La politica pugliese saluta uno dei suoi protagonisti più riconoscibili a livello territoriale. È morto a 87 anni Francesco “Cecchino” Damone, figura radicata nella vita amministrativa della Capitanata e, per un decennio, anche nelle istituzioni regionali. La notizia, diffusa dal Tgr Puglia, ha suscitato messaggi di cordoglio e ricordi trasversali, a partire da quello del presidente uscente della Regione, Michele Emiliano, che in una nota ha voluto sottolineare il legame personale e politico con Damone.
Una vita tra Regione e Comune: dieci anni in Consiglio regionale
Damone è stato consigliere regionale della Puglia dal 2005 al 2015, eletto con “La Puglia Prima di Tutto”, formazione di cui è stato anche capogruppo. Il suo percorso in Regione si colloca in anni segnati da trasformazioni amministrative e politiche importanti, in cui la rappresentanza dei territori – soprattutto delle aree interne del Foggiano – ha spesso cercato spazio e ascolto dentro i palazzi baresi.
La notizia del Tgr evidenzia proprio questo profilo: Damone non è ricordato solo come “politico di partito”, ma come rappresentante di un territorio, con una traiettoria costruita sul contatto diretto con la comunità e sulle dinamiche della politica locale.
San Severo, il “cuore” del suo impegno pubblico
Oltre alla parentesi regionale, Damone è stato anche consigliere comunale a San Severo per molti anni. Ed è qui che si comprende meglio il peso della sua scomparsa: San Severo, città spesso al centro di cronache complesse e di esigenze amministrative continue, ha avuto in Damone un riferimento stabile, uno di quei consiglieri che, nel tempo, diventano un punto di riconoscimento per elettori, associazioni e pezzi di comunità.
Il soprannome “Cecchino”, riportato anche dal Tgr, restituisce un elemento tipico della politica locale: il modo in cui il territorio “battezza” i suoi protagonisti e li rende familiari, riconoscibili, quasi parte del lessico quotidiano della città.
Il messaggio di Emiliano: “Ha lasciato questa terra… per continuare a fare tutto il possibile”
Tra le reazioni, spicca la nota di Michele Emiliano, che sceglie un tono non burocratico, ma fortemente emotivo:
“Ha lasciato questa terra per continuare a fare tutto il possibile per la sua famiglia, per la Puglia e per l’Umanità intera. Grazie a lui e ai suoi cari per i doni che abbiamo ricevuto e per quanto riceveremo ancora”.
È un saluto che non si limita al rituale istituzionale: racconta il ricordo di una persona vissuta come impegno, presenza, dedizione, e inquadra la perdita anche come mancanza umana, oltre che politica.
Che cosa rappresentava Damone nel panorama pugliese
Senza forzare giudizi non presenti nella nota, il profilo che emerge è quello di un amministratore di lunga durata, capace di attraversare fasi diverse mantenendo un ruolo riconoscibile. Il passaggio da consigliere comunale a consigliere regionale e poi nuovamente figura di riferimento locale è un tratto tipico di una politica “di territorio”, in cui la credibilità si costruisce sul tempo e sulla presenza, più che sugli scatti mediatici.
La sua esperienza da capogruppo in Regione, inoltre, segnala che Damone non era solo un eletto “di numeri”, ma un protagonista nelle dinamiche d’aula, con responsabilità interne e capacità di rappresentanza.
Un lutto che parla anche del rapporto tra comunità e istituzioni
La morte di Damone arriva in un momento in cui la politica regionale e locale, in Puglia come altrove, è attraversata da cambiamenti, nuovi equilibri, transizioni amministrative. In questo contesto, figure come la sua diventano simboliche: non tanto perché “insostituibili”, ma perché incarnano un modo di fare politica legato a relazioni dirette, a anni di servizio e a una dimensione territoriale molto concreta.
Quando scompare un amministratore con un simile radicamento, non se ne va solo un “ex consigliere”: se ne va un pezzo di memoria politica locale, una presenza che molti – anche tra avversari – riconoscono come parte della storia civica di una città.
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Il saluto della politica pugliese
Il Tgr parla di “lutto nella politica pugliese” e il senso è proprio questo: la scomparsa di Damone chiude un percorso lungo decenni tra Comune e Regione, lasciando spazio ai ricordi personali e alla ricostruzione del suo ruolo pubblico.
Nei prossimi giorni, come spesso accade in casi del genere, il cordoglio istituzionale si intreccerà con quello cittadino: San Severo, più di ogni altra realtà, sarà il luogo dove la perdita si misurerà nella dimensione concreta della comunità.



















