Norvegia, Grecia, Turchia. Destinazioni da sogno, navi da crociera extralusso, itinerari di otto giorni all’insegna del relax. A bordo? Non solo consulenti del lavoro, ma anche alti dirigenti del Ministero del Lavoro, “ospiti” di seminari formativi che di formativo avevano ben poco. A rivelarlo è un’approfondita inchiesta de il Fatto Quotidiano, che fa luce su un sistema consolidato di favori, promozioni e vacanze spesate – oggi al centro di un caso politico che coinvolge direttamente la ministra Marina Calderone.
Vacanze a spese dell’Ordine, ospiti “istituzionali” e relazioni pericolose
Tra il 2011 e il 2019, l’Ordine dei consulenti del lavoro – all’epoca guidato da Marina Calderone – organizzò numerose crociere di lusso a bordo di navi come la Costa Luminosa, la Costa Atlantica o il battello fluviale Serenade I, dotato di spa e massaggi. Ufficialmente si trattava di “simposi formativi”, con qualche ora di aggiornamento professionale spalmata su otto giorni. Di fatto, erano vacanze da oltre 1.500 euro a testa, pagate dai membri dell’Ordine, che offrivano soggiorni gratuiti a dirigenti pubblici e ai loro coniugi.
Tra gli “ospiti”, figurano nomi di rilievo come Paolo Pennesi, all’epoca capo degli ispettori del lavoro, e Concetta Ferrari, poi diventata segretaria generale del Ministero. Nessuno dei due ha fornito chiarimenti. Anche l’attuale gestione dell’Ordine – oggi presieduto dal marito della ministra, Rosario De Luca – non ha commentato.
Promozioni e incarichi dopo le crociere
Il legame tra Calderone e i funzionari coinvolti non si è interrotto con la fine delle crociere. Anzi, si è rinsaldato nel tempo. Pennesi è stato nominato dalla stessa Calderone direttore generale dell’Ordine nel 2019 e, una volta che lei è diventata ministra, è stato promosso a capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel 2022, con un aumento salariale di oltre 30 mila euro l’anno. Un incarico ottenuto poco prima della pensione, che ha garantito anche un trattamento di fine servizio più favorevole.
Concetta Ferrari, invece, è finita a processo con l’accusa di corruzione per aver favorito il sindacato Cisal in cambio di vantaggi personali: l’assunzione del figlio, regali, soggiorni gratuiti. Eppure, ha mantenuto il proprio incarico fino alla pensione ed è stata successivamente riassunta come consulente “esperta” dal Ministero stesso, che ha evitato di costituirsi parte civile nel processo.
La zona grigia tra controllori e controllati
Il caso solleva interrogativi profondi sul rapporto tra amministrazione pubblica e ordini professionali. Il codice di condotta dei dipendenti pubblici vieta espressamente di accettare regali o benefici superiori a 150 euro. Eppure, dirigenti ministeriali hanno viaggiato a bordo di crociere pagate da chi, teoricamente, dovrebbero controllare.
Non solo: anche in tempi recenti, Pennesi ha scelto di presentare i dati dell’attività ispettiva non nella sede dell’INL o del Ministero, ma direttamente in eventi ospitati dall’Ordine dei consulenti, a Roma e Verona. Un segnale evidente di come i confini tra controllore e controllato si siano fatti sempre più sfumati.
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Nessuna smentita, solo silenzi
A fronte delle rivelazioni del Fatto Quotidiano, nessuno dei protagonisti ha voluto smentire, giustificare o chiarire. Né Pennesi, né Ferrari, né l’Ordine dei consulenti. Anche il Ministero, guidato da Marina Calderone, ha preferito il silenzio. Un silenzio che pesa, in un contesto in cui la trasparenza e la credibilità delle istituzioni dovrebbero essere al primo posto.
Per ora, resta il sospetto di un sistema che premia la fedeltà più della competenza, e l’amicizia più della legalità. Un sistema che – tra promozioni e privilegi – ha trasformato le crociere in strumenti di potere. E le vacanze, in valuta politica.



















