Luca Sommi torna in TV e si fa valere in diretta. Tutta la verità sul caso Almasri – Nordio Meloni – VIDEO

Il giornalista attacca l’esecutivo: “Gestione dilettantesca, Nordio scavalcato dalla sua capo di gabinetto. La procedura era dovuta, ma hanno trasformato tutto in uno scontro politico”

Il caso Almasri continua a scatenare polemiche e a dividere il dibattito politico e mediatico. Dopo giorni di accuse incrociate, è arrivata la durissima analisi di Luca Sommi, giornalista e conduttore di Accordi & Disaccordi, che durante un intervento su La7 ha puntato il dito contro il governo, accusandolo di aver gestito la vicenda in modo “improvvisato” e “dilettantesco”, trasformando un atto dovuto della magistratura in un pretesto per un attacco politico.

Il contesto: chi è Almasri e cosa è accaduto

Almasri è un ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Arrestato in Italia, è stato poi rilasciato e rimpatriato con un aereo di Stato. La gestione dell’operazione ha suscitato aspre critiche, soprattutto per il ruolo del Ministero della Giustizia e per le successive dichiarazioni di esponenti del governo, che hanno attribuito la responsabilità ai magistrati.

Secondo Sommi, questa ricostruzione “scarica la colpa su chi ha semplicemente seguito la legge”, ignorando che l’apertura di un fascicolo e l’indagine da parte del Tribunale dei Ministri erano obbligatorie per legge.

Sommi: “Colpa ai magistrati? Incredibile”

Nel suo intervento, il giornalista ha ricostruito il filo della vicenda:

> “Bene, la colpa di chi è? È dei magistrati, la colpa è dei PM che hanno aperto un fascicolo obbligatoriamente e la colpa è anche del Tribunale dei Ministri che ha obbligatoriamente indagato e obbligatoriamente richiesto l’autorizzazione. Hanno fatto il loro lavoro, la procedura era dovuta.”

 

Con ironia amara, Sommi ha aggiunto:

> “A questo punto la colpa è del portiere di notte dell’albergo che ha registrato il nome.”

 

Nordio scavalcato, dilettantismo al governo

Uno dei passaggi più duri è arrivato quando Sommi ha ipotizzato che il ministro della Giustizia Carlo Nordio sia stato “scavalcato” dalla sua capo di gabinetto, Giuseppe Bartolozzi:

> “Siamo nella peggiore delle ipotesi: un ministro scavalcato. E allora non c’è uno scontro tra politica e magistratura, ma un braccio di ferro tra la testa e la magistratura.”

 

Il giornalista ha poi accusato l’esecutivo di “improvvisazione” e “mancanza di competenza”, definendo la gestione dell’affaire Almasri “da dilettanti allo sbaraglio”.

Procedura legittima, polemica costruita

Sommi ha sottolineato come l’iter seguito dai magistrati fosse “una procedura obbligatoria”, priva di connotazioni politiche, ma che il governo ha strumentalizzato per attaccare la magistratura, alimentando lo scontro istituzionale.

Ha inoltre ricordato che casi analoghi, in passato, sono stati trattati in maniera meno conflittuale, mentre questa volta “si è scelto di costruire un caso politico”.

Richiamo alla crisi internazionale

Nella parte finale del suo intervento, Sommi ha allargato lo sguardo alla situazione in Medio Oriente, ricordando “i mesi di guerra e di bombardamenti” che stanno colpendo la popolazione civile:

> “Mentre si perde tempo in queste polemiche interne, c’è una popolazione stremata, bambini morti, fame, sete, ospedali distrutti. E noi ci perdiamo dietro uno scaricabarile politico.”

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Una critica che alimenta il dibattito

Le parole di Sommi arrivano in un momento di alta tensione tra governo e magistratura, con la vicenda Almasri che è diventata terreno di scontro politico e mediatico. L’intervento del giornalista rilancia il tema della competenza istituzionale e del rispetto delle procedure, accusando l’esecutivo di aver preferito la propaganda alla gestione responsabile di un caso delicatissimo.

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