Un intervento durissimo contro la maggioranza
Durante la discussione in Aula al Senato sul cosiddetto Decreto Sicurezza, il senatore del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri ha pronunciato un discorso particolarmente duro e articolato contro l’operato del governo guidato da Giorgia Meloni. L’intervento, che ha riscosso attenzione e reazioni anche fuori dall’emiciclo, ha avuto al centro una tesi ben precisa: il decreto rappresenta l’ennesimo esempio di propaganda, messo in campo per coprire un lungo elenco di fallimenti sulle promesse elettorali in materia di sicurezza, migrazione e ordine pubblico.
“Vantarsi dell’aumento di pena per l’accattonaggio è indegno”
Licheri ha aperto il suo intervento con un passaggio che ha fatto subito discutere:
> “Questa maggioranza è arrivata a rivendicare con orgoglio l’aumento delle pene per il reato di accattonaggio. Ma si può sentire una frase di questo genere? No.”
Una frase che suona come un atto d’accusa non solo contro il merito del provvedimento, ma contro il modo in cui il governo sceglie di presentarlo all’opinione pubblica. Per il senatore pentastellato, l’enfasi posta su provvedimenti marginali o simbolici è indice di una più ampia strategia di distrazione: si cerca di creare nuovi slogan per distogliere l’attenzione da dati e risultati che non arrivano.
Il nodo migranti: “Avete promesso di fermarli, ne sono arrivati 235mila”
Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato il tema dell’immigrazione, da sempre al centro della narrativa della destra. Licheri ha ricordato come uno dei cavalli di battaglia della coalizione fosse il blocco degli sbarchi, ma la realtà — secondo lui — dice altro:
> “Quando vieni eletto per tenere fuori i migranti e, da quando sei andato al Governo, ne sono entrati 235.000, hai un problema.”
Il riferimento è al flusso continuo di arrivi irregolari, che nonostante i proclami e le misure annunciate — tra tutte il contestatissimo accordo con l’Albania per i centri di trattenimento — non ha subito la frenata promessa.
Il flop dei centri in Albania e il caso del trafficante “riaccompagnato”
Il senatore M5S ha poi attaccato duramente due dei provvedimenti bandiera dell’esecutivo:
I centri in Albania, realizzati con fondi pubblici e mai pienamente operativi, vengono definiti da Licheri come “vuoti” e costosi simboli di un fallimento strategico.
Il caso recente del presunto trafficante di esseri umani arrestato e poi riportato in patria con un volo di Stato, dopo che si è scoperto trattarsi di una persona estranea ai fatti contestati. Licheri ironizza:
> “Te ne capita uno tra le mani e ti tocca metterlo nell’aereo di Stato e riportarlo a casa con le scuse del Governo. Hai un problema.”
Crescono furti e rapine: “Altro che sicurezza, avete fallito”
Nel cuore del discorso di Licheri anche il tema della criminalità interna. Secondo i dati citati — e non smentiti in Aula — dopo quasi tre anni di governo della destra i reati come furti e rapine sarebbero in aumento. Anche le baby gang, denuncia il senatore, starebbero crescendo in pericolosità e diffusione:
> “Le baby gang taglieggiano interi quartieri. Vuol dire che sulla sicurezza avete fallito.”
Per Licheri, il DL Sicurezza non affronta questi problemi reali, ma si limita a rincorrere facili consensi con misure ad effetto.
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La chiusura: “Falliti su tutta la linea, ora siete pericolosi”
Il giudizio finale del senatore è netto e tagliente:
> “Vi sono naufragate tutte le promesse elettorali, per questo state diventando pericolosi.”
Un attacco che va oltre la critica puntuale e si trasforma in un avvertimento politico: secondo il M5S, il governo Meloni starebbe cercando di compensare con l’inasprimento delle pene e la retorica securitaria un quadro generale di fallimenti e inefficacia.
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VIDEO: Un discorso che agita la politica
L’intervento di Licheri ha già generato reazioni nel mondo politico. Fonti di maggioranza parlano di “strumentalizzazione” e “ipocrisia” da parte dei Cinque Stelle, ma non hanno ancora risposto punto per punto alle accuse. Nel frattempo, l’opposizione compatta rilancia: sul tema della sicurezza, la propaganda del governo Meloni sta mostrando sempre più crepe.
Il Decreto Sicurezza, intanto, prosegue il suo iter parlamentare. Ma il confronto politico è appena iniziato.
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