino alle vicende Delmastro e Ranucci, il leader M5S ha costruito un racconto continuo dell’opposizione al centrodestra.
Il risultato è una presenza social estremamente riconoscibile e una comunità molto reattiva, che contribuisce a moltiplicare la visibilità dei suoi interventi.
Schlein davanti alla sfida della mobilitazione
Per Elly Schlein il rapporto rappresenta invece un segnale da non sottovalutare. La segretaria Pd resta seconda e conserva un sentiment positivo elevato, ma il divario nelle interazioni con Conte è molto ampio.
Se le primarie dovessero trasformarsi in una vera competizione nazionale, la capacità di mobilitare sostenitori, creare entusiasmo e portare persone al voto diventerebbe fondamentale.
Ed è proprio questo il punto sottolineato anche nel recente dibattito interno al campo progressista: un candidato scelto soltanto attraverso un accordo tra segreterie potrebbe avere meno forza rispetto a un leader investito direttamente da una partecipazione popolare molto ampia.
I civici possono cambiare la partita
Il rapporto offre poi un altro elemento che potrebbe modificare profondamente lo scenario: la crescita dei candidati civici.
Salis, Onorato e Manfredi raccolgono percentuali di sentiment molto alte e dimostrano che una parte dell’elettorato progressista potrebbe essere disponibile a guardare oltre i leader tradizionali.
Se uno o più di questi nomi dovessero realmente partecipare alle primarie, la competizione diventerebbe molto più complessa. Potrebbero sottrarre consenso sia a Conte sia a Schlein e trasformare una sfida apparentemente bipolare in una corsa a più candidati.
Conte sempre più centrale nel campo progressista
Al di là delle possibili candidature, il dato politico più evidente resta comunque quello relativo a Giuseppe Conte.
Il presidente del Movimento 5 Stelle guida sia il sentiment positivo sia la classifica delle interazioni. È primo per apprezzamento e domina nettamente per capacità di coinvolgimento digitale.
Questo rafforza la sua posizione nel negoziato politico con il Partito democratico e rende molto più difficile immaginare un campo largo nel quale il M5S venga considerato semplicemente una forza di supporto.
Conte può rivendicare una capacità di mobilitazione propria e una leadership riconosciuta da una parte importante del pubblico progressista.
Una sfida che non riguarda più soltanto Pd e M5S
La fotografia restituita da Spin Factor racconta però anche qualcosa di più ampio. Il futuro del campo progressista non sembra essere una questione esclusivamente interna ai rapporti tra Pd e Movimento 5 Stelle.
La crescita dei civici, il peso di AVS e la presenza di forze riformiste rendono la costruzione della coalizione molto più articolata.
Il problema non sarà soltanto trovare un candidato premier, ma costruire una formula capace di tenere insieme culture politiche differenti senza annullarle.
Le primarie diventano sempre più difficili da evitare
Proprio per questo i dati social potrebbero alimentare ulteriormente la richiesta di una consultazione aperta.
Se esistono leader e figure civiche con livelli di consenso digitale così differenti, decidere la leadership esclusivamente attraverso un accordo tra partiti rischierebbe di lasciare fuori una parte consistente dell’elettorato.
Conte, forte del primo posto nel sentiment e soprattutto del dominio nelle interazioni, avrebbe tutto l’interesse a sostenere una vera competizione. Schlein, invece, dovrebbe dimostrare di poter trasformare il peso organizzativo del Pd in una mobilitazione altrettanto forte.
Leggi anche

La Premier Giorgia Meloni nei guai più toali – Ora chiede aiuto a… Ecco cosa sta accadendo – La rivelaizone
Il caro carburanti torna a colpire con forza famiglie e imprese italiane. I prezzi alla pompa continuano a salire e
La partita per sfidare Meloni entra nel vivo
La scelta del futuro candidato premier del campo progressista appare quindi sempre più destinata a diventare una delle grandi battaglie politiche dei prossimi mesi.
Conte parte da una posizione di forza sui social: 32,2% di sentiment positivo e oltre 2,2 milioni di interazioni. Schlein resta la principale avversaria con il 27,6%, ma alle loro spalle emergono profili civici capaci di raccogliere livelli di gradimento sorprendenti.
Il dato non determina chi vincerebbe eventuali primarie, ma lancia un segnale molto chiaro: la leadership del campo largo è tutt’altro che decisa.
E soprattutto conferma che, almeno sul terreno digitale, Giuseppe Conte è oggi il leader progressista con la maggiore capacità di trasformare la propria presenza politica in partecipazione e mobilitazione. Una forza che, se la sfida dovesse davvero arrivare alle urne delle primarie, nessuno nel centrosinistra potrà permettersi di sottovalutare.



















