L’hanno fatta veramente grossa! Ecco la proposta shock contro gli Italiani – Assurdità del Governo

Nel silenzio generale, la maggioranza di governo prepara una nuova misura che rischia di colpire milioni di cittadini.
Nel ddl Concorrenza, in discussione al Senato, un emendamento di Forza Italia propone di consentire alle compagnie telefoniche di aumentare automaticamente le tariffe ogni anno, anche oltre il tasso d’inflazione, senza che gli utenti possano disdire gratuitamente il contratto.

Una norma che, se approvata, sancirebbe la fine del diritto dei consumatori a difendersi dai rincari unilaterali.
E non è tutto: altre proposte, presentate da FdI, Lega, Forza Italia e persino Italia Viva, puntano a rafforzare i poteri dei call center, consentendo loro di utilizzare un numero maggiore di contatti telefonici per le campagne promozionali.

Aumenti senza via d’uscita: la norma “pro aziende”

Oggi le regole prevedono che le compagnie possano modificare le tariffe solo una volta all’anno e in misura pari all’inflazione.
Se l’aumento supera tale soglia, l’utente ha il diritto di recedere gratuitamente dal contratto e passare a un altro operatore.

La proposta firmata dal senatore Antonio Trevisi (ex M5S, oggi in Forza Italia) cambia radicalmente lo scenario:
le aziende potranno inserire nei contratti una “clausola di adeguamento automatico dei prezzi”, con aumenti anche superiori all’inflazione.
Il cliente sarà informato due mesi prima, ma non potrà più disdire gratuitamente: per farlo, dovrà pagare.

Si tratta, in sostanza, di una liberalizzazione dei rincari, che renderebbe legittimo un aumento annuale deciso unilateralmente dalle compagnie, scaricando i costi sulle famiglie e sulle piccole imprese.

Telemarketing senza freni: più numeri ai call center

Parallelamente, un gruppo di emendamenti presentati da FdI, Lega, FI e Italia Viva punta a modificare il Codice delle comunicazioni elettroniche.
L’obiettivo? Consentire ai call center di accedere a nuovi database di numeri di telefono oggi protetti, ampliando la platea di utenti contattabili per offerte promozionali.

Oggi questi elenchi – come il database per la portabilità dei numeri mobili – non possono essere utilizzati per scopi commerciali.
La proposta introduce una deroga: i numeri e i dati di contatto raccolti per “esigenze operative” potranno essere ceduti ai call center basta un consenso generico dell’utente.
In pratica, basterà un click per aprire la strada a nuove ondate di chiamate indesiderate, con un rischio concreto di abusi e spam telefonico di massa.

Una manovra contro i cittadini

Il provvedimento, che dovrebbe essere votato nei prossimi giorni in Commissione Industria, ha già suscitato forti critiche da parte di associazioni dei consumatori e giuristi, che parlano di “un colpo alla libertà contrattuale e alla tutela dei clienti”.

Con l’emendamento Trevisi, il mercato delle telecomunicazioni, già concentrato in poche grandi società, rischia di diventare un oligopolio a mano libera, dove i rincari potranno essere giustificati da una semplice clausola contrattuale.

L’intervento sui call center, invece, viene letto come un favore alle lobby del telemarketing, che da anni chiedono meno vincoli per l’uso dei dati personali, nonostante le ripetute sanzioni del Garante della Privacy per pratiche scorrette.

Un governo lontano dai problemi reali

In un momento in cui le famiglie italiane fanno i conti con inflazione, caro-mutui e tagli ai servizi pubblici, la maggioranza sceglie di intervenire non per tutelare i cittadini, ma per agevolare i grandi operatori.
Un segnale politico preciso: mentre si riducono i fondi per sanità e welfare, si allenta la protezione dei consumatori e si garantisce più libertà alle aziende di aumentare i costi.

La misura — osservano diversi analisti — conferma la logica di un governo che “tutela i forti e scarica sui deboli” le conseguenze economiche delle proprie scelte.

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Rincari telefonici automatici, meno tutele per gli utenti, più potere ai call center.
Mentre il Paese attende risposte su salari, sanità e tasse, la maggioranza di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia porta avanti un disegno che, ancora una volta, favorisce pochi a scapito di molti.

Una misura che non solo indebolisce i diritti dei consumatori, ma racconta — come scrive Fanpage.it — la dura verità di questo governo: sempre più distante dagli italiani.

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