L’Eurodeputata spagnola Irene Montero umilia faccia a faccia Von der Leyen: “Complice del..” – VIDEO

Lo scontro in aula al Parlamento europeo

Un durissimo scontro si è consumato a Strasburgo tra l’eurodeputata spagnola Irene Montero, esponente del gruppo The Left, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Montero ha accusato frontalmente la leader tedesca di essere complice del genocidio in corso a Gaza e di sostenere l’aggressione israeliana, arrivando a ribattezzarla ironicamente “Ursula bomb von der Leyen”.

Il suo intervento, pronunciato con tono appassionato e accompagnato da dati e immagini delle vittime palestinesi, ha scatenato polemiche e ha persino portato allo spegnimento del microfono da parte della presidenza d’aula.

Le accuse alla Commissione e agli Stati UE

Secondo Montero, gli Stati Uniti e Israele rappresentano oggi “le più grandi minacce per l’umanità” e l’Unione Europea, invece di assumere una posizione autonoma e coraggiosa, avrebbe deciso di alimentare il mostro, fornendo copertura politica e sostegno economico e militare a Tel Aviv.

L’eurodeputata ha denunciato come le dichiarazioni di von der Leyen e di altri leader europei non siano semplici prese di posizione, ma veri e propri atti di complicità: “State dando soldi, armi e legittimazione politica a chi massacra i bambini palestinesi”.

Il confronto diretto e la provocazione

In un passaggio che ha gelato l’aula, Montero ha rivolto una domanda diretta a Ursula von der Leyen:
“Andrebbe in guerra, quella guerra che dice di combattere per la libertà dell’Europa, a bruciare vivi i suoi figli come fa Israele con i bambini palestinesi?”. Una frase durissima che ha suscitato imbarazzo visibile anche nello sguardo della presidente della Commissione, rimasta in silenzio.

La parlamentare spagnola ha incalzato: “Questi sono i valori europei? È questa l’Europa che vogliamo difendere?”.

Attacco anche alla Germania

Montero ha poi puntato il dito contro il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che recentemente ha ringraziato Israele sostenendo che lo Stato ebraico avrebbe fatto “il lavoro sporco per tutti noi”. “Parole indegne di un leader europeo”, ha commentato, aggiungendo che dichiarazioni del genere mostrano la volontà di trasformare l’UE in un attore bellico, in totale contrasto con i principi fondativi del progetto europeo.

Reazioni e conseguenze

Le parole di Irene Montero hanno acceso un dibattito accesissimo sui social e nei palazzi politici. Mentre da un lato migliaia di utenti hanno espresso solidarietà alla parlamentare spagnola, definendola “la sola voce libera” a Strasburgo, dall’altro esponenti dei gruppi popolari e liberali hanno parlato di “intervento irresponsabile e incendiario”.

Resta il fatto che l’aula del Parlamento europeo ha assistito a uno dei discorsi più dirompenti degli ultimi anni: un atto d’accusa che ha messo in discussione non solo Ursula von der Leyen, ma l’intera credibilità dell’Unione Europea nel difendere i diritti umani.

Non solo Montero: la protesta collettiva

La voce di Irene Montero non è rimasta isolata. Diversi eurodeputati hanno partecipato alla protesta alzandosi in piedi con indosso magliette rosse, a rappresentare il sangue versato a Gaza. Un’immagine potente che ha fatto il giro dei social e che ha mostrato come il dissenso verso le posizioni ufficiali dell’UE sia ormai trasversale e radicato.

La stessa Montero ha sottolineato che “Israele e gli Stati Uniti sono oggi la più grande minaccia per l’umanità” e ha accusato altri leader europei, come il cancelliere tedesco Friedrich Merz, di aver legittimato i crimini israeliani ringraziando Tel Aviv per aver fatto “il lavoro sporco per tutti noi”.

L’Europa divisa e sotto accusa

Quello che è accaduto a Strasburgo non è soltanto un incidente parlamentare, ma la fotografia di un’Unione Europea profondamente divisa. Da una parte, i gruppi conservatori e popolari che continuano a difendere Israele come baluardo di sicurezza, dall’altra i socialisti più critici e la sinistra radicale che chiedono di chiamare le cose con il loro nome: genocidio.

La spaccatura è emersa anche sul voto della recente risoluzione su Gaza: il Parlamento europeo ha approvato un testo che riconosce la Palestina e chiede una soluzione a due Stati, ma da cui è stata tolta la parola “genocidio”. La destra italiana si è divisa in tre tronconi: Forza Italia favorevole, Fratelli d’Italia astenuti, Lega contraria.

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Lo scontro tra Irene Montero e Ursula von der Leyen a Strasburgo ha rappresentato molto più di un episodio di tensione parlamentare: è stato il simbolo di una frattura profonda che attraversa oggi l’Unione Europea. Le accuse della deputata spagnola hanno squarciato il velo di retorica che accompagna spesso il dibattito sulla guerra a Gaza, costringendo Bruxelles a fare i conti con la propria ambiguità tra proclami umanitari e sostegno concreto a Israele.

Che si condividano o meno i toni di Montero, resta il fatto che la sua denuncia intercetta un sentimento diffuso tra i cittadini europei, sempre più critici verso un’Europa percepita come subalterna agli Stati Uniti e incapace di difendere realmente i valori che dichiara di rappresentare. L’intervento a Strasburgo, destinato a lasciare il segno, mette così in luce la sfida più grande per l’UE: dimostrare che i principi di pace, giustizia e diritti umani non sono parole vuote, ma impegni da onorare con coerenza e coraggio.

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