Libertà d’informazione sotto assedio: la denuncia di Floridia scuote la Rai e il governo – ultim’ora

La presidente della commissione di Vigilanza Rai lancia l’allarme: “Italia sempre più in basso, tre mesi alla procedura di infrazione”

Una denuncia netta, articolata e senza giri di parole quella lanciata da Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai. In un’intervista rilasciata a La Notizia, la parlamentare punta il dito contro il governo Meloni e contro l’inerzia che, a suo dire, sta contribuendo al progressivo declino della libertà di stampa in Italia. Un allarme che arriva proprio in coincidenza con la pubblicazione del nuovo rapporto di Reporter senza frontiere (RSF), che registra una nuova retrocessione dell’Italia nella classifica mondiale sulla libertà di informazione.

> “L’Italia scivola ancora”, afferma Floridia, “e perde posizioni in modo costante. Un degrado che viene ignorato, quando non addirittura alimentato, dal governo in carica”.

 

Il quadro descritto dalla senatrice è quello di un sistema informativo in crisi, bloccato da uno stallo politico che impedisce qualsiasi forma di riforma, mentre si moltiplicano i segnali d’allarme: dalle querele temerarie intentate da politici per intimidire i giornalisti, al caso eclatante delle intercettazioni e delle presunte attività di sorveglianza contro i cronisti di Fanpage. Un episodio, quest’ultimo, che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e acceso i riflettori sulle pressioni indebite nei confronti dell’informazione indipendente.

Floridia non risparmia critiche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni:

> “Meloni dice che la libertà di stampa è troppo importante per essere sminuita con la propaganda, ma nei fatti sta rendendo l’Italia il fanalino di coda dell’Europa”.

 

Il monito più grave riguarda la possibile apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea. Secondo Floridia, mancano solo tre mesi a questo scenario, mentre il Parlamento resta paralizzato: la commissione di Vigilanza Rai, organo di controllo fondamentale per il servizio pubblico, è – secondo la senatrice – “ostaggio della maggioranza”. Una situazione che, aggiunge, “continuerò a denunciare con forza finché non si arriverà ad una soluzione”.

Ma cosa si intende per “procedura di infrazione”? Si tratta di un meccanismo formale che la Commissione Europea può attivare nei confronti di uno Stato membro che non rispetti i trattati o determinate direttive europee. Nel caso specifico, l’infrazione potrebbe riguardare il mancato rispetto dei principi di pluralismo e libertà dell’informazione, pilastri dello Stato di diritto.

La denuncia di Floridia si inserisce in un clima sempre più teso tra le forze di maggioranza e opposizione sul ruolo e sull’indipendenza dell’informazione pubblica. La riforma della Rai, più volte annunciata, resta bloccata. La Vigilanza Rai non riesce a esercitare il proprio compito in maniera efficace. E intanto, l’Italia continua a perdere posizioni nelle classifiche internazionali.

Floridia conclude l’intervista con un impegno chiaro:

> “La battaglia per la libertà di stampa non è né di destra né di sinistra. È una battaglia democratica. E io non intendo arretrare”.

 

Nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, le parole della senatrice pongono una seria riflessione sulla direzione che l’Italia sta prendendo in tema di informazione, diritti e democrazia.

Leggi anche

La denuncia di Barbara Floridia arriva come un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. In un contesto europeo sempre più attento al rispetto dello Stato di diritto, il rischio che l’Italia finisca sotto procedura d’infrazione per il deterioramento del pluralismo informativo è tutt’altro che remoto. Mentre il governo continua a minimizzare, i segnali d’allarme si moltiplicano: intimidazioni, opacità, immobilismo istituzionale.
La libertà di stampa non è un tema marginale, ma il termometro dello stato di salute di una democrazia. E se oggi l’Italia arretra, lo fa non solo nelle classifiche, ma nella fiducia dei cittadini verso le istituzioni.
La vera domanda, ora, è se chi ha il potere di intervenire sarà disposto a farlo, prima che sia troppo tardi.

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini