Licheri infamma lo studio davanti a Parenzo. Ecco cosa denuncia in trasmissione – IL VIDEO SHOCK

È un Ettore Licheri senza freni quello che si presenta a L’Aria che Tira, talk di La7, dove in pochi minuti mette all’angolo governo, opposizione atlantista e giornalisti filo-sistema con una raffica di argomentazioni serrate e un’analisi politica che non fa sconti. Il senatore del Movimento 5 Stelle, uno dei più lucidi interpreti della linea pacifista del partito, smonta pezzo per pezzo la narrazione sul riarmo, la corsa agli investimenti militari e l’idea – cara a Giorgia Meloni – di un’Italia capofila del potere bellico europeo.

Il tema è quello del giorno: Meloni annuncia 10 miliardi di investimenti nella difesa entro i prossimi mesi, in un contesto già segnato da tagli alla sanità, crollo dei consumi e un PIL in affanno. Licheri attacca senza giri di parole: “Il Paese reale non è quello dei proclami, ma quello dove gli italiani risparmiano anche sulla spesa. E invece questo governo pensa di stanziare miliardi per le armi”.

Conte sì, Meloni no: la differenza nei numeri (e nella visione)

Licheri comincia con una premessa chiara: “Quando governava Giuseppe Conte, l’Italia ha rispettato il patto atlantico firmato anni prima da Renzi, ma con scelte proporzionate e responsabili. Il nostro governo ha messo 3 miliardi in tre anni nella difesa. Oggi Giorgia Meloni ne vuole mettere 10 in pochi mesi”.

Poi l’affondo politico: “Questa non è una politica di sicurezza. Questa è una corsa cieca al riarmo, mentre milioni di famiglie non riescono ad arrivare a fine mese. Il PIL era all’1,4% sotto Conte, oggi non regge nemmeno le previsioni minime. Ma loro si preparano a spendere come se fossimo una superpotenza”.

“Altro che potenza militare: qui si distrugge il sogno europeo”

Nel mirino del senatore grillino c’è la logica della frammentazione militare, che l’Italia starebbe seguendo in scia agli Stati Uniti, ma senza una visione europea condivisa. “Meloni ieri ha detto che investirà 600 miliardi per fare dell’Italia la prima potenza militare europea. Ma così non si fa l’Europa, si fa il gioco dei tedeschi, che hanno l’industria, e di chi vuole un’Europa armata ma divisa”.

Per Licheri, la vera alternativa passa da una difesa comune e integrata: “Se solo mettessimo insieme i 27 eserciti europei, saremmo già il primo esercito al mondo. Ma serve una cabina di regia, un coordinamento, una casa comune, non una corsa all’armamento selvaggio, dove ciascun Paese si arma come gli pare. Così si distrugge il sogno dell’Unione Europea”.

La denuncia: “La NATO esiste, ma la linea americana è cambiata”

Il senatore M5S tocca anche un nervo scoperto: il ruolo della NATO e degli Stati Uniti. “La NATO esiste, certo. Ma la linea americana è cambiata. Gli USA stanno spostando il baricentro. E noi, invece di ragionare con la nostra testa, ci stiamo legando mani e piedi a una visione di guerra permanente”.

È qui che il discorso di Licheri si fa più ampio, più profondo. Non è solo una questione di bilancio, ma di scelta strategica per il futuro dell’Italia e dell’Europa. “Cosa lasciamo ai nostri figli? Un continente pacificato e sovrano, o un campo di battaglia armato fino ai denti, dipendente da Washington e incapace di parlare con una sola voce?”.

Licheri e il M5S: la linea della pace, contro tutti

Il Movimento 5 Stelle si conferma così l’unica forza politica che si oppone con coerenza alla corsa al riarmo, alla logica bellicista e all’adeguamento passivo agli interessi delle potenze straniere. Nessun altro partito, in Aula o in TV, ha il coraggio di dire con chiarezza ciò che Licheri ribadisce in pochi minuti: “Così non si fa la sicurezza. Così si fa la guerra”.

Una posizione scomoda, forse impopolare nei salotti che contano, ma sempre più vicina al sentire di milioni di italiani che ogni giorno assistono al deterioramento della qualità della vita mentre si moltiplicano le spese per missili, radar e portaerei.

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Conclusione: serve un’altra strada, serve il coraggio della verità

Con il suo intervento, Licheri non si limita a criticare: propone una visione diversa di Europa, di Italia, di futuro. Un continente che investa in cooperazione, sanità, ricerca, scuola, e non in armi e conflitti. Un’Italia che non tradisca la sua vocazione costituzionale pacifista, ma torni ad essere ponte di dialogo nel Mediterraneo e nel mondo.

“Invece di costruire fabbriche di bombe, torniamo a costruire il sogno europeo”, conclude Licheri. Una frase che, in un tempo di retorica bellica e silenzi compiacenti, suona come un colpo di verità in diretta televisiva.
VIDEO:

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