L’uscita shock di Tajani sul Ponte, Conte lo affossa senza se, senza ma… – Il VIDEO Assurdo

Il dibattito sul Ponte sullo Stretto torna a infiammare la scena politica, e questa volta al centro delle polemiche ci sono le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Le sue parole — secondo cui il Ponte non sarebbe solo un’infrastruttura strategica per trasporti ed economia, ma addirittura utile per eventuali evacuazioni in caso di attacco dal sud, nell’ambito della sicurezza NATO — hanno suscitato reazioni immediate e indignate da parte dell’opposizione.

Il nuovo argomento del governo: il Ponte come piano di difesa militare

Durante un intervento pubblico, Tajani ha spiegato la sua visione “ampia” della sicurezza nazionale, arrivando a collegare il Ponte sullo Stretto al tema della difesa e dell’eventuale evacuazione civile in caso di scenari bellici.

“Le infrastrutture sono fondamentali per garantire la sicurezza… anche per l’evacuazione, in caso di attacco da sud. Esiste anche il fianco sud della NATO”, ha dichiarato il ministro, ribadendo che, secondo lui, utilizzare fondi europei per la sicurezza in questo progetto avrebbe senso.

Una linea argomentativa nuova, che va ben oltre la narrativa già usata negli anni: logistica, economia, progresso ingegneristico e attrazione internazionale. Ora, secondo Tajani, il Ponte diventa anche baluardo strategico contro ipotetici — e mai meglio definiti — nemici provenienti dal Mediterraneo.

Conte: “Una giustificazione sempre più surreale”

La risposta più dura arriva dal presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che sui social ha definito l’uscita di Tajani l’ennesimo tentativo disperato di dare senso a un progetto definito “fallimentare”.

“Non sanno più cosa inventare per giustificare oltre 13 miliardi bloccati su progetti bocciati”, attacca Conte.
“Se c’è qualcosa da evacuare, è la Sicilia dalla malagestione del centrodestra: infrastrutture colabrodo, liste d’attesa infinite, appalti della sanità sotto indagine.”

Per l’ex premier, l’argomento militare non solo non sta in piedi, ma rappresenta un classico caso di propaganda che scivola nel grottesco.

“Quarta legge di bilancio, cittadini sempre più poveri”

Nel frattempo Conte, durante un evento elettorale a Manduria, è tornato anche sui temi economici nazionali, accusando il governo di aver fallito su tutta la linea.

“Siamo alla quarta legge di bilancio, e i cittadini sono sempre più poveri”, ha dichiarato.
“Abbiamo 6 milioni di persone che lavorano e non arrivano a fine mese. Sei milioni che rinunciano a cure mediche. Questo governo ha costruito la guerra degli ultimi contro i penultimi.”

Conte denuncia un quadro di povertà crescente, potere d’acquisto eroso, sanità in sofferenza e benefici concentrati soprattutto su banche e grandi gruppi.

La politica del Ponte: simbolo o priorità?

Le parole di Tajani riaprono un interrogativo ricorrente:
Il Ponte sullo Stretto è davvero una priorità concreta o resta, come sostengono critici e opposizioni, un simbolo identitario e propagandistico?

Tra ipotesi militari, costi crescenti, mancate coperture e progettazione contestata, l’infrastruttura continua a essere al centro di una narrazione oscillante tra visione strategica e fantapolitica infrastrutturale.

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Mentre il governo cerca nuovi argomenti per sostenere un’opera dal percorso politico incerto, l’opposizione alza il tono, vedendo nella retorica governativa sul Ponte non solo un’evidente forzatura, ma una metafora perfetta del clima attuale: grandi annunci, poche soluzioni reali e un Paese che continua ad arretrare su salari, servizi e diritti.

Uno scontro destinato a continuare — con o senza ponte.

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