22 giugno 2025 – Un intervento durissimo, appassionato, pieno di indignazione. Luca Sommi, giornalista e conduttore di Accordi & Disaccordi su Nove, rompe il silenzio sull’attacco congiunto di Donald Trump e Benjamin Netanyahu contro l’Iran e lo fa con parole che colpiscono dritte al cuore del dibattito internazionale. In un video diffuso sui suoi canali social, Sommi denuncia “l’ennesima violazione del diritto internazionale”, solleva interrogativi scomodi e accusa apertamente il primo ministro israeliano di crimini contro l’umanità: “È Netanyahu il criminale. È lui che bombarda l’Iran. Ma allora, chi è davvero l’aggressore e chi è l’aggredito?”.
“Nessuna bomba atomica in Iran, lo dice l’Agenzia internazionale”
Sommi parte da un punto cruciale, spesso ignorato nel discorso pubblico: le presunte armi nucleari dell’Iran. “All’Iran – dice – non è stata attribuita la bomba atomica. Non è nemmeno in prossimità di averla. Ce lo dice l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, non qualche organizzazione di parte. E allora? Perché è stato attaccato?”.
È una domanda semplice, ma devastante. Perché scatenare un’offensiva militare, con potenziali conseguenze su scala globale, se non esiste un’evidenza concreta di una minaccia imminente? Per Sommi, la risposta sta nella politica del terrore e nella retorica della forza, incarnate da due leader “che hanno fatto della guerra un’arma di consenso”.
L’ombra lunga di Gaza
Ma non è solo l’Iran a occupare il cuore dell’intervento di Sommi. Il giornalista torna a parlare di Gaza, dove – denuncia – si consuma ogni giorno una tragedia umanitaria di proporzioni colossali. “A Gaza – racconta – migliaia di persone sono ammassate in luoghi dove si distribuiscono quei pochi aiuti umanitari. Bambine, donne, uomini si mettono in fila per una bottiglia d’acqua, per un pezzo di pane. E lì vengono fucilati. Fucilati”.
Sommi non usa mezzi termini. Le sue parole evocano uno scenario di disperazione totale, dove il bisogno vitale di sopravvivere si trasforma in condanna a morte. “È questo ciò che difendete? È questo il modello occidentale che volete esportare? La morte in diretta, l’esecuzione dei civili per fame?”.
“Chi è l’aggressore, chi è l’aggredito?”
Il cuore del discorso di Sommi ruota intorno a una domanda che ribalta la narrazione dominante: chi è che sta aggredendo, e chi invece è sotto attacco? “È Netanyahu che bombarda l’Iran. È Israele che continua a martoriare Gaza. È Trump che sceglie la guerra preventiva. Ma i nostri media, la nostra politica, la nostra opinione pubblica, continuano a difendere l’indifendibile. Come se fosse normale”.
Un’accusa che coinvolge anche i governi europei, incapaci – secondo il giornalista – di alzare la voce contro l’escalation militare. “L’Unione Europea balbetta, l’Italia tace, Meloni – come dice Conte – mette la testa sotto la sabbia. Ma la realtà urla. E urla sangue, ingiustizia, violenza. E noi? Stiamo a guardare”.
Un racconto controcorrente
Nel video, Sommi si dichiara apertamente parte in causa. “Racconto tutto quello che penso, quello che vedo. Racconto Gaza e l’Iran. Non ho la verità in tasca, ma non posso più fare finta di niente. Non possiamo più nasconderci dietro i comunicati ufficiali, le versioni edulcorate, le veline della diplomazia. Ci sono dei bambini che muoiono per un sorso d’acqua. E noi abbiamo il dovere di dirlo”.
Il giornalista si appella infine alla coscienza di chi ascolta, alla responsabilità collettiva di rompere il silenzio. “Quello che sta accadendo oggi – conclude – segnerà il futuro di tutti noi. O stiamo dalla parte dell’umanità, o siamo complici dell’orrore”.
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Conclusione e VIDEO
L’intervento di Luca Sommi si inserisce in un clima politico e mediatico fortemente polarizzato. Mentre parte della politica – come Giuseppe Conte – condanna senza esitazioni la linea aggressiva di Trump e Netanyahu, altri preferiscono il silenzio o la diplomazia delle mezze parole. Ma le immagini che arrivano dal Medio Oriente, e le parole di chi ancora ha il coraggio di raccontare, pongono tutti di fronte a una scelta chiara: restare indifferenti, o alzare la voce. Sommi ha scelto.
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