Luca Telese epico, sforna un attacco al Governo e al Caos in terno davanti a Gasparri – IL VIDEO

Il dibattito interno al governo Meloni si è trasformato in un vero e proprio caos politico. Al centro della polemica c’è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, messo nel mirino non solo dall’opposizione, ma da una parte consistente della stessa maggioranza. A svelare le contraddizioni di questa vicenda è stato Luca Telese, intervenuto a L’Aria che Tira su La7, dove ha ricordato che perfino i quotidiani del centrodestra stanno prendendo le distanze dal ministro.

Il titolo che pesa come un macigno

Telese ha citato un fatto che non può passare inosservato: il titolo “Il ministro scricchiola” non è uscito da un giornale progressista o di opposizione, ma da Il Giornale, storica testata vicina al centrodestra. Un segnale inequivocabile che la crisi non è costruita dall’opposizione, ma è interna alla maggioranza stessa. “Quel titolo – ha detto Telese – non viene da un cattivo dell’opposizione, ma da un organo della stessa area politica di governo”.
Un’ammissione pesante che smonta la narrativa ufficiale secondo cui le difficoltà di Schillaci sarebbero solo il frutto di attacchi esterni.

Vaccini, una guerra finita che la politica non vuole archiviare

Ma la rivelazione di Telese non si è fermata alla questione giornalistica. Il direttore de Il Centro ha denunciato il paradosso di un Paese che, a distanza di cinque anni dalla fase più drammatica della pandemia, discute ancora di commissioni e organismi legati ai vaccini. “È una cosa da matti – ha tuonato – sono passati cinque anni, la guerra è finita. È folle che ci sia ancora chi pretende di mettere in discussione decisioni già prese dalla scienza e dalla comunità internazionale”.

L’ombra dei no vax dentro le istituzioni

Il punto più controverso, secondo Telese, riguarda la presenza di esponenti no vax dentro le commissioni che dovrebbero occuparsi proprio di vaccini e sanità. “È una follia – ha spiegato – l’idea che nell’organismo che decide sui vaccini ci siano i no vax. È come se nel comitato che studia il sistema solare si ammettesse qualcuno che sostiene che la Terra è piatta. Una contraddizione insanabile”.
Questa frase ha colpito al cuore il dibattito politico, perché mette in luce la resa della politica a logiche di convenienza elettorale e di appeasement con le frange più radicali.

La spaccatura nella maggioranza

Il caso Schillaci ha fatto emergere una spaccatura sempre più evidente nella coalizione di governo. Da una parte c’è chi, come Licia Ronzulli e Maurizio Gasparri, spinge per difendere il ministro e ridurre la portata delle critiche, dall’altra chi non nasconde più il disagio. Telese ha sottolineato come questa contraddizione rischi di indebolire l’intera maggioranza: non è l’opposizione a incrinare la fiducia nel ministro, ma lo stesso mondo che dovrebbe sostenerlo.

Una crisi che Meloni non può ignorare

Il premier Giorgia Meloni, di fronte a queste tensioni, non potrà limitarsi a chiudere gli occhi. La vicenda dei vaccini rischia di trasformarsi in un boomerang politico, riportando al centro del dibattito un tema che la maggior parte degli italiani considera archiviato. Per Telese, il problema è proprio questo: “Non si dovrebbe discutere ancora adesso della commissione sui vaccini. È una guerra finita, ma la politica continua a tenerla in vita per calcoli e paure interne”.

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la politica ostaggio della propaganda

La rivelazione di Luca Telese a L’Aria che Tira dimostra che la crisi non è solo di un ministro, ma dell’intero governo. Quando perfino la stampa di area ammette che il “ministro scricchiola”, significa che il consenso è fragile e il nervosismo palpabile.
E la scelta di includere posizioni no vax in un organismo scientifico non appare come un segno di pluralismo, ma come l’ennesima prova che la politica italiana è ostaggio della propaganda, pronta a sacrificare la verità scientifica per mantenere in piedi equilibri di partito. 

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