Luca Sommi tira i dati fuori e asfalta Matteo Salvini sul Ponte sullo Stretto – VIDEO EPICO

Tempi di viaggio da terzo mondo

In Sicilia viaggiare in treno è un’odissea. Per percorrere il tragitto Trapani–Palermo, poco più di 100 chilometri in linea d’aria, l’app di Trenitalia propone soluzioni che sfiorano l’assurdo: 9 ore e 16 minuti la prima, 8 ore e 49 la seconda, 10 ore e 17 la terza. Tempi che rendono impossibile parlare di modernità o competitività e che pesano ogni giorno sulla vita dei cittadini.

L’affondo di Sommi a Tango

Da questi dati parte l’intervento di Luca Sommi, ospite della trasmissione Tango condotta da Luisella Costamagna.

“In un Paese normale – ha osservato – si mettono risorse per velocizzare i treni. In Sicilia invece si impiegano ore per collegare due città vicine e il governo Meloni pensa a un ponte da 13 miliardi. È come comprare una fuoriserie quando non hai ancora tavolo e divano in casa”.

Parole che hanno colpito nel segno: prima ancora di collegare la Sicilia al resto d’Italia, manca un sistema di trasporti efficiente dentro l’isola.

Un progetto miliardario

Il Ponte sullo Stretto è stato rilanciato dal governo come “l’opera del secolo”: 13,5 miliardi di euro di investimento, campata unica di oltre 3 chilometri, torri alte 399 metri, corsie per auto e binari ferroviari. L’apertura dei cantieri è prevista entro il 2025 e la fine lavori nel 2033. Salvini lo descrive come il simbolo della rinascita del Sud, capace di creare migliaia di posti di lavoro e attrarre investimenti.

La contraddizione denunciata

Per Sommi e molti critici, però, il Ponte è soprattutto una scelta politica e propagandistica. A fronte di miliardi spesi per un collegamento spettacolare, i cittadini siciliani continueranno a spostarsi con treni lenti, linee obsolete e tempi biblici. Ospedali, scuole e infrastrutture essenziali restano senza fondi, mentre l’attenzione del governo si concentra su un’opera faraonica.

Un simbolo che divide

Il Ponte sullo Stretto è da sempre divisivo: da un lato chi lo vede come occasione storica, dall’altro chi lo considera una cattedrale nel deserto. L’intervento di Sommi a Tango ha riportato il dibattito con i piedi per terra: prima di pensare a un record mondiale di ingegneria, occorrerebbe garantire ai siciliani tempi di viaggio degni del XXI secolo.

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L’analisi di Sommi smaschera la contraddizione più evidente: mentre i siciliani affrontano ogni giorno viaggi interminabili degni del secolo scorso, il governo Meloni e Salvini celebrano il Ponte sullo Stretto come simbolo di modernità. La realtà è che senza un sistema ferroviario e infrastrutturale efficiente nell’isola, l’opera rischia di trasformarsi in un monumento alla propaganda più che al progresso. Prima della “fuoriserie”, servono strade e treni che funzionino: solo così la Sicilia potrà davvero sentirsi parte di un’Italia moderna.

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