Lutto shock nel giornalismo italiano – Se ne va la grande firma – Ecco chi piange il Paese…

Il giornalismo marchigiano perde una delle sue figure più riconoscibili e longeve. Nicola Di Francesco si è spento a Cingoli, dove era ricoverato, all’età di 86 anni. Per decenni è stato un riferimento dell’informazione nella zona di Jesi e della Vallesina, non soltanto come cronista, ma anche come dirigente radiofonico, promotore culturale e uomo delle istituzioni professionali della categoria.

La notizia della scomparsa si è diffusa rapidamente tra redazioni, ambienti sportivi e realtà civiche del territorio, dove Di Francesco era conosciuto come una voce autorevole, capace di raccontare la vita pubblica con continuità e con uno stile diretto, legato ai fatti e alle persone.

Una carriera di territorio: cronaca, politica, sport e vita sociale raccontati per anni

Per lunghi anni Di Francesco è stato corrispondente da Jesi del Corriere Adriatico, seguendo da vicino la cronaca quotidiana e i passaggi cruciali della vita amministrativa e politica locale. Il suo lavoro non si limitava alla notizia in sé: era un racconto costante del territorio, fatto di eventi pubblici, trasformazioni sociali, appuntamenti istituzionali, oltre alla dimensione sportiva che, in città come Jesi, è parte integrante dell’identità collettiva.

Parallelamente all’impegno giornalistico, ha portato avanti anche la propria attività professionale presso la Cassa di Risparmio di Jesi, un elemento che racconta una stagione del giornalismo locale in cui la passione per l’informazione conviveva spesso con percorsi lavorativi “doppi”, sostenuti da una dedizione che oggi appare quasi irripetibile.

Nel suo percorso figurano inoltre collaborazioni con “Jesi e la sua Valle” e con Tv Centro Marche, emittente per la quale contribuì anche nella fase di avvio, partecipando di fatto alla costruzione di un presidio televisivo locale quando il sistema delle tv territoriali stava ancora cercando la propria struttura.

Le radio private e l’informazione di prossimità: la stagione di Radio Galassia e Prima Radio

Un capitolo importante della sua vita professionale è legato allo sviluppo delle radio private tra anni Settanta e Ottanta, quando l’informazione locale trovò nuovi strumenti e nuove velocità. In quel contesto, Di Francesco assunse la direzione di Radio Galassia a Marina di Montemarciano e successivamente di Prima Radio a Jesi.

È un passaggio che pesa non solo come “incarico”, ma come idea di giornalismo: la radio locale, in quegli anni, era un punto di contatto immediato con i cittadini, una forma di presenza quotidiana che contribuiva a costruire comunità. Di Francesco fu tra coloro che interpretarono quell’esperienza non come semplice intrattenimento, ma come servizio informativo e strumento di racconto civico.

La passione sportiva e “Jesi Sport”: un foglio diventato rito da stadio

Accanto alla cronaca e alla politica, Di Francesco aveva una passione autentica per lo sport. Fu fondatore di “Jesi Sport”, un foglio distribuito gratuitamente allo stadio cittadino durante le partite casalinghe della Jesina. Per anni è stato un punto di riferimento per tifosi e appassionati, un appuntamento riconoscibile, quasi rituale.

Quel progetto racconta bene un tratto del suo modo di fare informazione: stare “dentro” la comunità, conoscerne linguaggi e luoghi, dare voce a un pezzo di città che si ritrova la domenica sugli spalti e vive lo sport come appartenenza.

Il Premio Vallesina e l’impegno culturale: valorizzare chi porta lontano il nome del territorio

Tra le iniziative ideate da Di Francesco spicca il Premio Vallesina, nato per valorizzare personalità e realtà del territorio distintesi in vari ambiti. Nel tempo, ne fu segretario e poi consulente, contribuendo a farne uno strumento di riconoscimento e identità.

A ricordarlo è stato anche il sindaco di Monsano Roberto Campelli, già presidente del Premio, sottolineando l’idea originaria: celebrare figure capaci di raggiungere traguardi importanti anche fuori dai confini locali, ma restando legate alle radici. È un punto chiave: Di Francesco non intendeva la cultura come vetrina, bensì come memoria attiva di un territorio che produce competenze, storie e successi.

Il ruolo nell’Ordine dei Giornalisti delle Marche: una vita anche “di servizio” alla professione

Di Francesco è stato molto attivo anche nelle istituzioni della categoria. Entrò nel primo Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche il 28 giugno 1986, ricoprendo a lungo il ruolo di tesoriere e, dal 2010, quello di vicepresidente.

In questo impegno emerge un’altra dimensione della sua figura: non solo cronista, ma anche punto di equilibrio e riferimento organizzativo, impegnato nella costruzione di una comunità professionale. Fu inoltre promotore della Fondazione dei Giornalisti Marchigiani e autore di volumi celebrativi dedicati alla storia dell’Ordine, segno di un’attenzione costante alla memoria della professione e alla sua dignità pubblica.

L’ultimo saluto: la famiglia e i funerali

Nicola Di Francesco lascia la moglie Paola e i figli Giovanni e Cecilia. I funerali saranno officiati lunedì 23 febbraio alle ore 15, nella chiesa di San Massimiliano Kolbe.

Il cordoglio che si è subito diffuso in queste ore non riguarda soltanto la perdita di un giornalista: riguarda la scomparsa di un uomo che, per decenni, ha rappresentato un modo di essere “presidio” del territorio, con la discrezione di chi racconta e con la costanza di chi non smette di partecipare alla vita pubblica.

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L’eredità di una figura “storica”: quando il giornalismo locale è comunità

La storia di Nicola Di Francesco riassume una stagione in cui il giornalismo locale non era periferia, ma centro: perché nei territori si formano le classi dirigenti, si misurano i problemi reali, si costruiscono legami sociali. Di Francesco ha attraversato quel tempo con ruoli diversi, sempre con lo stesso filo conduttore: raccontare, collegare, dare riconoscimento, lasciare traccia.

E oggi, nel giorno del lutto, resta l’immagine di una “firma storica” non come etichetta celebrativa, ma come definizione concreta: una persona che ha saputo tenere insieme informazione, comunità, passione e servizio.

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